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“Dite il Rosario ogni giorno!”

Editoriale del Maria di Fatima – settembre/ottobre 2021

di padre Mario Piatti, icms

MARIA DI FATIMA - n°7, settembre/ottobre 2021

EDITORIALE 

Scriveva Suor Lucia di Fatima: “Io credo che, dopo la preghiera liturgica del santo Sacrificio della Messa, la preghiera del santo Rosario, per l’origine e la sublimità delle preghiere che lo compongono e per i misteri della Redenzione che ricordiamo e meditiamo ad ogni decina, sia la preghiera più gradita che possiamo offrire a Dio e di maggior profitto per le nostre anime. Se così non fosse, Nostra Signora non ce l’avrebbe raccomandata con tanta insistenza” (da Gli Appelli del Messaggio di Fatima).

Attraverso la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae (ottobre 2002) Giovanni Paolo II volle farci partecipi della sua particolare predilezione per questa preghiera “mariana”, vera meditazione affettiva, tutta incentrata sulla Persona di Gesù, amato e contemplato, lungo lo scorrere dei Misteri, attraverso il Cuore di sua Madre.

È impossibile ripercorrere quel documento senza avvertire la forza e la bellezza che scaturiscono dalla recita assidua e devota del Rosario. È preghiera degli umili, che sa parlare anche al cuore dei dotti e dei sapienti, muovendo il nostro spirito alla contemplazione e all’azione. Chi è fedele a questa pratica non faticherà a sostare dinanzi al Santissimo Sacramento, ad adorare la presenza reale del Signore; non esiterà a impegnarsi in un cammino quotidiano di autentica carità, in casa o verso il prossimo che incontra sul lavoro, per strada, nel tempo libero.  

Mai come ora dobbiamo affidarci a quel Cuore Immacolato, via certa e rifugio sicuro per noi, suoi figli

L’esistenza stessa di Giovanni Paolo II fu come un succedersi incessante di misteri, del gaudio e del dolore, che attraversarono i suoi giorni, in una totale donazione di sé, nel servizio assiduo dei fratelli e della Chiesa. Forse per questo il Rosario fu la sua preghiera preferita, grazie alla quale seppe costantemente ricondurre a Cristo le difficoltà e le prove della vita, senza mai disperare, ma rileggendo, con il Cuore della Vergine, vicende tristi o liete; avvenimenti tragici, come la Guerra e la successiva dittatura comunista, e circostanze liete, come il suo “iter” vocazionale e le progressive e crescenti responsabilità ecclesiali. La sua preoccupazione di guidare il Popolo di Dio in un’epoca di profondi travagli e cambiamenti ebbe un continuo sostegno nella Eucaristia e nella materna presenza di Maria Santissima, a cui egli affidò ogni passo compiuto verso l’inizio del Terzo Millennio e oltre.

La “Nuova Evangelizzazione”, incessantemente richiamata e proposta da Papa Wojtyla, per ridare finalmente respiro a un mondo scristianizzato e idealmente sempre più demotivato, passava e passa necessariamente attraverso la conversione personale. La adesione interiore a Cristo e un vero rinnovamento interiore trovano nel Cuore Immacolato una inesauribile sorgente di luce e di Grazia. Pretendere di fare a meno di Lei significa impoverire il nostro rapporto con Dio, spegnendo la tensione verso la santità.  

Per puntare alla misura alta della vita cristiana, l’apporto di Maria non è mai marginale né facoltativo: fa parte, anzi, della essenza stessa del Vangelo, in quanto è Maria la risposta più vera e più bella a Cristo Signore. Il Rosario deve rappresentare anche per noi una vera scuola di vita, di contemplazione, di meditazione evangelica, di “preghiera del cuore”, che scandisce giorni e mesi nel ritmo della Fede; che ridona la pace alle coscienze e la implora per il mondo; che contribuisce a edificare autentiche “personalità cristiane”, aperte alla Grazia dei Sacramenti e capaci – come la Vergine – di gesti sinceri di perdono e di riconciliazione.

Mai come ora dovremmo promuovere, una vera “Crociata del Rosario”, affidando alla Vergine Maria questo nostro povero tempo, confuso e disorientato, bersagliato dai venti gelidi delle ideologie.

Mai come ora dobbiamo affidarci a quel Cuore Immacolato, via certa e rifugio sicuro per noi, suoi figli.

 

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