Pillole di SpiritualiTà
L'amore è il seme della santità. (B. John Henry Newman)
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30° anniversario di fondazione
di Sr. M. Giovanna Vagnoni icms
25 marzo 2026, anniversario di Fondazione delle Serve del Cuore Immacolato di Maria: l’Istituto festeggia i suoi primi trent’anni di vita. È un motivo di immensa gioia, ma soprattutto motivo di ringraziamento per un dono così grande e meraviglioso, come quello di un Carisma che, se amato e vissuto, può portare nel mondo solo frutti di bene.
La gioia, per questi trent’anni di vita, non sarebbe tale, però, se non fosse condiviso da tutta la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, cioè da tutti coloro che hanno riconosciuto il dono infinito di Dio e, abbracciandolo, possono aiutare altri ad incontrarLo. Ma, dobbiamo dirlo, come si sarebbe potuta realizzare un’Opera così grande, se non ci fosse stata la risposta di un cuore pronto ad accoglierla? Sì, perché Dio non agisce mai senza il consenso dell’uomo, Lui non obbliga nessuno, il Suo operare è mosso dall’amore e l’amore non è tale se non è libero. Lui chiede e l’uomo risponde: la Sacra Scrittura è piena di esempi del genere.
Il 25 marzo sul calendario liturgico ricorre la Solennità dell’Annunciazione del Signore, il giorno in cui Maria Santissima, dinanzi all’Arcangelo Gabriele, ha pronunciato il suo “sì”. Ma perché solennizzare questo e non tutti gli altri “sì”, di cui è ricca la Parola di Dio?
Forse perché era stato detto davanti a un Angelo; anzi, a un Arcangelo? O perché dal 25 marzo in poi si cominciano a contare i nove mesi di attesa per la nascita del Bambino Gesù? Non è da poco festeggiare il concepimento del Verbo di Dio nel grembo di una creatura umana! Sicuramente quello sarebbe un buon motivo per festeggiare; ma, se ci pensiamo bene, tutte queste cose non ci sarebbero – o forse ci sarebbero state, ma attraverso un’altra persona, o per un'altra via – se Maria Santissima, in quel preciso momento della sua esistenza, non avesse detto “sì”. Nessuna risposta, prima di quel momento, aveva portato nel mondo un effetto così grande, un risultato così meraviglioso.
Eppure, sebbene si tratti del “sì” più importante della storia dell’uomo, esso è avvenuto lontano da tutti, nel silenzio, nel nascondimento, nell’umiltà di un Cuore che non aveva mai cercato di apparire, che sembrava non esistere agli occhi di nessuno, se non a quelli di Dio, di Colui che Lo conosceva più di ogni altro e sapeva che era l’unico capace di contenere un amore infinito come il Suo.
La totale fiducia in Dio di Maria Santissima, il suo amore incondizionato e libero le hanno permesso di rispondere all’Arcangelo Gabriele: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” e in Lei è sempre avvenuto quello che Dio ha detto: il Verbo Eterno si è fatto Carne e l’eternità di Dio continua a essere presente nel mondo attraverso altri cuori che, sul Suo esempio, ancora oggi, pronunciano il loro “sì”, in attesa di renderlo sempre più limpido e puro, come il Suo.
Nella storia, ormai bi-millenaria della Chiesa, gli esempi di cuori che hanno seguito questo “sì” sono molti, ma tra tanti ce n’è uno che ha reso possibile la nascita della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria; e, se oggi, 25 marzo 2026, possiamo festeggiare i primi trent’anni di fondazione dell’Istituto, è proprio grazie ad esso, prolungamento di quello di Maria Santissima, il quale, dopo più di duemila anni, continua a rendere possibile la presenza di Dio nel mondo, attraverso il Suo Cuore Immacolato e la generosità di chi si è affidato e si affida ad Esso, senza riserve.
Trent’anni di vita per un Istituto religioso possono sembrare pochi, se pensiamo a tanti Istituti che hanno arricchito la Chiesa nel corso della storia; ma, guardando a quanto Dio in questi anni ha fatto per custodire e accompagnare questa Sua Opera, ci rendiamo conto quanto ogni giorno, ogni attimo di questi trent’anni, siano stati preziosi per ciascuno dei suoi membri, tanto da desiderare e sperare che un dono così grande non vada mai perso, ma che possa essere conosciuto e diffuso sempre di più.
Dinanzi a tanto amore di Dio allora, non resta che ringraziare chi prima di noi ha pronunciato il suo “sì”, nel nascondimento e nell’umiltà del proprio cuore e desiderare di fare altrettanto per corrispondere al disegno di grazia e di misericordia che Dio ha su ciascuno di noi, fiduciosi nell’accompagnamento materno del Cuore Immacolato di Maria.
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