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La devozione riparatrice dei "CINQUE PRIMI SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri gaudiosi, consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

Quali sono le condizioni richieste per compiere tale devozione?

“Per 5 mesi, il primo sabato, ricevere la Santa Comunione, recitare la Corona del rosario, fare 15 minuti di compagnia alla Madonna meditando sui misteri del Rosario, e fare la Confessione con la stessa intenzione. La Confessione potrà essere fatta in un altro giorno purché nel ricevere la Santa Comunione si sia in grazia di Dio”.

Una volta suor Lucia fece presente a Gesù la difficoltà che alcune anime avevano di confessarsi il sabato e chiese che fosse valida la Confessione di otto giorni. Gesù rispose: “Sì, possono essere anche di più purché quando Mi ricevono siano in grazia e abbiano l’intenzione di riparare il Cuore Immacolato di Maria”. Lucia replicò: “Gesù mio, e quelle che si dimenticheranno di formulare quell’intenzione?”. Gesù rispose: “Possono formularla nella Confessione seguente, approfittando della prima occasione che avranno per confessarsi”.

 

 

MISTERI GAUDIOSI

 PRIMO MISTERO: L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria SS.ma.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati»” (Mt 1,18-23). Fin dall’eternità Dio ha pensato a Maria, a Giuseppe, al loro amore per dare una famiglia e una casa a Suo Figlio, perché Gesù fosse l’Emmanuele, il Dio con noi. Ma Dio non si è sostituito a Maria e a Giuseppe, Egli ha chiesto e atteso il loro “sì”, ha voluto che essi mettessero in gioco tutta la loro volontà e libertà. Ecco che cosa rende la storia della salvezza: non l’esecuzione di un copione già scritto, ma un’avventura che si gioca spesso tra la profezia e gli “eccomi” di queste persone. La festa della Natività di Maria SS., che celebreremo tra qualche giorno, è la festa per la nascita della Donna che più fra tutti ha pronunciato l’ “Eccomi” decisivo. E guardando a Lei e a come ha saputo mettere davvero fino in fondo la sua libertà a servizio di Dio, rinasce in noi la voglia e la speranza di vivere anche noi quello che è il progetto d’Amore di Dio su di noi, per essere pienamente uomini, per essere veramente felici.

 

SECONDO MISTERO: La visita di Maria SS. alla cugina S. Elisabetta

“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1, 46-47). Maria non è andata in una piazza pubblica ad annunciare ciò che le era accaduto. Avrebbe potuto farlo, ma il suo impulso è stato quello di mettersi al servizio silenzioso della cugina che ne aveva bisogno. Chi incontra Gesù, come Maria, sperimenta la necessità di mettersi al servizio degli altri. Sentendosi amata gratuitamente e incondizionatamente da Dio, Maria vuole amare a sua volta, ed è nella carità fraterna che l’amore diventa concreto. Molta gente si chiede come fare per vivere concretamente la vita cristiana, e spesso finisce per pensare di dover fare chissà quali grandi gesti di carità o di eroismo, quando l’essenziale è forse avere l’atteggiamento di Maria, che non è facile, perché implica rinunce, ma fondamentalmente è servire il prossimo, amandolo con lo stesso sguardo d’Amore che ha Dio su di lui. È quello che hanno fatto anche i tre Pastorelli di Fatima dopo aver visto il dolore negli occhi della Madonna per le anime che vanno all’inferno: subito si son messi ad offrire preghiere e sacrifici per salvare queste anime e per consolare il Cuore di questa Mamma. Chiediamole di avere anche noi questa carità soprannaturale e di saper offrire ogni giorno qualcosa per aiutare le anime ad andare in Cielo.

