Pillole di SpiritualiTà
Il Rosario è, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia. (San Giovanni Paolo II)
NEWS
Riflettiamo sulla preziosità del Rosario
di P. Francesco Bamonte icms
Il Rosario è anzitutto una preghiera mariana: una preghiera che ci pone in profonda comunione con la Vergine Maria, la Donna meravigliosa, Madre del Redentore, che ha cooperato con Lui alla redenzione del mondo. Ella è la nemica dichiarata, fin dalle prime pagine della Genesi, della creatura più superba: Satana. Con la sua umiltà, si contrappone a lui e ne frustra l’azione.
Dio, infatti, dopo che la prima coppia umana commise il peccato originale, disse a Satana: Porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà il capo e tu le insidierai il calcagno.
La Vergine Maria è anche quella Donna maestosa, bellissima, vestita di sole, che compare nel libro dell’Apocalisse. Madre del Re Messia e massima rappresentante del popolo di Dio, Ella combatte Satana nella battaglia che, con le sue forze demoniache, il diavolo scatena contro l’umanità, a iniziare dal momento del peccato originale.
Il demonio teme e detesta il Rosario, anche perché è una preghiera biblica: esso ci mette, infatti, in contatto diretto con gli eventi della vita di Gesù, narrati nei Vangeli, che sono parte integrante della Sacra Scrittura. Il Padre nostro, inoltre, recitato all’inizio di ogni decina, è la preghiera insegnata da Gesù stesso e riportata nei Vangeli.
Il Rosario è preghiera biblica anche per un ulteriore motivo: l’Ave Maria, che ripetiamo dieci volte dopo l’enunciazione di ogni mistero, nella sua prima parte è composta dalle parole rivolte dall’Arcangelo Gabriele alla Vergine e da quelle pronunciate da Elisabetta, riportate nei Vangeli.
Il demonio teme e odia il Rosario perché è preghiera trinitaria. Ogni decina si conclude infatti con il Gloria al Padre, che completa lo “sfondo” del Rosario, il quale, anche nei suoi misteri, parte dalla Trinità e finisce nella Trinità, da cui tutto procede e a cui tutto ritorna.
Il Gloria al Padre è infatti, nella prima parte, lo sviluppo della formula trinitaria pronunciata da Gesù stesso, quando inviò i discepoli nel mondo: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo», e noi diciamo, appunto: «Gloria al Padre, e al Figlio e allo Spirito Santo». Nella seconda parte del Gloria poi diciamo: «com’era nel principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli» espressione di adorazione che si ispira a quelle presenti nel libro dell’Apocalisse (cfr. Ap 1, 6: 8), che proclamano: «A Lui la gloria … nei secoli dei secoli. Amen. Il Signore che era, che è e che sarà».
Il Rosario è preghiera cristologica. Il Padre nostro, che si recita prima di ogni decina di Ave Maria, è sgorgato dal Cuore di Gesù. Ce lo ha insegnato Lui! Inoltre, il Mistero che si contempla, a ogni decina, è un avvenimento della vita di Gesù stesso. Nel Rosario noi contempliamo avvenimenti della vita del Signore che riassumono interamente la nostra fede cristiana; contempliamo venti “quadri” che ci mettono in contatto con l’opera della Redenzione, con cui Gesù diede inizio all’avvento del Regno di Dio e alla liberazione del mondo dal potere di Satana.
Un altro motivo per il quale il Rosario è preghiera cristologica è perché il “baricentro” di ogni Ave Maria – quasi cerniera tra la prima e la seconda parte – è il nome di Gesù. «…Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù». Al centro dell’Ave Maria c’è Gesù.
Il Rosario è preghiera cristologica perché, attraverso la Madonna, ci porta a Gesù. È Gesù il termine della ripetuta invocazione alla Madonna. Si parla a Lei per arrivare a Lui. Ella lo ha portato al mondo. Ella è la Madre del Signore. Ella ci introduce a Lui, se noi siamo devoti a Lei.
