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I PENSIERI DI UNA GIOVANE INNAMORATA DI GESÙ

a cuore aperto

di Noemi Zerilli

(testo integrale dell’estratto pubblicato sul MARIA DI FATIMA - n°1, Gennaio/Febbraio 2020)

 

La condivisione a cuore aperto di una delle nostre giovani FCIM che nasce dai ricordi di tempi non bui

 

 

Ogni tanto, quando mi ritrovo da sola, mi capita di ripensare a tutti i bei momenti trascorsi in questi anni della mia vita.

I ricordi cominciano a riaffiorare pian pianino, come flashback improvvisi che mi colgono impreparata; in questo caso non posso far altro che abbandonarmi ad essi come una dolce ninna nanna che mi rincuora e, allo stesso tempo, mi porta indietro di qualche anno facendomi avvertire una leggera malinconia.

Questo soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria in cui tutto sembra così lontano e dimenticato.

Questi ricordi battono dentro di me come un secondo cuore e voglio riviverli insieme a voi.

 

Da qualche anno ormai faccio parte di un gruppo giovani, quello dell’Opera Birgi: i MEN ALIVE, ovvero uomini VIVI; persone che non hanno paura di esprimere le loro idee, anche se al giorno d’oggi ciò potrebbe significare avere molti contro perché il nostro pensiero non si conforma a quello diffuso, e allora, da qui, cominciano con le offese gratuite…

Come sono entrata a far parte di questo gruppo?

In maniera del tutto casuale.

 

Quando ho cominciato a conoscere l’Opera Birgi, ad essere sincera, non mi entusiasmava molto: non provavo grande interesse nel frequentare questo gruppo, perché facevo già parte di un altro gruppo giovani che frequentavo da qualche anno: mi piaceva molto andarci perché per me era una cosa del tutto nuova e appena cominciata. Quindi, in definitiva, perché dovevo cambiare gruppo se avevo appena cominciato a frequentarne un altro?

Dunque, andavo soltanto per la messa insieme a mia sorella ed ai miei genitori.

Dopo qualche anno, però, notavo che in me l’entusiasmo nel frequentare quel gruppo di cui facevo parte cominciava a spegnersi, come se la fiamma che ardeva in me pian piano cominciasse ad esaurirsi: sentivo che mi mancava qualcosa, qualcosa di più profondo, qualcosa di più intimo.

Capii che mi mancava Gesù, o quanto meno, di non averLo mai incontrato veramente nell’anima… cosa che avvenne entrando a far parte del gruppo di Birgi.

 

Capii che mi mancava Gesù, o quanto meno, di non averLo mai incontrato veramente nell’anima

 

Frequentando l’Opera Birgi, a poco a poco, ho cominciato ad apprezzare tutto di quel posto: le persone, le attività, il posto e non ho più smesso di andarci.

Infatti ci vado tutt’ora!

In questi anni ho conosciuto diverse persone che penso mi abbiano fatto crescere: alcune se ne sono andate, altre sono arrivate, ma l’incontro con ognuno di essi per me è stato davvero importante.

 

L’Opera Birgi, fondamentalmente, è un luogo di crescita spirituale. Ogni venerdì ci riuniamo con il gruppo per il consueto workshop e, anche se in questo periodo siamo molto limitati con gli orari, causa COVID, il nostro interesse non manca mai, anzi, è alimentato ancora di più dall’amore di Gesù, l’amico dell’anima, che ci assiste e ci dona supporto in quest’ora buia. Ricordo con gioia, uno dei servizi a cui, l’anno scorso, insieme ad altre ragazze fummo chiamate: fare le assistenti in occasione dell’inaugurazione di alcuni dei locali presenti all’Opera. Quel giorno ero molto euforica: mi era stato affidato il compito di tenere il nastro che sarebbe stato tagliato in occasione dell’apertura dei nuovi locali.

È stato emozionante partecipare a questa esperienza.

 

Un altro episodio che ricordo con gioia è stata la raccolta delle arance per il cenone di Capodanno. Quella mattina, insieme ad altri, ci siamo presentati all’Opera in tenuta sportiva e abbiamo cominciato a raccogliere le arance dagli alberi. Nonostante fossimo a fine dicembre faceva molto caldo poiché eravamo sotto il sole: non ci siamo fermate e abbiamo continuato fino alla fine, anche perché tra una chiacchierata ed un’altra, ci stavamo divertendo.

E poi, come ultimo ricordo da condividere, la mia partecipazione al Musical “Fatima”. Avevo già partecipato ad altri musical, poiché facevo teatro, e quindi non era una cosa del tutto nuova ma, partecipare a questo musical per me non solo è stata un’esperienza per crescere ma anche per sapermi relazionare meglio con gli altri. In questo musical ho recitato e ballato, mi sono divertita, insomma!

 

Entrare a far parte di questo gruppo, dunque, è stato un arricchimento personale, un viaggio nel quale poter scoprire meglio se stessi e il nostro rapporto con Gesù, poiché Lui è la luce del mondo, colui che ci darà la pace e non ci lascerà nelle tenebre.

Sono grata per tutto e ringrazio Dio per avermi condotto in questo luogo di preghiera

 

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