Pillole di SpiritualiTà
Non abbiate paura! Sono l'Angelo della Pace. Pregate con me. (dalle Memorie di suor Lucia)
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Intervista a Giuseppe Gandolfo
a cura di Sr. M. Giacinta Magnanimi icms
Già da qualche anno i nostri laici, legati all’Opera FCIM di Roma, magistralmente diretti dalla regista Giada Siragusa, hanno messo in scena – prima a Roma, poi in Toscana e, lo scorso 18 aprile, presso il Teatro Stimate di Verona – uno straordinario musical, legato alle apparizioni e alle vicende di Fatima. Dovunque il musical ha riportato ampi consensi tra il pubblico e prodotto tanti frutti di bene negli spettatori.
Abbiamo posto qualche domanda a Giuseppe Gandolfo, nostro carissimo amico e uno degli autori dell’opera, presentata per la prima volta, nel 2017, dalla FCIM di Birgi, in Sicilia.
Quale è stata l’intuizione originaria del Musical?
“Non mi direte che ancora oggi, nel 2026, crederete a queste fandonie del 13 maggio: cento anni fa, in quel paese di pecorai, poteva avere un senso essere presi in giro, ma oggi? Non siamo più cosi ignoranti: sfruttate bene il vostro tempo!”. Il demonio, nel suo dialogo con il pubblico, parla cosi: e sembra quasi avere ragione…
Tanti anni fa c'era un combattimento dentro me e questo era ciò che mi frullava nella mente. È un po’ quello che ancora oggi sentiamo dire: la Chiesa è morta, antica, bigotta ecc. ecc. E poi: dov'è Dio?
Nella vita di ognuno di noi ci sono momenti nei quali avviene qualcosa di strano, un po’ come quando, da piccolo monello e un po’ dispettoso, ti accorgi che nonostante tutte le tue marachelle la mamma è sempre pronta a prepararti la tua pietanza preferita, a rifarti il letto, a prepararti i vestiti e a correre da te.
Cosi, fra un salto sul divano e un ginocchio sbucciato, un giorno intravedi quest’amore e ti viene una voglia matta di abbracciare e baciare immensamente la mamma, per tutto quello che hai ricevuto e continui a ricevere.
Mi sono accorto della grandezza di Dio, attraverso la tenerezza della Madonna.
Non ha importanza raccontare nei dettagli il fatto, quanto piuttosto riconoscere come, da quell’incontro, non potevo più smettere di ringraziare.
Così, un giorno, mi misi a scrivere e a suonare, senza fermarmi: avevo tutto chiaro in mente, con un entusiasmo irrefrenabile. Mi sembrava quasi di ascoltare i violini, le voci, di vedere le scene e il teatro pieno di pubblico…
Dopo aver abbozzato parti di copione e soprattutto quasi tutte le musiche, ecco che i timori del mondo si fecero presenti. Dissi, fra me e me: come posso mai portare in scena un Musical? I costi? Gli arrangiamenti? Egli abiti? Il Cast? E i balli?
Tutte queste paure mi fecero prendere la decisione di riporre tutto nel cassetto della mia cameretta.
Dopo un anno ne parlai con padre Enzo Vitale al quale piacque l’idea: quell'incontro fu fondamentale per la messa in scena della “prima” in Sicilia, ma soprattutto mi fu chiaro che la Madonna – che mi aveva ispirato – aveva voluto assumere la produzione, la direzione artistica e la regia del Musical…
Infatti, nel giro di poco tempo, si ingranò una macchina organizzativa incredibile. Molti volontari instancabili, alcune signore (con a capo Angela) cominciarono a cucire gli abiti, altri a tagliare la legna e costruire le scenografie; Pippo Mancuso e padre Raffaele finirono il copione, rendendolo armonioso e pieno di dettagli bellissimi; Giuseppe Corsale mise a disposizione il suo studio di registrazione e le sue abilità per gli arrangiamenti dei brani; e poi: attori improvvisati, ballerini… eccoci allora, nel maggio 2017, a calcare il palco di un grande teatro: solo Dio riesce a fare le cose per bene e anche con una simpatica ironia. Il Musical venne messo in scena esattamente 100 anni dopo le apparizioni del 13 maggio 1917. Fu il primo Musical su Fatima scritto in Italia.
Cosa ha portato nella tua vita il Musical? Avresti mai pensato che avrebbe prodotto così tanti frutti di bene, nel tempo?
Passare, dal cassetto della mia cameretta, al vedere 80 persone di cast, pronte a recitare in molte repliche nei teatri, mi fece rigirare dalla gioia: la prima sensazione che ebbi fu quella di orgoglio, pensando di essere riuscito a fare una cosa davvero grandiosa!
Ebbi la tentazione di dimenticarmi di essere stato semplicemente uno strumento e che la vera regista era stata la Madonna: questa sensazione mi fece paura e cosi, in un barlume di bontà, chiesi che per la prima messa in scena (quella per me più importante, quella nella mia città) non venisse scritto il mio nome nei manifesti e in tutte le locandine che stavano affiggendo in giro. Pensai che, se davvero la regista era la Madonna, che merito ne avevo io in più, rispetto a tutti i volontari che avevano speso fatica e sacrifici, senza che si conoscessero i loro nomi?
Quella scelta costò molto al mio “ego” da artista, ma sono convinto che quelle mortificazioni (avvenute tutte le volte che guardavo un manifesto, in giro per la città) siano state trasformate in grazie e mi abbiano dato la possibilità di vedere molti frutti.
Il Musical, in realtà, sarebbe semplicemente uno spettacolo teatrale, a tema religioso, come ne sono tanti messi in scena tanti, da “super professionisti”, tecnicamente impeccabili e sicuramente migliori di noi: ma il vero senso di “storia di una presenza” è quello di essere uno strumento di evangelizzazione, una testimonianza viva, sia per il cast stesso e per chi ci lavora, sia per chi lo va a vedere. Ho avuto la grazia di ascoltare delle belle testimonianze, che mi hanno dato conferma: forse siamo sulla strada giusta!
Quali sono state le tue impressioni nel rivedere il musical a Verona?
Mi sono chiesto: ma come, solo due spettacoli in tutto il Veneto? Spero si comprenda la mia ironia: questa volta non è il mio “ego” a parlare, ma la consapevolezza di essere figli di una Mamma che può tutto.
Sapere che sono passati 10 anni dalla prima “messa in scena” e che ancora questo strumento venga utilizzato per toccare tanti cuori, mi fa sentire piccolissimo e parte di un disegno grande. Le emozioni sono moltissime, ma quella più forte è la gratitudine.
Insieme a me, fra il pubblico, avevamo una tifoseria tutta siciliana di circa 20 persone, fra cui Serena Muratore, colei che ha interpretato la Madonna nella prima versione. Tutte le volte che mi giravo verso il gruppo, vedevo fazzolettini e occhi lucidi.
Tutto il cast ha avuto lo spirito giusto sul palco e dietro le quinte: molta fraternità e molta preghiera insieme.
Ho rivissuto, a Verona, le stesse emozioni provate in Sicilia!
Grazie, carissimo Giuseppe. Attendiamo con gioia le prossime “sante esibizioni” del vostro – e nostro – bellissimo Musical!
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