MENU

NEWS

“O ROSARIO BENEDETTO DI MARIA, CATENA DOLCE CHE CI RANNODI A DIO”

di Maria Giordano

Questo mese di Maggio – mese di Maria per eccellenza – ci ricorda la figura di un laico, Bartolo Longo, il quale visse gran parte della sua esistenza terrena tutto animato dal desiderio di diffondere la devozione alla Madonna attraverso la preghiera del Santo Rosario, consapevole del fatto che solo la Madre può condurci al Figlio e, di conseguenza, a Dio Padre! San Giovanni Paolo II lo ha dichiarato beato il 26 Ottobre 1980. Bartolo Longo nacque a Latiano, in provincia di Brindisi, nel Febbraio del 1841, in una famiglia agiata e rinomata, nella quale ricevette una solida formazione cristiana, e lo stesso avvenne negli anni trascorsi in collegio presso i Padri Scolopi che si occuparono anche della sua formazione scolastica. Dopo questi anni sereni, Bartolo quasi ventenne, si trasferì a Napoli per frequentare la Facoltà di Giurisprudenza e, purtroppo, visse un periodo assai triste nella città campana che, in quegli anni, era animata da un forte spirito anticlericale. Inoltre, come la maggior parte dei suoi coetanei, iniziò a frequentare le lezioni di intellettuali di formazione idealistica come Luigi Settembrini e Bertrando Spaventa, i quali si scagliavano contro la Chiesa – in particolar modo contro i Domenicani - e che arrivarono addirittura a negare l’esistenza del soprannaturale e di Dio stesso che, secondo il loro giudizio, era un’invenzione della Chiesa!

In questa situazione, Bartolo, ormai lontano dalla fede coltivata da bambino, profondamente insoddisfatto e infelice, finì per approdare allo spiritismo e divenne - come si definirà lui stesso molti anni dopo - “sacerdote di satana”. Ben presto, cadde in una profonda depressione e più volte fu sull’orlo del suicidio ma, in alcuni momenti, sentiva salire, come dal profondo della sua anima, un grido, un nome: invocava Maria! Questo suo grido non rimase inascoltato dal Cielo! A Napoli, infatti, viveva un carissimo amico di Bartolo, il professor Vincenzo Pepe, uomo di fede profonda che subito si avvide della gravissima situazione in cui era incappato e, per questo, lo indirizzò a un padre domenicano, il predicatore Alberto Radente. Il sacerdote confessò Bartolo e gli fece comprendere che solo riscoprendo la fede autentica avrebbe ritrovato la pace perduta. E così avvenne, anche per merito di tante persone amiche che avevano pregato per la sua conversione, come Caterina Volpicelli, padre Ludovico da Casoria, suor Concetta De Litala (che in seguito gli darà il quadro, in pessime condizioni, della Madonna del Rosario, lo stesso che oggi possiamo ammirare e venerare nel Santuario di Pompei).

Alla Vergine Santissima, Bartolo promise di espiare i suoi errori dedicando la vita alla diffusione della fede cristiana e del Santo Rosario e, sotto la guida del padre spirituale, divenne terziario domenicano con il nome di fra’ Rosario. E padre Alberto, spesso, gli ripeteva: “Se cerchi salvezza, propaga il Rosario; è promessa di Maria”. Dunque, chi propaga il Rosario è salvo! E la salvezza è “al plurale”, o non è! Con questa certezza nel cuore, Bartolo abbandonò la professione di avvocato e divenne amministratore dei beni della contessa Marianna Farnararo De Fusco, una giovane vedova, madre di cinque figli, che pure aveva deciso di dedicare la propria vita alle opere di carità. La contessa, che divenne moglie (su consiglio del papa Leone XIII, per mettere a tacere le maldicenze) e collaboratrice di tutte le opere del beato, possedeva alcuni terreni a Valle di Pompei.

Un giorno, Bartolo rimase profondamente colpito dallo stato di degrado e di abbandono del luogo, dall’estrema miseria delle persone che lo abitavano e decise che, da quel luogo, sarebbe partito per la diffusione del Santo Rosario e la salvezza dei più bisognosi. Il 13 novembre 1875, giungeva a Pompei il quadro della Madonna del Rosario e alcuni anni dopo ebbe inizio la costruzione del grande Santuario, accanto al quale il Longo fece costruire dei grandi edifici allo scopo di ospitare gli orfani e i figli dei carcerati. In seguito, fondò l’Ordine delle Suore domenicane del Santo Rosario di Pompei affinché li accudissero. In tutta la sua opera, Bartolo Longo fu sempre devotamente sottomesso al Papa e dai Papi fu sempre incoraggiato e sostenuto (prima Leone XIII e poi Pio X). Bartolo Longo morì il 5 Ottobre del 1927, nel mese dedicato al S. Rosario, dono di Maria Santissima per la salvezza di tutta l’umanità.

 

 

in Evidenza

IL MATRIMONIO nel progetto di Dio
Breve commento alla lettera alle famiglie di San Giovanni Paolo II

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 12 settembre 2021 - ANNO B
La Parola di Dio commentata ogni settimana dai Servi e dalle Serve del Cuore Immacolato di Maria

CALENDARIO EVENTI

Prossimi eventi

devoo-do-primeiro-sbado-do-ms
Reparando o Coração Imaculado de Maria

Celebrazione del 12 del mese
Da maggio ad ottobre

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà

L'ideale per i genitori consiste nel farsi amici dei figli: amici ai quali si confidano le proprie inquietudini, con cui si discutono i diversi problemi, dai quali ci si aspetta un aiuto efficace e sincero. (san Josemaría Escrivá)