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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri luminosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

MISTERI LUMINOSI

PRIMO MISTERO: Gesù è battezzato nel Giordano

Per noi il battesimo è il momento in cui ci purifichiamo, torniamo ad essere puliti, indossiamo quella veste candida della nostra dignità di figli di Dio. Per Gesù il battesimo invece è prendersi addosso tutti i nostri peccati, i nostri errori, le nostre cadute per raddrizzarle. Ma può far questo proprio per quella voce che Gli dice: «Tu sei il figlio mio prediletto l’amato, in te ho posto il mio compiacimento» (Mt 3,17). È il sentirsi amato da Dio Padre che dà la forza a Gesù. Egli si sente addosso il compiacimento del Padre, avverte tutta la fiducia che il Padre ripone in Lui, in quanto Suo Figlio” (L. M. Epicoco).

La piccola Lucia di Fatima, alla vigilia della partenza per il convento, sentiva tutta la sofferenza del distacco. Ma, ella scrive, “quando mi recai alla Cova da Iria… fu allora che sentii la Tua mano amica e materna toccare la mia spalla; alzai lo sguardo e Ti vidi, eri Tu, la Madre benedetta a darmi la mano ed indicarmi il cammino; le tue labbra si aprirono e il dolce timbro della tua voce restituì la luce e la pace alla mia anima: «Sono qui per la settima volta, vai, segui il cammino per il quale il Signor Vescovo ti vuole condurre, questa è la volontà di Dio». Ripetei allora il mio «sì», ben più cosciente di quello del 13 Maggio 1917”. Amiamo e affidiamoci anche noi a Maria SS.ma, che è la nostra Madre, e aiutiamo i bambini a crescere amandoLa come Mamma.

 

SECONDO MISTERO: Gesù compie il primo miracolo alle nozze di Cana

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»” (Gv 2,3-7). Anche a Fatima la Madonna è venuta a dirci che non c’è più vino, perché non c’è chi si impegni a colmare le giare con l’acqua dei suoi sacrifici, per unirli all’unico Sacrificio di Cristo e ottenere così quel vino prezioso che è la consolazione del Cuore di Dio e del Suo Cuore Immacolato e che genera la salvezza delle anime. Nel dicembre 1925, Gesù stesso disse a sr Lucia: “Abbi compassione del Cuore Immacolato della tua Santissima Madre, che sta coperto di spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti Vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle. E la Santissima Vergine le dice: “Guarda, figlia mia, il Mio Cuore coronato di spine che gli uomini ingrati a ogni momento Mi conficcano, con bestemmie e ingratitudini. Tu, almeno, cerca di consolarMi, e di’ che tutti quelli che per cinque mesi, nel primo sabato, si confesseranno ricevendo poi la santa Comunione, diranno un Rosario, e Mi faranno 15 minuti di compagnia meditando sui 15 misteri del Rosario, coll’intenzione di darMi sollievo, lo prometto di assisterli, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza di queste anime”. Ascoltiamo questo appello, pratichiamo e diffondiamo la devozione dei primi cinque sabati, per consolare il Cuore Immacolato e far contento Gesù.

 

TERZO MISTERO: Gesù annuncia il Regno di Dio e invita alla conversione

“«Il Regno di Dio è in mezzo a voi» (Lc 17,21). Il regno che Cristo propone è la perla che il mercante acquista vendendo tutto ciò che possiede; è il tesoro trovato nel campo. Entrare nel Regno di Dio è arrendersi liberamente alle esigenze d'amore di Cristo, allontanare il cuore da tutto ciò che separa da Dio. Gesù chiede opere, e non soltanto parole. Chiede uno sforzo tenace, una forza che non è una violenza contro gli altri, ma fortezza per combattere le proprie debolezze e le proprie miserie, coraggio di non mascherare le proprie infedeltà, audacia per confessare la fede anche quando l'ambiente è ostile. In mezzo alle occupazioni della giornata, quando bisogna vincere la tendenza all'egoismo, quando sentiamo la gioia dell'amicizia con gli altri uomini, in ogni momento dobbiamo rinnovare il nostro incontro con Dio, pensare che Egli sta sempre molto vicino a noi, in noi. Lo troveremo nel nostro cuore… ho un grande bisogno della Sua grazia: soltanto così anche il mio palpito più nascosto, il sospiro impercettibile, lo sguardo più insignificante e la parola più banale, perfino la sensazione più elementare, tutto potrà tradursi in un osanna a Cristo, il mio Re” (cfr. san Josemaría Escrivá). Anche la Madonna a Fatima fece un appello accorato ai tre Pastorelli: “Devono emendarsi; chiedano perdono dei loro peccati. Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso”. Ascoltiamo questa richiesta della Madonna e offriamo ogni nostra azione, ogni nostro affetto, per riparare a chi ancora non ama Dio come Padre.

