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ORATORIO, CHE PASSIONE! /2

(Riportiamo la testimonianza integrale di Giada e Rachele,

il cui estratto è apparso sul Maria di Fatima di Settembre/Ottobre 2019)

 

Un oratorio incredibile grazie a delle persone incredibili!

Anche quest’anno (e sappiamo che non è per niente scontato) il Buon Dio ci ha dato l’opportunità di far parte del gruppo degli animatori dell’Oratorio Estivo 2019.

Sin da piccoline abbiamo frequentato l’oratorio anno dopo anno e, più passava il tempo, più ci innamoravamo di questa realtà che è la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. L'oratorio è stato per noi il primo approdo alla realtà dell'Opera, il primo appiglio in cui ci siamo sentite realmente Famiglia. È sempre stato bello parteciparvi e ne è dimostrazione il fatto che anche quest'anno non abbiamo esitato a dire il nostro sì. Ma con qualche differenza: prima eravamo delle bambine che partecipavano all’oratorio come spettatrici entusiaste, adesso invece lo guardiamo da un’ottica ben diversa: siamo noi che ci siamo dovute rimboccare le maniche per organizzarlo. Ed è sempre un gran piacere e una grande gioia mettersi al servizio, rispondere ad una chiamata, inseguire la propria vocazione o, semplicemente, scoprirla giorno dopo giorno!

Quest’anno abbiamo vissuto l’oratorio più bello di sempre (e siamo sincere quando lo diciamo!). Nonostante abbiamo cominciato tardi a mettere giù qualche idea, con un fantastico gioco di squadra fra 23 animatori (19 ragazzi e 4 mamme che ci hanno affiancato) e con il continuo sostegno di padre Bruno, padre Carlo, padre Tullio e delle suore, siamo riusciti in tempo a fare un ottimo lavoro!


La più bella storia mai raccontata: questo è stato il nome che abbiamo dato all'oratorio e questa era la frase che si leggeva nelle nostre magliette e in quelle dei bambini. Durante queste quattro settimane (dal 9 giugno con la Messa d'inizio al 7 luglio con la festa finale) abbiamo intrapreso una bellissima avventura, accompagnati da quattro semplici bambini: Peter, Edmund, Susan e Lucy, quattro fratelli protagonisti del secondo libro delle Cronache di Narnia, Il leone, la strega e l'armadio, scritto da C. S. Lewis, che con impegno, dedizione e amore abbiamo provato a raccontare ogni giorno ai bimbi iscritti all'oratorio (un centinaio fra maschietti e femminucce).

Insieme a loro ci siamo avventurati per il mondo di Narnia, attraverso un armadio magico, per incontrare nuovi amici e per salvare la stessa Narnia dalle grinfie della Strega Bianca, grazie all’aiuto di Aslan, il grande leone. In realtà – come afferma lo stesso Lewis – dietro questo semplice racconto si nasconde quella che è per davvero la storia più bella mai raccontata: quella di Gesù Cristo. Attraverso Aslan siamo voluti arrivare proprio a Gesù e attraverso la storia di Narnia abbiamo provato ad avvicinare i bimbi dell'oratorio sempre di più alla storia della salvezza.


La storia ha colpito tutti, dai più piccoli ai più grandi, anche perché qualcuno ha avuto la brillante idea di mettere in scena, attraverso una piccola “rappresentazione”, l’intero racconto, giorno dopo giorno. Ognuno aveva il proprio compito: chi si occupava di scrivere il copione, chi della scenografia, chi dei travestimenti e chi pazientemente imparava le parti.
Un gran lavoraccio, è vero! Ma grazie all’aiuto della Madonna siamo riusciti ad organizzarci per bene e grazie alla collaborazione di tutti gli animatori siamo riusciti a far divertire i nostri bambini e ad appassionarli. Cosa poteva fermarci se nei loro occhi leggevamo tanto entusiasmo?


E poi la mattinata si alternava tra giochi di squadra, merenda, epiche battaglie a gavettoni, tornei di calcio, laboratori di cucina, caccia al tesoro, luna-park (con pop corn e zucchero filato), gite (come quella a vedere i mitici aerei della base dell’aeronautica militare)… preghiera ed il “pensierino”, dove noi animatori cercavamo di tradurre la storia di Narnia nella vita di tutti i giorni.
"Lasciare un segno": questo è stato l'obiettivo che ci siamo prefissi e abbiamo voluto donarci completamente, mettendo tutte le nostre forze, capacità e talenti per renderci poveri strumenti fra le mani di Dio Padre, il Quale ci ha affidato ognuno di questi bambini, uno per uno!
La loro grinta e la loro gioia erano la spinta che ci facevano andare avanti. Siamo sicure, però, che l’unione, l’organizzazione e la collaborazione nata tra noi animatori deriva dall’impegno che hanno messo padre Bruno e padre Carlo nell’averci fatto entrare nell’ottica di voler diventare una vera e propria “squadra”, attraverso gli incontri formativi che si tenevano ogni martedì pomeriggio e sera all’Opera. Senza il loro aiuto, senza il loro insegnamento e la loro pazienza nell’educarci non saremmo riusciti per niente a creare spirito di squadra.


Con i bambini abbiamo instaurato un bellissimo rapporto e ci rincuora quando -dopo tanto tempo dalla fine dell’oratorio- ci salutano con tanto affetto.
Molti bambini e ragazzi, inoltre, sono cresciuti molto dal punto di vista della preghiera. Ricordiamo perfettamente, ad esempio, che ad una bambina di circa 6 anni abbiamo dovuto spiegare tutto, a partire da cosa si faceva in quell’edificio che comunemente chiamiamo “chiesa”, fino a spiegarle cosa fosse quella porticina dorata alle spalle dell’altare chiamata “tabernacolo”.
Siamo felici che Dio si sia servito di ciascuno di noi per aiutarli a crescere nel loro piccolo ma grande cammino di fede. È stato bello, da parte di noi animatori, accompagnare questi bambini e ragazzi, anche se per un breve periodo della loro vita.
Speriamo inoltre di aver piantato un semino nel loro cuore e che questo possa germogliare e portare frutto. Speriamo che anche loro, come noi, si siano divertiti e che possano essersi innamorati di Dio sempre di più.


Ringraziamo infinitamente tutti coloro che ci hanno accompagnato, sostenuto, spronato e incoraggiato, in particolar modo i nostri educatori.
Ringraziamo, ultimi ma non ultimi, il nostro Papà del Cielo e la nostra Mamma Celeste che hanno sempre vegliato su di noi, preceduto ogni nostra azione e rinvigorito ogni nostro buon desiderio.


E come dicevamo all’oratorio: Per Aslan e per Narnia!

Giada e Rachele

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