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PADRE PIO da Pietrelcina: il Santo dei nostri giorni

di P. Enzo Vitale icms

Parlare di un santo non è facile. Nell’immaginario collettivo il santo è chi vive in un’altra dimensione, un perfetto che “non sta con i piedi per terra”. Se poi il santo è il frate più famoso del mondo, san Pio da Pietrelcina, considerato con le sue stesse parole «un mistero a sé stesso», il lavoro diventa ancora più arduo.

Padre Pio (di Sergio Castellitto), pur essendo chiaramente un Christian film, perché presenta la vita di un santo, da un lato mostra la grandezza mistica dell’uomo di Dio, dall’altro non fa sconto alle debolezze umane che lo hanno contraddistinto.

Certo è – ed è importante questa premessa – se non si è capaci di superare la naturale ritrosia, figlia del razionalismo moderno, a fenomeni straordinari, combattimenti con il demonio e all’imperversare del soprannaturale nella vita quotidiana, che spinge “a cambiar canale” ci si priverà della possibilità di conoscere la storia di uno dei più grandi santi della Chiesa. Una storia, quella di padre Pio, che ha un obiettivo preciso: salvare anime! «Redimere un’anima debole è come salvare un alberello che si sta seccando, lo devi trapiantare, gli devi dare l’aria, l’acqua, la luce facendolo vivere nel bosco di Nostro Signore» queste le parole a commento del racconto dell’assoluzione data a Emanuele Brunatto, uomo, fino a quel momento falsamente devoto che poi diverrà strumento di bene.

Le scene più forti del film sono accompagnate da musiche solenni e fiere che toccano le corde emotive di chi si lascia coinvolgere nel racconto senza pregiudizi.

La bravura della scenografia e l’interpretazione di Castellitto ci mostrano il volto umano di quest’uomo da tutti guardato con timore e speranza. Timore per la forza del suo carattere che non scende a compromessi (ad esempio quando gli sono chiesti i soldi per sanare lo scandalo finanziario del suo ordine) e speranza perché chi lo accosta sa di essere più vicino a Dio, anche se lui non se ne rende conto: molte le volte in cui disprezza se stesso e si considera una nullità che, non lo dimentichiamo, portava nel proprio corpo i segni della Passione di Cristo: le stigmate. Eppure, nonostante i suoi innumerevoli doni, nel film si mette in luce tutta la sua umanità: l’incontro con Raffaelina Cerase, ad esempio, è una delle esperienze che fa capire al frate del Gargano che anche lui è spettatore di una volontà divina che deve essere accolta perché guida la storia secondo disegni provvidenziali.

La bellezza del film – che mi sento di consigliare a tutti soprattutto in una visione familiare – sta nell’essere capace di suscitare sentimenti di grande confidenza con il divino che, spesso, è relegato e messo da parte nella vita di tutti i giorni. Romano Guardini, già quasi un secolo fa, diceva che il cristiano è portato a vivere come se Dio, pur essendoci, non si interessasse della nostra vita. Questo film, invece, mostra l’esatto contrario: Dio c’è e si interessa della nostra vita. E non lo fa dispensando buoni consigli, ma preoccupandosi di quanto l’uomo ha bisogno: l’attenzione che il piccolo frate del Gargano mette nel realizzare il suo sogno, la Casa Sollievo della Sofferenza, ne è un esempio luminoso. Una carità, come si vede nel film, fatta sì di gesti eccezionali (la costruzione dell’ospedale) ma anche concreta nell’evitare situazioni drammatiche (basti pensare alla scena in cui vieta a Cleonice Morcaldi, poi divenuta la sua figlia spirituale più conosciuta, di partire per un nuovo lavoro).

Il rischio di raccontare la vita di un santo come un uomo senza difetti, nel Padre Pio di Castellitto, non c’è. Si mette a nudo l’uomo, con i suoi difetti: la paura al momento delle stigmate, la rabbia più volte mostrata frutto del suo energico carattere e che appare, in non poche scene, mostrando a tratti testardo e, in questo modo, più vicino a noi. Ci chiediamo, allora: è questa un’agiografia? Sarebbe riduttivo ritenerla tale. Una vita ricca di “mistero” che si snoda nello scorrere delle scene in un continuo viaggio nel tempo, in cui lui stesso cerca di capire e spiegare allo stesso tempo che tutto quanto è stato era per combattere il male.

«Perché c’è il male nel mondo? Statemi bene a sentire» racconta padre Pio verso la fine del film. «Ci sta una mamma che sta ricamando al telaio e c’è il piccirillo suo che sta seduto su uno sgabelletto basso. Il piccirillo guarda il lavoro della mamma, però lo guarda alla rovescia, da sotto e dice: “Mamma mia, ma che stai facendo? Quanto è brutto stu ricamo!”. E allora la mamma che fa? Abbassa il telaio e mostra la parte buona del lavoro, tutti i colori al loro posto, e tutti i fili composti nell’armonia del disegno…».

Solo coloro che sono capaci di guardare il mondo, la storia, la vita dalla prospettiva di un Dio che, nella Sua Provvidenza, mette tutti i fili al loro posto, possono, con semplicità, dire di capire la vita.

Uomini come Padre Pio ci aiutano a capire che non siamo soli, che c’è un Padre che ci ama e, come diceva un altro santo dei nostri giorni, «ci ama sempre attraverso qualcuno» (Padre Pino Puglisi) perché, in fondo, «…il male è come il rovescio di quel ricamo. Siamo tutti seduti su uno sgabello basso».

Quella di padre Pio è la storia di un figlio di contadino «venuto povero e che è andato via dal mondo povero». Capace di una umiltà straordinaria che si contrappone solo alla grandezza della sua santità. Tra le note positive che segnalo mi piace anche ricordare la simpatia suscitata dal linguaggio in dialetto ben pronunciato dal protagonista e che rende la narrazione ancora più familiare.

Ultima nota: tutti sanno che la vita di Padre Pio è stata piena di contraddizioni apparenti che hanno portato la Chiesa ad avere molta prudenza nei confronti della sua persona. Questo però non permette di essere d’accordo con chi dà, al film, una lettura secondo la quale lui ha rifiutato l’autorità della Chiesa. Non si può essere d’accordo perché è la stessa Chiesa che ce lo ha donato come santo, cioè modello a cui guardare perché ha fatto proprio dell’obbedienza il cardine di tutto il suo vissuto umano e spirituale.

(Tratto da https://familycinematv.it/recensioni/padre-pio-2/)

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=H19wIIt0PtM&t=5s

 

CAST & CREW

Sergio Castellitto - PADRE PIO

Jürgen Prochnow - VISITATORE APOSTOLICO

Lorenza Indovina - CLEONICE

Flavio Insinna - PADRE PAOLINO

Pierfrancesco Favino - EMANUELE BRUNATTO

Raffaele Castria - PADRE AGOSTINO DA SAN MARCO IN LAMIS

 

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