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Beata Vergine Maria di LORETO

I luoghi santi della nostra fede

di P. Luciano Dalla Costa icms

Se gli uomini, in questo periodo di pandemia, si fossero preoccupati della propria salute spirituale tanto quanto si sono preoccupati della propria salute fisica, oggi noi saremmo già tutti santi! Come c’è il virus del Covid che, in alcuni casi è letale, così c’è il virus del peccato che, nella sua variante più grave, conduce alla morte certa dell’anima e se non ci convertiamo alla morte eterna nell’inferno come attesta Gesù nel Vangelo. Gesù è venuto proprio per salvarci dal peccato e dalla morte pagando con il suo sacrificio sulla croce tutti i nostri peccati e vincendo la morte con il suo vero corpo.

Il tempo di Avvento che stiamo vivendo è importante dedicarlo anche alla visita dei luoghi significativi della nostra fede che testimoniano l’intervento di Dio nella storia umana e gli avvenimenti realmente accaduti nella storia del cristianesimo.

Uno di questi è il Santuario di Loreto – di cui oggi celebriamo la memoria -  che custodisce la Santa Casa dove ha vissuto la Madonna e dove è avvenuta l’incarnazione del Figlio di Dio. Queste mura concrete di mattone e calce ci attestano che la nostra fede non è un’ideologia come sono le varie teorie inventate dagli uomini e le tante filosofie che vanno per la maggiore oggi, ma è un fatto reale, un avvenimento accaduto nella storia umana in un tempo ed in un luogo ben preciso.

La Santa Casa di Loreto è il luogo in cui ebbe inizio la Redenzione dell’umanità. È l’umilissimo luogo in cui avvenne il fatto più importante della storia: l’Arcangelo Gabriele appare a Maria Santissima per annunciarle che sarebbe diventata la Madre di Dio e proprio lì avvenne l’Incarnazione del Figlio di Dio.

In quella povera dimora che apparteneva a Gioacchino ed Anna, genitori della Vergine Maria, avvenne anche il concepimento immacolato e la nascita di Maria Santissima. In quella stessa Santa Casa visse la Santa Famiglia e lì crebbe, venne educato e lavorò Gesù sin dall’inizio della sua vita pubblica.

Le pareti che oggi si trovano a Loreto hanno visto quotidianamente e per lunghi anni i santi volti di Gesù, Maria e Giuseppe, hanno ascoltato le loro voci, i loro respiri, le loro preghiere, sono state toccate dalle loro mani, restando impregnata di santità e di divinità, tanto da essere già su questa terra un anticipo di Paradiso. Tra quelle mura è morto San Giuseppe fra le braccia di suo Figlio e della santissima sua Sposa. In quella Santa Casa è stato celebrato dagli Apostoli il Santo Sacrificio della Messa dove Cristo si rende nuovamente presente nell’Eucaristia.

Come è arrivata a Loreto la Santa Casa?

Storicamente sono accertate cinque traslazioni miracolose della Santa Casa di Nazareth: nella notte della prima traslazione, tra il 9 e il 10 maggio 1291, ebbe inizio il grande miracolo. La preziosa reliquia si trovava al di sotto della Basilica dell’Annunciazione di Nazareth: le tre pareti sono state sradicate dalle fondamenta e uscite intatte miracolosamente dalla Basilica e, nello spazio di una notte, giunsero a Tersatto, nell’attuale Croazia dove tuttora esiste un Santuario costruito a ricordo della permanenza della santa dimora. Se fino al 9 maggio 1291 la Santa Casa era nel suo posto originale, il giorno dopo, 10 maggio era a Tersatto. In una targa in marmo risalente al XIV secolo sono presenti queste parole: “Venne la Casa della Beata Vergine Maria da Nazareth a Tersatto, l’anno 1291, allì 10 maggio e si partì allì 10 dicembre 1294”.

La Madonna apparve al parroco del luogo, don Alessandro Giogiewich, che era a letto gravemente ammalato, lo guarì e lo informò che le pareti in questione erano quelle della sua dimora nazarena, sottratta alle profanazioni dei musulmani che conquistarono la Palestina nel 1291, anno in cui i crociati con la sconfitta di San Giovanni d’Acri, hanno dovuto abbandonare definitivamente la Terra Santa. In effetti si è sempre detto che la traslazione miracolosa è avvenuta per preservare la Santa Casa dal dominio e dalla profanazione islamica.

