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13 SETTEMBRE: Santo Rosario meditato

Nell’anniversario dell’apparizione della Madonna a Fatima

MISTERI DOLOROSI

 

PRIMO MISTERO: Gesù prega e suda sangue nell’orto degli ulivi

Gesù sa che è arrivata la Sua ora e chiede ai Suoi amici Pietro, Giacomo e Giovanni di starGli vicino. Ma loro si addormentano. Gesù si sente solo e prova la paura della sofferenza e della morte. Ed è così grande questo dolore che suda sangue. Ma Lui, che è Dio, come può sperimentare tutto questo? Lui è, sì, vero Dio, ma è anche vero Uomo, e, per Amore nostro, vive tutto questo come Uomo, con tutta la fragilità e la debolezza della Sua umanità. Perché Cristo, per rendersi solidale con la nostra sofferenza non ce la spiega, ma si carica di quella sofferenza, la vive Lui in prima persona. Cristo non ci ha liberati dalla paura, ci ha liberati dalla paura di avere paura. E quando ci verrebbe da dire a Dio "se è possibile allontana da me questo calice", Gesù ci aiuta a chiederGli: "non come voglio io, ma come vuoi Tu", non per sottomissione, ma con fiducia di figli. "Abbà, Padre", abbiamo un Padre a cui possiamo raccontare tutto, con cui possiamo anche arrabbiarci, cui possiamo anche chiedere che le cose cambino. Ma, alla fine, un Padre di cui ci possiamo veramente fidare, perché ci ama. E la fede è questa mano forte che il Signore ci dà per tenerci nel buio, che ci guida soprattutto quando noi non capiamo e non vediamo. Quando, seppur con tutte le nostre resistenze, proviamo a mettere la nostra vita nelle mani di Dio Padre, allora, anche la nostra sofferenza, la nostra prova, la nostra fatica, se le uniamo al Sangue di Gesù, possono diventare occasione di salvezza per tante anime, come ha insegnato l’Angelo ai tre Pastorelli a Fatima: “Di tutto quello che potete offrite un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori”.

 

SECONDO MISTERO: Gesù è flagellato alla colonna

Maria si trova a Gerusalemme e assiste a tutta la via dolorosa del Figlio Gesù. Ode le voci degli accusatori, le urla feroci della folla. Assiste impotente alle percosse, agli sputi, agli insulti, allo spettacolo indecoroso delle vesti strappate a Gesù, del Suo Sangue innocente versato. Vede il Figlio uscire sanguinante dal luogo in cui è stato flagellato. Ma non Le aveva, forse, assicurato, l’Angelo Gabriele, che quel Figlio sarebbe salito sul trono di Davide e che avrebbe regnato per sempre sulla casa di Giacobbe? Ma, allora, come spiegare questa condanna? Possibile che sia, quell’infame legno, il suo trono? “Ecce Homo”, dice Pilato, mostrando Gesù sfigurato, ai Giudei, che non contenti, urlano, “Sia crocefisso!”, la terribile sentenza di morte. Maria vede, tace, e serba tutto nel suo cuore, ogni singolo dolore del Figlio, ogni singola umiliazione subita. E così mentre infuria su Gesù la tempesta d’odio dei suoi aguzzini, il silenzio di Maria si fa preghiera, preghiera offerta, dono d’Amore, raggio di sole nella notte dell’umanità. E quando Pilato non riconosce l’innocenza del Figlio di Dio, Gesù si offre al posto nostro, diventa Lui il colpevole, paga Lui al posto nostro. Gesù si mette totalmente dalla parte dell'uomo fino al punto di farsi uno con l'uomo. Tutto quello che l'uomo deve scontare, sarà Gesù a scontarlo. Lui ripara per noi il nostro peccato. E anche Maria, Sua Madre, coopera con Lui alla nostra redenzione. Ma Loro chiedono anche a noi di aiutarLi a salvare le anime, come Lo hanno chiesto ai tre Pastorelli a Fatima, quando la Madonna, il 13 agosto, chiede loro: “Pregate, pregate molto; e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno, perché non c’è chi si sacrifichi e interceda per loro”.

 