 

TERZO MISTERO: Gesù nasce nella povera grotta di Betlemme

 “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge”, ha affermato San Paolo. Possiamo entrare nella pienezza dei tempi con Lui proprio ora, perché Dio è fuori del tempo, e ogni giorno per Lui diventa la “pienezza dei tempi”, diventa il Suo “oggi”. La nascita di Gesù a Betlemme, quindi, non è semplicemente il ricordo di qualcosa accaduto nel passato e finito. È la celebrazione dell’ingresso di Dio nella nostra storia al momento giusto ma senza mai lasciare il Suo “ora” eterno. Perché anche noi siamo fatti per l’eternità, ma non siamo ancora lì. E per ora dobbiamo incontrare Dio nell’unico contesto di riferimento che abbiamo: la Chiesa, che è il luogo in cui l’eternità incontra il tempo e i due si fondono. A Messa, e in ogni Sacramento, Gesù è davvero presente: “Dio trascende il tempo, e può prendere qualsiasi evento del futuro e del passato e farlo collassare in un evento nel presente”. Se a Betlemme i pastori sono stati radunati ad adorare Gesù Cristo dagli angeli che cantano “Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà”, nella S. Messa incontriamo esattamente lo stesso Gesù Cristo e possiamo adorarLo, allo stesso modo dei pastori, nell’Eucaristia e celebrare, anche noi, ogni volta, “qui, oggi” la venuta di Gesù nel mondo. Chiediamo, allora, alla Vergine SS., di ottenerci il Suo stesso Amore per Gesù e impegniamoci a riparare a tanti sacrilegi contro l’Eucaristia.

 

QUARTO MISTERO: Gesù Bambino è presentato al Tempio

“Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele” (Lc 2,29). La preghiera di ringraziamento di Simeone ci dice che la sostanza vera di ogni nostra attesa, di ogni nostro desiderio è sempre Cristo. È Lui il compimento vero di ciò che ci portiamo nel cuore. La ricerca di Cristo coincide con la presa di coscienza forte di questa sete di Lui che ha il nostro cuore. Perché il nostro cuore sa che solo Gesù può guarirlo veramente, perché solo Gesù ci ama fino a dare la Sua vita per noi. Gesù vuole rendere bella la nostra vita, vuole riempirla di gioia. E lo fa aiutandoci ad accendere luci lì dove ci sono solo tenebre. Perché solo quando chiamiamo per nome i nostri mali, i nostri peccati, le cose che ci spaventano, le cose su cui zoppichiamo, solo allora potremo iniziare a cambiare la nostra vita. Dobbiamo avere il coraggio di
fermarci e di chiamare per nome tutto quello che è “contro” la nostra gioia, tutto quello che non ci permette di volare alto: rapporti sbagliati, abitudini distorte, paure sedimentate, insicurezze strutturate, bisogni inconfessati. Non dobbiamo avere paura di questa luce, perché solo dopo questa salutare “confessione” può iniziare dentro la nostra vita una “novità” che la teologia chiama salvezza.

 

QUINTO MISTERO: Gesù è ritrovato tra i dottori del Tempio

Se il Vangelo non censura l’episodio dello smarrimento di Gesù al Tempio è forse per dirci che, anche noi, come Maria SS. e s. Giuseppe, abbiamo la possibilità molto concreta di dare per scontato che Gesù sia nella carovana della nostra vita, quando invece non c’è, presi dalle tante cose da fare e da realizzare. Tuttavia, se ci capita di perderLo di vista, l’importante è rimettersi subito a cercarLo, come hanno fatto Maria e Giuseppe, ritornando con umiltà sui propri passi. Quando Lo ritrovano a discutere fra i dottori del tempio “al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?»”. Non si può chiedere al Cuore di una Madre di non soffrire. Non si può chiedere al Cuore di una Madre di non sentirsi
profondamente legata al destino del figlio. Maria ha un Cuore di Madre. Ma la buona notizia è che questo Suo Cuore di Madre non è solo per Cristo ma per ciascuno di noi perché per vocazione Ella è Madre anche nostra. Noi siamo amati da una Madre che non si arrenderà finché non ci avrà ritrovati, finché non ci avrà riportati al sicuro. Ma siamo anche discepoli di un Maestro che ci chiede di non perderLo di vista semplicemente perché dobbiamo andare noi dietro a Lui e non Lui dietro a noi. Gesù Lo si perde spesso quando Lo si sorpassa, quando si crede di conoscere già la strada che Lui vuole farci fare. Ma è molto meglio se ci facciamo aiutare a seguirLo da Sua Madre, perché Lei stessa a Fatima a Lucia ha detto: “Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via sicura che ti condurrà a Dio”.

 

 

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