Pillole di SpiritualiTà
Nessun dubbio che la volontà di Maria è la stessa volontà di Dio. Consacrandoci a lei, diventiamo nelle sue mani strumenti della divina misericordia, come lei lo è stato nelle mani di Dio. (San Massimiliano Maria Kolbe)
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Santuario della Madonna di Pietraquaria- Avezzano
Prefazione
Mi chiamo Angela, ho 57 anni, vivo a Salerno e sono la terza di nove figli. Mia madre, Anna, ci ha trasmesso un grande amore per la Madonna e ci ha fatto conoscere i Servi e le Serve del Cuore Immacolato di Maria e l’intero Movimento. Ora in casa ci sono quattro consacrate nella FCIM, cinque con mio marito Antonio, ma Anna prega e spera di allargare questo numero a tutta la sequela di figli, nipoti e pronipoti della nostra numerosa famiglia!
Nei primi anni di cammino all’interno della FCIM, devo ammettere, l’espressione “Esercizi Spirituali” mi metteva un po’ di angoscia: immaginavo si trattasse di una qualche attività tediosa e pedante, che si protraesse per più giorni! Quindi cercavo alibi e facili scuse per evitarli. Poi, un’estate, mia sorella Simona ed io, “abbiamo deciso” (più probabilmente Qualcuno lo ha fatto per noi…) di “avventurarci” da sole, in auto, a sant’Agata dei due Golfi, luogo incantevole della Campania, scelto per gli Esercizi di quell’anno.
Da quella volta sono stata sempre presente agli Esercizi e sono riuscita a coinvolgere anche mio marito! Il Signore è grande! Ringrazio Dio perché ogni anno attendo con gioia questo dono, un momento di Grazia, che rappresenta la “FONTE” alla quale vado a dissetarmi, a rigenerarmi, per continuare a crescere nella Fede e ad arricchire il mio Spirito.
Santuario della Madonna di Pietraquaria - “La mula indomita”
Gli Esercizi di quest’anno si sono svolti a Pietraquaria - Avezzano (AQ); ci sono andata con mio marito e mia sorella Simona. Nostre instancabili e meravigliose guide sono state: Padre Leonardo, Padre Luciano e Suor Francesca. Siamo stati accolti nella Domus Mariae del suggestivo Santuario di Pietraquaria, incastonato tra i monti dell’Abbruzzo e meta di centinaia di pellegrini che salgono a piedi dai paesi limitrofi, in segno di devozione all’immagine della Madonna che è all’interno della Chiesa. Poco più in basso, lungo una stradina tortuosa, percorribile solo a piedi, troviamo un’edicola contenente una roccia su cui sono rimaste “impresse” le impronte dello zoccolo di una “mula indomita”, come l’ha definita il simpatico Rettore del Santuario, e l’orma del piede destro della Madonna. Nel 1614, La Vergine Maria era apparsa a un mulattiere, a cui aveva chiesto di essere portata su, in cima alla montagna, ma questi aveva risposto che non poteva, perché la sua mula non era domata. All’improvviso la mula si inginocchiò e si fece cavalcare! Dopo un ennesimo evento prodigioso, la Bella Signora chiese agli abitanti del luogo di costruire una Cappella in Suo onore!
Le meditazioni
Gli Esercizi si sono svolti in un clima di pace e di fraternità, sentimenti che si respirano ogni volta che i laici del nostro Movimento vengono coinvolti in pellegrinaggi (come quello molto toccante al “Volto di Cristo di Manoppello”), nei momenti di preghiera o di formazione.
Dopo un primo giorno, dedicato all’accoglienza e alla Meditazione, Padre Leonardo ci ha “svelato” il tanto atteso tema degli esercizi: “Fatima e la Preghiera”!
Tutte le giornate sono state scandite, oltre che dai festosi rintocchi delle campane vicinissime alla nostra struttura, da momenti di preghiera in Cappella, dai famosi tempi di Silenzio, e da allegre condivisioni di deliziosi pranzetti, preparati con cura da due simpatiche e attente suorine! In queste occasioni ho avuto modo di incontrare altri laici di Napoli e Roma: tutte persone belle e accoglienti, con le quali è stato interessante confrontarsi sui temi della fede.
Sin dalle prime meditazioni, ho sentito forte nel mio cuore l’eco delle parole: “Dio ha sete di te! La preghiera è l’incontro della sete di Dio con la nostra sete. Dio ha sete che noi abbiamo sete di lui!” Dio ci invita a pregare sempre, per non avere sete di Lui! La prima richiesta di “preghiera”, sottolinea Padre Leonardo, avviene già nella prima apparizione dell’Angelo ai tre Pastorelli: “Non abbiate paura, sono l’Angelo della Pace. Pregate con me!” Da queste celesti parole, fluisce l’importanza da attribuire alla preghiera, ma soprattutto al “saper pregare”. Il discorso si amplia nella “classificazione”, per così dire, delle diverse forme di preghiera: di benedizione, di adorazione, di lode, fino ad arrivare alla preghiera di intercessione. “Il chiedere per gli altri è una preghiera di domanda, che ci conforma da vicino alla preghiera di Gesù. Lui è l’unico intercessore presso il Padre in favore di tutti gli uomini”.
Fatima ci richiama a questo importante compito: essere intercessori vuol dire amare Dio e amare il prossimo! L’intercessore unisce, alla preghiera, il sacrificio e la penitenza. Allora, chi più dei tre Pastorelli di Fatima, con i loro sacrifici, rinunce e penitenze, ci ha offerto una tale testimonianza di Amore!? Dunque, anche noi, laici della FCIM, dobbiamo sentirci “chiamati, nella nostra quotidianità, ad incarnare la preghiera di intercessione, a trasformare tutto in amorosa offerta di riparazione e in amorosa supplica di conversione per noi e per il prossimo!”
La preghiera deve diventare “ricordo di Dio”; di qui l’invito a pregare sempre, per mantenere sempre viva la nostra unione con Lui! Ma non basta! Occorrono anche perseveranza e costanza! Abbiamo bisogno di aiuto! E questo aiuto ce lo ha consegnato la Madonna quando, a Fatima, ha chiesto ai Pastorelli di pregare ogni giorno il Rosario! Il Rosario è una preghiera “completa”, perché contempla, adora, loda, ringrazia e supplica”. Esso rappresenta l’aiuto che ci viene dal Cielo, anche nella lotta contro le deviazioni e le distrazioni della vita di tutti i giorni. Attraverso l’Eucaristia e il Rosario, ognuno di noi può crescere nella carità e nella pace!
Nell’ultima meditazione Padre Leonardo ci ha fatto riflettere sulla “sete della Vergine Maria: anche Lei è assetata del nostro amore! Il suo cuore di Madre desidera dialogare con ciascuno di noi. Lei vuole farci entrare nella Sua casa, nei Suoi Affetti, nel Suo Cuore, per poterla seguire ed imitare!”
Allora, come Maria insegna, non c’è modo migliore di pregare che mettersi in un atteggiamento di apertura di cuore a Dio, dicendo: “Signore, quello che Tu vuoi, quando vuoi e come Tu vuoi!”
Per entrare nel Suo cuore aperto di Madre ci vengono in aiuto le virtù teologali: la fede, la speranza e la carità. Non a caso, infatti, continua Padre Leonardo, le apparizioni di Fatima iniziano con una preghiera speciale: Io credo, adoro, spero e vi amo…”!
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