TERZO MISTERO: Gesù è coronato di pungentissime spine

La storia di Gesù tra gli uomini inizia da subito, e continua, con una seria infinita di difficoltà, perché tanti hanno paura di questo Dio che vuole essere il Dio con noi, ma non per rubarci qualcosa o per toglierci la nostra posizione. È il peccato delle origini, di quel “sarete come Dio” in bocca al serpente. Ciascuno di noi rischia di essere nella posizione di Erode, di Caifa, di Pilato, che chiedono a Gesù: “Sei tu il re dei Giudei?”, perché facciamo fatica a toglierci dal centro, di sentirci i padroni della vita, i capi indiscussi del destino proprio e di quello di chi ci circonda. Solitamente è la vita a ridimensionarci. Delle volte basta una febbre un po’ più alta che ci lascia inermi nel letto, e lo abbiamo visto in questi mesi, a farci rendere conto che non ne abbiamo noi, in fin dei conti, in mano le redini. E solo se è Lui ad aiutarci, allora la vita è, non solo possibile, ma anche umana. Altrimenti, rischiamo di tirare fuori il peggio di noi, esattamente come fa Erode e come fanno i soldati nella coronazione di spine quando acclamano Gesù “re” non perché Lo credono veramente Dio e Signore della loro vita, ma per burla. Ma Gesù è disposto ad andare oltre al nostro atteggiamento di voler fare da soli, e riesce a farlo perché ci Ama ed è sempre disposto a perdonarci. Accettiamo questo Amore gratuito e incondizionato di Dio, allora potremmo salvare l’essenziale nonostante tutto. Gesù e Maria per noi sono questo Essenziale. E ce lo ricorda la Madonna stessa a Fatima quando, il 13 agosto, ai tre Pastorelli chiederà: “Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso”.

 

QUARTO MISTERO: Gesù porta la pesante croce al Calvario

La Festa dell’esaltazione della Santa Croce, che celebreremo domani, ci ricorda l’Amore grande che Dio ha per ciascuno di noi. In tanti, ancora oggi, pensano alla Croce come al gusto della sofferenza. Non si può amare la sofferenza, Gesù stesso non ama e non vuole né la Sua né la nostra sofferenza, ma se Lui accetta di portare la Croce, accetta di soffrire, è solo perché ci ama e vuole la nostra salvezza attraverso quella sofferenza, attraverso quella Croce. Ecco che cos’è la croce cristiana: non l’amore per il dolore o la sofferenza, ma essere disposti a soffrire per il bene e la salvezza di chi si ama. Cristo per questo è salito sulla Croce, e ci ha così insegnato che per Amore nostro è disposto a tutto, anche a morire. Ma finché non ci lasceremo raggiungere dall’Amore crocifisso di Cristo, la nostra vita non sarà veramente una vita salvata. Infatti solo quando ti senti amato di questo Amore totale, gratuito e che dona tutto, solo allora la tua vita è una vita salva. Perché la Croce non serve a suscitare sensi di colpa, anzi, li distrugge. Dio, infatti, non ci ha amati perché noi, in cambio, Lo dobbiamo amare. Egli ci ha amato e basta. Ai Pastorelli di Fatima la Madonna chiederà: “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?”. E il loro desiderio di amare e consolare i Cuori di Gesù e di Maria e di salvare le anime, attraverso i sacrifici, sarà così grande che la Madonna stessa il 13 settembre dirà loro: “Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda. Portatela solo di giorno”. Chiediamo alla Madonna lo stesso amore a Gesù e per le anime che hanno avuto i Pastorelli.

 

QUINTO MISTERO: Gesù è crocefisso e muore in Croce

“Presso la croce di Gesù stava Maria sua Madre” (Gv 19,25). Maria guarda Suo Figlio. Sta… ritta… addolorata… piangente ma composta, silenziosa. Chi potrà penetrare il mistero di quello sguardo tra Madre e Figlio? Il dolore, il peccato del mondo che Gesù sta prendendo su di Sé sono in quell’istante condivisi. L’Amore della Madre, la Sua compassione diventano in quel momento balsamo e conforto per il Figlio di Dio! Compassione… dunque unione ai dolori del Figlio. Piange Maria e piange Gesù. Le lacrime di Maria si uniscono a quelle di Gesù, i Suoi dolori ai dolori del Figlio, un’unica volontà li accomuna, quella di Dio Padre di salvare l’umanità intera, e così nel tempo di uno sguardo, scandito da un silenzio assordante, i due Cuori si uniscono e si ode un unico palpito, è il suono vittorioso dell’Amore! L’Amore trionfa attraverso l’incomprensibile via della croce! La morte pensava di aver avuto l’ultima parola; ma, su quel patibolo insanguinato, attraverso la stoltezza della croce, la morte è sconfitta per sempre! Maria guarda Suo Figlio. Negli occhi del Figlio lo sguardo pieno d’amore di un Dio che dona all’umanità la sua vita fino all’ultima goccia di sangue… Negli occhi di Maria la bellezza dell’Amore che spera e tace. Il silenzio di Maria si fa attesa densa di adorazione e colma di speranza! Adora Maria e lo fa in quella desolazione, tra gli insulti e le bestemmie dei vicini. Celebriamo, tra due giorni, la Festa di Maria SS. Addolorata. Sta presso la Croce, Maria, addolorata ma salda nella Sua fede incrollabile, salda nella speranza… e mentre tutto si fa buio, mentre il cielo inizia ad oscurarsi, non si stancano i Suoi occhi di guardare Gesù, Suo vero Figlio, Suo vero Dio. Insieme a Maria, Donna del Sì, apriamo il nostro cuore a Cristo, offriamo con fede la nostra croce a Lui che ha preso su di Sè le nostre sofferenze. Testimoniamo al mondo la speranza che nasce dalla Croce.

 

 

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