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“Tu sei Prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo” (Is 43:4)

LA BELLEZZA DI RICEVERE IL SACRAMENTO DELLA CRESIMA

di Elvira Gargiulo

Quando mi hanno chiesto di scrivere un articolo per raccontare della mia Cresima, la mia prima reazione è stata quella di fuggire dal farlo.
Mi dicevo che era qualcosa di troppo intimo da poter mettere nero su bianco.
Da dove inizio? Come lo spiego? Come lo rendo comprensibile a chi legge?
Sì, dentro di me era chiaro, ma tradurre a parole è sempre un po' delicato.Siccome ‘era cosa buona’ (Gn 1) - mi sono detta -  iniziamo da qui...

Per chi non mi conoscesse, mi chiamo Elvira e ho 28 anni (probabilmente 29 quando leggerete l’articolo), ho ricevuto il sacramento della cresima il 7 maggio 2022.

A 28 anni? E perché?
Come avrete potuto intuire, non ho ricevuto prima questo sacramento un po' perché sono cresciuta in un piccolo paese dove le cresime non si facevano tutti gli anni, un po' perché decisi che, pur essendo credente e praticante, non l'avrei fatta solo perché: "si deve fare" ... "dai falla, poi ti serve"... " è una cosa che te la ritrovi" oppure ...:" e se poi devi fare la madrina o ti devi sposare?".
No, tutto questo non era per me... Dissi che l'avrei fatta solo quando mi sarebbe stato chiaro che cosa stavo facendo.
Ero convinta che non aveva senso fare una cosa perché la facevano tutti e farlo senza avere la consapevolezza di ciò che significa ricevere il sacramento della cresima.
E così è stato...

Prima di arrivare alla decisione di prendere il Sacramento della Cresima, c’è stato un mio allontanamento da quello che credevo fosse la chiesa e le sue "regole" e per lungo tempo una dimenticanza di ciò che avevo detto a me stessa.

In seguito è avvenuto un “Incontro”. Un “Incontro” - con la “I” maiuscola -  con il Signore Gesù che mi ha fatto scoprire e conoscere sempre più, attraverso esperienze concrete e delicatezze, la sua Persona.

Precedentemente a questo Incontro, ci sono stati molti avvenimenti, sia di quelli che comunemente definiamo brutti, sia di quelli belli, che mi hanno portata a ravvedermi -"Ravvediti, perché il regno dei cieli è vicino" (Mt 4:17)- e a realizzare che, in qualsiasi istante, anche quando siamo troppo ciechi per vedere o sordi per sentire, c'è un Amore che ci ama profondamente e aspetta che torniamo a casa.

È un Amore che ci vede preziosi: "Tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo". Is 43:4. Sta a noi, però, avere l'umiltà di chiedere aiuto e fare i passi per tornare.

Dopo aver scoperto questo, in fondo al mio cuore ho capito che volevo conoscere e saperne di più di questo Amore, di Gesù, ed è così che è maturato in me il desiderio di confermare e accogliere lo Spirito Santo.

La Cresima è stata un dono per me. Un dono che mi ha permesso di conoscere e amare di più Gesù, di conoscere e amare di più i miei genitori, gli amici, il prossimo, le cose di tutti i giorni, lo studio, la vita e anche me stessa.

Ho compreso che il Sacramento della Cresima, chiamato anche Confermazione, ci insegna che Dio, che ha fatto il cielo e la terra e tutto il creato, ci conferma, ci dice che la vita di ognuno di noi vale e che siamo preziosi! E noi, liberamente, possiamo decidere di seguirlo e di essere strumento e dono per gli altri.

Con l’approfondimento dei doni dello Spirito Santo ho imparato che:

- il dono della sapienza ci fa scoprire quanto è buono e grande il Signore, ci aiuta a sperimentare una vita piena di sapore e ci rende, come diceva Gesù, «sale della terra»;

- il dono dell’intelletto ci aiuta a comprendere in profondità la Parola di Dio e le verità della fede;

- quello del consiglio ci guida alla scoperta del progetto di Dio sulla nostra vita;

- la fortezza, ci viene donata per vincere le tentazioni del male e fare sempre il bene, anche quando costa sacrificio;

- il dono della scienza - non scienza nel senso tecnico, ma nel senso più profondo – ci insegna a trovare nel creato i segni e le impronte di Dio, a capire come Dio parla in ogni tempo;

- la pietà tiene viva nel cuore la fiamma dell’amore per Dio, in modo da pregarLo ogni giorno con fiducia e tenerezza di figli amati, di ricordare che c’è Dio e che Dio mi conosce e aspetta la mia risposta al Suo progetto;

- infine il timore di Dio, che non significa paura, ma il sentire per Lui un profondo rispetto, un desiderio di fare il bene, di vivere nella verità, di fare la volontà di Dio.

Grazie a tutto questo ho preso atto di cosa significa annunciare con la propria vita, le proprie opere e anche con le parole, la gioia che deriva dall’incontro con Cristo nell’ambiente dove ci è chiesto di vivere e che ognuno di noi, anche con un piccolo sorriso può fare una differenza enorme.

A seguito della mia decisione, il cammino, illuminato dalla presenza costante di Gesù e di Maria, dalle sue carezze e lasciandomi guidare ad ogni passo, è stato costellato di amici ed amiche, soprattutto della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, che ringrazio immensamente.

Questi fratelli e sorelle che Dio ha messo sulla strada mi hanno aiutata ad approfondire e mettermi in cammino.

Le prove non sono mancate, ma stavolta era diverso... Avevo in me la consapevolezza di avere un Padre e una Madre celeste che mi amano e desiderano solo il meglio per me.

 

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