 

QUARTO MISTERO: Gesù si trasfigura sul monte Tabor

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte” (Mt 17,1). Anche noi, come i tre discepoli, vogliamo lasciarci condurre in disparte da Gesù, su un alto monte; vogliamo che la nostra vita, come la Sua, sia davvero trasfigurata, vivendo con Lui, per Lui e in Lui ogni istante della nostra esistenza e facendo sì che ogni nostra azione, anche la più banale, abbia in Lui il suo inizio e il suo compimento. “I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche” rivelò l’Angelo ai tre Pastorelli di Fatima. “Cosa fate? Pregate! Pregate molto!”: l’Angelo chiese loro di pregare molto, ma anche: “Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori”.

L’Angelo rivelò ai tre Pastorelli che ogni cosa, ogni attività che si trovavano a svolgere, poteva essere fatta per amore a Dio e offerta per la salvezza delle anime. Così accade a noi, quando uniamo tutto ciò che siamo e che facciamo al Sangue di Cristo e Lo offriamo al Padre per le mani di Maria SS.ma. Allora, davvero, i Cuori di Gesù e di Maria SS.ma sono consolati; davvero ripariamo a tanti oltraggi, sacrilegi e indifferenze; davvero collaboriamo con Dio alla salvezza di tante anime.

 

QUINTO MISTERO: Gesù istituisce la SS.ma Eucaristia nell’Ultima Cena

“«Questo è il mio corpo che è dato per voi» (Lc 22,19) sono parole che si riferiscono innanzitutto all'Eucarestia, ma che riguardano anche il sacerdote, il cui corpo, il cui celibato, sono donati per un obiettivo più santo: Dio e i fratelli. Il corpo del Sacerdote, interamente donato a Cristo, celibe-casto come il corpo terreno di Cristo, è certamente il modo più emblematico per immedesimarsi nel sacrificio di Cristo, racchiuso nell’Eucaristia. Eucarestia e sacerdozio sono inscindibili. Gesù disse «questo è il mio corpo … nella notte in cui veniva tradito». Pietro, Tommaso e Giuda: il primo rinnega, il secondo tentenna nella fede, il terzo tradisce. Gesù ha accettato che quella sera ci fossero anche loro, perché sapeva che ci sarebbero stati altri sacerdoti che avrebbero rinnegato, tentennato nella fede, tradito. Dopo aver lavato i piedi, Gesù aggiunge: «vi ho dato l'esempio perché come ho fatto io facciate anche voi». Il corpo del Sacerdote, totalmente donato a Cristo e unito a Lui nell'Eucaristia, si apre inevitabilmente al servizio dei fratelli. Un servizio che si traduce nel chinarsi e lavare i piedi dei fratelli quando rimuove le paure, quando corregge gli errori, rettifica le insicurezze e – nel sacramento della confessione – cancella la sporcizia del peccato. Il suo non è solo un gesto di premura umanitaria, ma rientra nella sua chiamata: lavare i corpi dei fratelli, perché essi possano accedere al Corpo Santissimo del Cristo nell'Eucaristia. Perché il fine ultimo della vita del prete, sia che celebri, sia che operi la carità, è sempre lo stesso: che il suo corpo divenga richiamo al Corpo Santissimo di Cristo nell'Eucarestia” (don C. G. Adesso). Preghiamo per tutti i sacerdoti, soprattutto per quelli che stanno attraversando un momento di particolare difficoltà.

 

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Nessun dubbio che la volontà di Maria è la stessa volontà di Dio. Consacrandoci a lei, diventiamo nelle sue mani strumenti della divina misericordia, come lei lo è stato nelle mani di Dio. (San Massimiliano Maria Kolbe)