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Seguendo le orme del Signore

Un cammino “controcorrente”

di Chiara Balbo

In un tempo in cui le relazioni sembrano spesso fragili e provvisorie, il fidanzamento cristiano si presenta come un cammino controcorrente. L’esperienza del fidanzamento, nel mondo odierno spesso idealizzata e focalizzata solo sulle emozioni e sul romanticismo, racchiude molte sfaccettature che fanno crescere individualmente e maturare come coppia.

Vissuto secondo gli insegnamenti della Chiesa, é un vero e proprio cammino di discernimento vocazionale. È proprio nel percorso verso il matrimonio che ci si interroga sulla volontà di Dio nella propria vita.

Mettendo Dio al centro della relazione, possiamo scoprire il dono della persona che ci sta accanto, andando oltre le apparenze e gli aspetti puramente umani. Si impara a riconoscere la luce di Dio che illumina la vita dell’altro, accompagnandolo nel suo cammino. Il fidanzamento diventa così uno spazio in cui due persone non solo si scoprono reciprocamente, ma cercano insieme la volontà di Dio, interrogandosi con sincerità: siamo chiamati a costruire qualcosa di duraturo?

Quando ci si pone questo quesito, lo stare insieme non é più un semplice autocompiacimento, ma diventa un cammino da percorrere insieme con consapevolezza.

Per porre Dio al centro della relazione è fondamentale la preghiera, in modo particolare quella di coppia, che rende la fede il fondamento essenziale dell’unione. Il sentimento di attrazione si trasforma così in un amore più profondo, che riflette l’amore di Dio.

Quando ci si innamora è importante avere chiari i valori su cui costruire la relazione, facendo scelte consapevoli e non lasciandosi guidare solo dall’emotività del momento.

Un aspetto fondamentale è la castità, spesso percepita come un limite che crea distanza tra gli innamorati. In realtà, vissuta con fede, rende la relazione più autentica e il sentimento più profondo. Quella che sembra una “rinuncia” diventa un dono reciproco: si sceglie di amare l’altro non per ciò che offre, ma per ciò che è. La preghiera, unita alla castità, favorisce un’intimità emotiva profonda, che rafforza il legame.

Percorrere questo cammino, significa anche imparare a dialogare con sincerità, conoscersi in profondità e rispettare i tempi dell’altro. L’amore non è fatto solo di grandi emozioni, ma soprattutto di piccoli gesti quotidiani. Si scopre così l’importanza del silenzio e dell’ascolto, che diventano anche apertura all’ascolto di Dio.

Ci si apre alla vulnerabilità, accogliendo le ferite del proprio vissuto e imparando a camminare insieme non nella dipendenza, ma nella condivisione.

Questa libertà è essenziale: il fidanzamento è scegliersi ogni giorno, ma anche lasciare l’altro libero di andare, se quella non è la strada giusta. Il discernimento diventa così un atto di libertà. Non si fonda su gelosia o possesso, ma sul dono reciproco, senza pretese.

Si cresce nella fede, imparando a vivere già nel fidanzamento ciò che sarà il matrimonio, applicando concretamente i valori cristiani nel cammino verso il sacramento.

Anche i conflitti diventano occasione di crescita: richiedono umiltà, misericordia e capacità di perdonare. Aiutano a lavorare sul proprio orgoglio e a non chiudersi in se stessi, soprattutto nelle difficoltà.

L’individualità non deve venire meno: non bisogna annullarsi nella relazione, ma aiutarsi a far emergere i doni ricevuti e a seguire la propria missione.

Questo percorso non va vissuto da soli. La guida di un Padre spirituale è importante per orientarsi e comprendere più a fondo il significato del matrimonio cristiano.

Anche la comunità ha un ruolo fondamentale: evitare di isolarsi aiuta a mantenere un equilibrio. La coppia è anche un dono non solo per se stessa, ma anche per gli altri e per la società.

Il fidanzamento è il tempo per conoscersi davvero, senza fretta e senza “saltare le tappe”, costruendo nel tempo basi solide per una vita insieme.

Scegliere di vivere l’amore secondo gli insegnamenti del Signore è una sfida attuale, in un contesto che spesso propone relazioni superficiali e individualiste. Proprio per questo, una relazione vissuta nella fede può diventare una testimonianza della luce di Dio.

 

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