Pillole di SpiritualiTà
Nessun dubbio che la volontà di Maria è la stessa volontà di Dio. Consacrandoci a lei, diventiamo nelle sue mani strumenti della divina misericordia, come lei lo è stato nelle mani di Dio. (San Massimiliano Maria Kolbe)
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La nostra bimba, Fatima, un dono del Cielo
di Emanuela Lustri
Il 2 luglio 2025 è nata la nostra quinta figlia, Fatima, dopo Michele di 6 anni, Gabriele di 12, Myriam di 14 e Gemma di 16.
Potremmo dire: “una meraviglia ai nostri occhi”. E lo diciamo con stupore vero, perché, anche se molti potrebbero pensare che dopo quattro figli non ci sia più spazio per la meraviglia, noi possiamo testimoniare che il Signore rende davvero sempre nuove tutte le cose!
La nostra storia porta con sé anche ferite profonde. Prima della nascita di Michele abbiamo attraversato il dolore della perdita di quattro gravidanze nei primi mesi. Un tempo difficile, fatto di sofferenza fisica e soprattutto interiore, in cui abbiamo toccato con mano quanto la vita inizi fin dal concepimento: non si spiegherebbe altrimenti un dolore così grande, soprattutto per la mamma. Per questo Michele è stato per noi una consolazione immensa, un segno concreto della tenerezza di Dio dopo la prova.
Con lui, la nostra famiglia si è riempita di gioia, e per anni abbiamo desiderato semplicemente custodire e far crescere i figli che il Signore ci aveva donato. Ma, nel tempo, è nato nel nostro cuore — in modo delicato ma insistente — un nuovo desiderio: riaprirci alla vita. Non volevamo però che fosse solo un nostro progetto. Sentivamo il bisogno di capire se fosse davvero una chiamata di Dio. Così abbiamo iniziato a pregare, ad affidarci, ad attendere.
Nel 2024 – attraverso una serie di quelle che amiamo chiamare “Dioincidenze” – si è aperta per noi la possibilità di partecipare a un pellegrinaggio a Fatima, organizzato dai padri Servi del Cuore Immacolato di Maria. Nel nostro cuore c’era una certezza: Maria ci avrebbe guidati ancora una volta.
Era il nostro terzo pellegrinaggio a Fatima: il primo da fidanzati, il secondo da sposati e questa volta con tutta la famiglia. Giorni intensi, pieni di preghiera, silenzio, fraternità. Giorni in cui il cuore si apre e si lascia guardare da Dio.
Nella Cappellina del Santuario abbiamo deposto ai piedi della Madonnina tutte le nostre paure. Paure vere, umane, comprensibili: come faremo nella vita quotidiana, essendo già in tanti? Avremo le forze, anche con un’età che non è più giovanissima? E quelle voci del mondo… che ci accusano di essere irresponsabili, o addirittura egoisti?
Abbiamo portato tutto lì, senza trattenere nulla. E pian piano, nella preghiera e anche grazie al consiglio dei Padri che accompagnano il nostro cammino, è cresciuta in noi una pace nuova. Non la certezza di avere tutto sotto controllo, ma la fiducia che Dio non abbandona.
Così abbiamo detto il nostro “sì”. Un sì fragile, ma vero.
E oggi possiamo dire che quel sì ha un volto: quello della nostra piccola Fatima.
Ci siamo affidati alla Madonna, certi che quella promessa fatta a Lucia il 13 giugno 1917 — “Io non ti lascerò mai. Il mio Cuore sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà a Dio” — non fosse solo per lei, ma anche per ciascuno di noi e per ogni famiglia che, tra dubbi e fatiche, cerca ogni giorno di amare Dio e di compiere la sua volontà.
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