Il Rosario ci prepara a una partecipazione più personale e viva alle celebrazioni liturgiche della Chiesa e, nel medesimo tempo, ne prolunga in noi gli effetti salutari. Inoltre, facendoci contemplare e meditare i misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi, rende sinteticamente e continuamente presente in noi i tempi dell'anno liturgico.
Il Rosario, rievocando gli avvenimenti della vita di Gesù, stimola la nostra volontà a seguirne i suoi esempi e le sue virtù.
Nel Rosario, tramite la ripetizione continua delle Ave Maria, esprimiamo quell'amore che non si stanca mai di tornare alla persona amata, cioè alla Madonna e a Gesù, con effusioni che, pur simili nelle espressioni, diventano nuove per il sentimento che le pervade.
È un continuo ripetere a Gesù e alla Madonna: «Gesù, Maria, vi amo». Anche nel campo degli affetti umani la mamma al suo bambino e il bambino alla sua mamma, come anche il fidanzato alla fidanzata e la fidanzata al fidanzato, non si stancano mai di ripetere sempre le stesse parole: «Ti amo!». Tutto dipende dalla qualità dell’amore. L’amore non si stanca mai, come l’occhio non si stanca di vedere, l’orecchio non si stanca di ascoltare, il palato non si stanca di assaporare.
Il demonio teme e odia la preghiera del Rosario perché fa di noi una catena vivente d’amore, che ci lega a Dio e ci lega fra di noi attraverso il Cuore Immacolato di Maria. È la preghiera dell’amore che unisce, pertanto si oppone direttamente al demonio, che invece è odio che separa.
Un ulteriore motivo per cui il demonio teme e odia la preghiera del Rosario è che, quando lo recitiamo per gli altri, mossi dalla preoccupazione per il loro bene, compiamo un grande atto di amore nei loro confronti, gradito a Dio e alla Vergine Maria, che intercede con noi e per noi presso il Signore.
Il demonio teme e odia il Rosario anche quando lo offriamo per le anime del Purgatorio: esso è infatti un gesto di carità e di amore verso di loro e, al tempo stesso, un balsamo che ne accelera la purificazione e, di conseguenza, l’ingresso nella gioia del Paradiso. Ogni anima che raggiunge il Cielo rappresenta, per questo, una grande sconfitta per il nemico.
Il demonio teme e odia il Rosario quando lo preghiamo per la pace, perché lui vuole la guerra. Il Rosario è preghiera orientata per sua natura alla pace, per il fatto stesso che, al centro di ogni Mistero, contempliamo Cristo, Principe della pace e «nostra pace».
Il Rosario ci fa ricevere e sperimentare nella profondità del nostro essere e diffondere intorno a noi quella pace vera che è dono speciale di Gesù Risorto (cfr Gv 14, 27; 20, 21). … Insomma, mentre ci fa fissare gli occhi su Gesù, il Rosario ci rende anche costruttori della pace nel mondo.
Un altro motivo di avversione verso questa preghiera, da parte del demonio, sta nel fatto che, durante il Rosario, la Madonna chiede al Figlio per noi l’effusione dello Spirito Santo e l’incremento della sua vita divina in noi. «Mediante il Rosario, attingiamo, abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madonna» (cfr. RVM 1). Questo è il motivo per cui: «Sarebbe impossibile citare lo stuolo di Santi che hanno trovato nel Rosario un’autentica via di santificazione» (RVM 8).
Corona che ci unisce al Cielo
Riflettiamo sulla preziosità del Rosario
Estate 2026... stiamo arrivando!
Campi scuola estivi
ASCENSIONE DEL SIGNORE - SOLENNITÀ – 17 maggio 2026 - ANNO A
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra
Una meraviglia ai nostri occhi
La nostra bimba, Fatima, un dono del Cielo
Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...
La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
Il Rosario è, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia. (San Giovanni Paolo II)