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Un marzo indimenticabile…

Ritiro dei Giovani in Toscana

di Ludovica Macchia

È difficile spiegare a parole la gioia profonda che porto nel cuore, dopo questo tempo vissuto insieme. Il ritrovarmi con Gesù, in modo così vivo e autentico, ha riempito ogni spazio della mia anima di luce e pace. Ho sentito la Sua presenza come un abbraccio, capace di rinnovare tutto ciò che in me era smarrito.

Allo stesso tempo, conoscere più intensamente e spiritualmente la Guida del nostro Movimento è stato un dono immenso. Attraverso il racconto della sua testimonianza, ho percepito una fede autentica, capace di guidare e illuminare il cammino di tanti. È stato come vedere con occhi nuovi ciò che prima intuivo soltanto, dando un significato ancora più forte al mio percorso.

Rivedere volti amici e fare nuove amicizie mi ha riempito di felicità, come ritrovare una famiglia che non si è mai lasciata. Vivendo insieme questa spiritualità, ho percepito una comunione vera, semplice e profonda. È stato bello sentirsi parte di qualcosa di grande, dove ciascuno dona e riceve. Porto con me la gratitudine per ogni istante vissuto e la certezza che questo incontro continuerà a vivere dentro di me.

  

di Aliai Spedicato

Cos’è che abbiamo vissuto durante la “Tre giorni”? È difficile spiegarlo a parole, bisogna viverlo sulla propria pelle: o, meglio, sul proprio cuore… perché ogni momento è stato un dono, dall’arrivo del seminarista in ritardo, a chi ci ha aspettato prima di andare a dormire solo per risalutarci, a chi (poverino!) abbiamo svegliato una volta entrate in stanza, alle sveglie “presto”, pur di essere pronte in orario, a Gesù sotto il nostro stesso tetto, ai panini ripieni di salsa tonnata, alle persone amate, che non vedevi da tempo e alle persone nuove da conoscere e scoprire…

È difficile scegliere una circostanza in particolare: sicuramente, tra i momenti che hanno toccato il mio cuore, c’è il piccolo pezzo della Via Francigena, percorso al contrario (è vero, siamo strani, ma questa volta era dipeso dalla meta…), quando, dopo aver fatto alcuni passi, tra le chiacchiere e le risate di tutti, padre Davide ci ha fermati: da lì in poi avremmo continuato per un pezzetto di strada in silenzio e recitando il Rosario, pensando a chi ci aveva condotti sin lì, che cosa il nostro Movimento ha donato e portato nelle nostre vite e come siamo chiamati al suo interno…

Quelle domande, quel silenzio scandito dai nostri passi immersi in quel paesaggio toscano – insieme ai tanti ricordi, alle anime incontrate nel corso degli anni, agli insegnamenti ricevuti, alle avventure trascorse insieme – hanno scosso ancora una volta il mio cuore…

Certo, non ho risposte, ma la certezza di essere nel luogo giusto è arrivata ancora una volta dopo una Confessione, una santa Messa, un pranzo condito da numerosi saluti: siamo “famiglia”, sta a ciascuno di noi aver cura di questo dono. Spesso siamo lontani è vero, ma siamo tutti sotto un unico Cielo. In che modo? Non ne sono sicura, ma sicuramente ha ragione un Padre che mi ha insegnato questo: possiamo stare in piedi solo stando in ginocchio, e stare in ginocchio davanti a Gesù nascosto e ai piedi di Maria è il luogo più dolce che ci sia.

 

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