“Sappi -disse Maria Santissima al parroco del luogo- che in questa casa io sono nata; vi sono cresciuta nella mia prima infanzia. Qui, all’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele, ho concepito il divin Figlio per opera dello Spirito Santo. Qui il Verbo si è fatto carne. Gli Apostoli hanno consacrato questa dimora e vi hanno celebrato l’augusto Sacrificio…. Dio a cui nulla è impossibile, è l’autore di questo prodigio ed affinché tu stesso ne sia il testimone e l’apostolo, abbiti la guarigione. Il tuo ritorno improvviso alla salute, dopo sì lunga malattia, avvalorerà questo miracolo”.

Vista l’eccezionalità del fatto accaduto, il viceré della zona, Nicola Frangipani, inviò a Nazareth una delegazione di quattro uomini, tra cui lo stesso don Alessandro, per accertarsi che si trattasse davvero della Santa Casa della Madonna. Gli inviati poterono constatare che nella Basilica dell’Annunciazione le pareti della dimora in cui avvenne l’Incarnazione non c’erano più: restavano le sole fondamenta il cui perimetro coincideva esattamente con quello delle pareti giunte a Tersatto, tutto venne messo per iscritto con atto notarile che si conserva tuttora.

Dopo la partenza da Tersatto la santa Casa giunse ad Ancona che, all’epoca, era il più importante porto dello Stato Pontificio. La presenza nel capoluogo marchigiano è attestata per circa nove mesi durante l’anno 1295: sulla stesso luogo dove sostò la Santa Casa vi è ancora oggi la chiesa di “Posatura”; il termine è indicativo e deriva dal latino “posat et ora” che sta a significare che la dimora della Madonna lì si è posata e lì è stata pregata dalla popolazione.

Sempre nel 1295 le tre pareti della Santa Casa giunsero in un bosco di Recanati: il luogo selvoso e paludoso era proprietà di una nobile signora recanatese, chiamata Loreta dalla quale poi è derivato il nome della cittadina che accoglie il Santuario. Oggi nell’area dove si è posata la preziosa reliquia sorge una chiesetta a ricordo.

Le tre pareti giunsero quindi sul Monte Prodo, dove all’epoca non c’era nulla se non qualche albero e casupola. Il posto prescelto fu il campo di due contadini, Simone e Stefano Rinaldi: il luogo era di fronte a quello che successivamente divenne il Santuario di Loreto, nei pressi dell’attuale Palazzo Apostolico.

Nel mese di dicembre dell’anno 1296 la Santa Casa lasciò il campo dei due contadini e si collocò dove si trova oggi: si venne a posare in mezzo alla strada pubblica che congiungeva Recanati con Ancona. Le tre pareti sono poste sulla strada senza fondamenta proprie. Per capire che la collocazione della Santa Casa sulla pubblica strada non è stata un’opera umana basterebbe il buon senso: come spiegare infatti che l’autorità possa aver permesso di erigere un edificio su di una strada importante e che inoltre tale edificio sia stato edificato senza fondamenta proprie?

È interessate rilevare che durante i vari scavi archeologici è stato scoperto un cespuglio d’erba con una parte schiacciata da una parete della Santa Casa e con l’altra sporgente da sotto la medesima parete, proprio come se le mura siano state calate e appoggiate dall’alto, su un terreno polveroso e non pulito da alcuno prima della loro collocazione. L’architetto Giuseppe Sacconi, direttore dei restauri della Basilica lauretana dal 1884 al 1905 constatò che “La Santa Casa sta in parte appoggiata sopra l’estremità di un’antica strada e parte sospesa sopra il fosso attiguo”. Così pure il materiale con cui è costruita la Santa Casa, le pietre e la calcina, sono inesistenti nelle Marche e sono conformi allo stile di costruzione e di materiale tipico della Terra Santa.

Non ci resta che visitare questo Santo Luogo per metterci sotto la protezione della Madonna e così santificarci e rafforzare la nostra fede in Gesù unico Redentore dell’uomo e nella Sua e nostra Madre Maria Santissima.

 

 

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