Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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Le Vacanze Nazionali FCIM 2025
di Neri Rosa
Mi chiamo Rosa e abito a Forlì. Ho conosciuto la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria nel 2017, in occasione di un pellegrinaggio a Fatima, organizzato nel mese di settembre. Visto che nutro una specie di dipendenza verso la Madonna di Fatima, già da tempo, ne ho approfittato: così, lo stesso anno, tornai a Fatima nel mese di dicembre. Da allora, avendo scoperto che a Forlì c’è un’Opera della FCIM che si basa sul carisma e sulle apparizioni della Vergine, ho iniziato a partecipare alle varie funzioni e attività, comprese le Vacanze estive.
Quest’anno, per arricchire ulteriormente la mia “dipendenza mariana”, ho seguito la “Formazione” per entrare nel Movimento e consacrarmi al Cuore Immacolato di Maria. Il 28 giugno scorso, sia io che altri due amici che frequentano l’Opera, abbiamo fatto insieme l’Atto di Consacrazione.
Una esperienza emozionante, sia nell’aspetto esteriore, perché la gioia era visibile, nei nostri volti e in quelli degli amici; ma anche nel segreto del cuore, perché la Sua presenza era ed è percepibile. Lei è lì, ti è vicina, ti ascolta, ti sostiene.
Perciò, carica di questo nuovo “grado”, anche quest’anno ho partecipato alla Vacanza estiva della FCIM, ospitati in una nuova dimora, a San Nicolò di Valfurva – diversa dagli anni passati, trascorsi in Val di Fassa – un nuovo villaggio che ha accolto quasi 90 partecipanti.
Come sempre si parte da casa con il desiderio di trascorrere una settimana di relax e di “riposo”, per riprendere le energie fisiche, mentali e spirituali.
I Padri (P. Roberto e P. Stefano) organizzano; le Suore (Sr. Elisabetta e Sr. Leonarda) animano; un nutrito gruppo di Consacrati laici prepara le varie attività ludiche e il resto, per così dire, segue, al ritmo scandito dalle varie iniziative giornaliere: su per i monti, giù per i monti, cammina cammina cammina…. in giro per Santa Caterina a mangiare il gelato, a Bormio a comprare caramelle, a Livigno a riempire il serbatoio di benzina, a caccia di alcool e grappe varie!
Ovviamente, non poteva mancare qualche intoppo, perché il “tignoso”, come lo chiamava la Beata Madre Speranza, lo zampino ce lo deve mettere sempre, per tenerci in allenamento… e perché il Paradiso non è “gratis”.
L’essere così in tanti, però, non è solo un elemento gravoso per l’organizzazione, ma è anche un pozzo di risorse e, grazie alla disponibilità contagiosa, verso il prossimo, da parte dei partecipanti, c’è sempre qualcuno che una soluzione la trova… così, dopo un po’ di nuvole, ritorna il sereno e alla fine, anche sugli intoppi, si trova il modo di scherzare e di ridere!
È sempre bello per me ritrovare persone della FCIM già conosciute in occasioni precedenti e conoscerne di nuove. Una festa ogni giorno, ricca di sorrisi e battute, proferite con tutti gli accenti d’Italia. Una Babele pittoresca!
È solo una settimana, ma è ricca di tanti momenti di condivisione, perché il tempo per rimanere in camera è veramente poco e così c’è chi racconta i propri ricordi del Fondatore, chi dell’ultimo Convegno, chi della propria famiglia, chi dell’ultima escursione e chi delle sfide ai vari tornei di ping pong, biliardino, burraco, briscola, scala 40, uno, con gli scontati sfottò del caso!
E poi la “tombola”, con Suor Leonarda, che comunicava i numeri cercando di stare al segno con ambi (che non finivano mai), terni (guai a farli sulla stessa riga dell’ambo, pena la defenestrazione!), quaterne, cinquine, tombole e tomboline (perché non ne basta una…ci vuole pure quella “mini”), ricevendo segnali da dietro le quinte (Urbana e Arcangelo) circa che cosa annunciare nella tornata successiva.
E, per l’ultima serata, la lotteria con i biglietti venduti a “squarciagola” durante tutta la settimana da Patrizia, con il piglio del: “e prenditi sti biglietti, sient’ ammé!”: impossibile dirle di no!
Come ogni anno, vi erano tanti premi in palio: ben 25, con l’immagine della Madonna di Fatima al primo posto, rimasta sull’altare durante tutta la settimana. Anche negli anni addietro è sempre stata presente e carica di un significato importante. È solo un’immagine – si potrebbe dire – ma, ogni volta che la guardo, mi passa per la mente qualcosa da dirle e mi sale un sorriso, quasi di intesa, di conforto, di pace.
Bene, io a casa sono già ben rifornita di immagini mariane, sia come statue che come quadri: tra l’altro, la Patrona di Forlì è la Madonna del fuoco, una xilografia sopravvissuta a un incendio nel 1428, conservata in cattedrale: come dire, a casa mia la Beata Vergine Maria la fa da padrona! Ovviamente, ci sono anche le statue e i quadri della Madonna di Fatima simili a quella della Cappella delle Apparizioni, con Pastorelli e Angelo compresi.
L’attesa dell’estrazione del primo premio è sempre un momento palpitante, così anche per me, che ricordo bene la gioia nei volti di chi l’aveva vinta gli anni scorsi. Poco istanti prima mi ero chiesta: “Chissà da chi vorrà andare quest’anno?” perché, ovviamente tutti – sicuramente io – siamo convinti che sia Lei stessa a dirigere l’estrazione del fatidico biglietto!
Ebbene sì, all’estrazione dell’ultimo biglietto, un bel biglietto rosso, Suor Leonarda ha detto 24: e quel biglietto l’avevo io! Proprio io!
Non ricordo bene cosa ho esclamato, ma ero felicissima! A quel punto, potevano anche chiedermi di andare a Bormio di corsa e l’avrei fatto, ma si sono limitati a dirmi di andare davanti a tutti a fare le foto con l’immagine della Madonna: e così è stato. Troppo buoni! Che felicità! Credo mi si sia stampato un sorriso sul volto simile a una paresi, perché non riuscivo a non sorridere.
Al ritorno in auto, proprio Lei ha avuto il Suo posto privilegiato, fissata saldamente con la cintura di sicurezza al sedile, a proteggerci anche per la strada: il passo del Mortirolo, che ha fatto tremare la guida anche di esperti conducenti!
Infine, siamo rientrati felicemente a casa, con tanti bei ricordi e la promessa di ritrovarci… al momento non si sa dove, ma sarà sempre, comunque, un bel “DONO” inaspettato.
Viva Maria! Pace e bene a tutti.
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