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DOMENICA FRA L'OTTAVA DI NATALE- Festa della Sacra Famiglia - 26 dicembre 2021- ANNO C

La Parola di Dio commentata ogni settimana dai Servi e dalle Serve del Cuore Immacolato di Maria

 Vangelo

Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

+Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,14-52)

 
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Parola del Signore.

 

Spunti di rifelssione

 

Questa é la famiglia che Gesú ha scelto per sé e ha scelto per noi come modello. Ha ancora senso parlare della famiglia di Nazaret come modello delle nostre famiglie?

La storia la conosciamo molto bene: la famiglia fugge da Betlemme, ed esilia in Egitto perché Erode voleva uccidere tutti i bambini di Betlemme. Ci impressiona questo evento, come d’altronde rimaniamo impressionati da tutto ció che puó nuocere ai bambini.Creature indifese; inorridiamo di fronte alle violenze che subiscono, ai maltrattamenti. Quante volte queste scene che vediamo alla televisione ci communovono! E non ci commoviamo per tutti quei bambini che vengono uccisi con l’aborto solo perché sono scene che non vediamo direttamente?

Dopo l’esilio in Egitto la sacra famiglia prende dimora a Nazaret. Gesú ci passa 30 anni della sua vita a Nazaret. Qualcosa di straordiario ci sará pur stato in questo suo volersi ritirare in un paesino cosí insignificante e qui trascorrervi la stragrande maggioranza della sua vita!

Tale vita ci appare ancora piú sbalorditiva se andiamo a pensare chi era Gesú: Sapeva di essere Dio, di essere il re dell’universo. Sapeva di essere il mediatore di salvezza investito di una missione divina. Sapeva di possedere una dottrina che avrebbe spento la sete di quanti erano immersi nelle tenebre. Era l’atteso delle genti, lo sapeva. Le miserie, i mali che lo circondavano divenivano una continua tentazione ad esercitare i suoi poteri: guarire, parlare, fare ogni sorta di bene. Invece, conduce una vita ordinaria, simile ai suoi. Nessuno si accorge di lui. Tanto che i Giudei diranno: non é costui il figlio del Carpentiere. E si scandalizzavano di Lui. Livella la sua vita a quella dei suoi compaesani.  In tutto si é fatto simile a noi. Come avrebbe un giorno potuto dire: Imparate da me.

E’ questa la vita che ci mostra come modello; non una vita sacrificata, mortificata, ma la vera vita. Dobbiamo saper vedere in quella vita semplice condotta da Gesú Giuseppe e Maria una ricchezza da poter attingere. Vita semplice, vita povera. Sí erano poveri, ma di una povertá dignitosa, ma dall’altra parte era ricchi, di quella ricchezza che il mondo non sa dare, perché non possiede. Cosa é che il  mondo non puó possedere? La pace, la gioia, la caritá, la fede, tesori che si attingono dal continuo cercare la volontá di Dio,  e il compiacimento di Dio. La sacra famiglia viveva cosi’: impregnata di Spirito Santo, cercava unicamente il piacimento di Dio e la sua purissima volontá, nel fare ogni cosa unicamente per amore di Dio.  Totalmente contari all’andamento assunto da coloro che dovevano essere i maestri in Israele, coloro che avrebbero dovuto condurre il popolo di Dio alla salvezza. Costoro ricercavano soprattutto l’apparenza, le grandezze esteriori, tutto cio’ che rimane visibile agli occhi umani. Da qui la continua ricerca della stima degli uomini, della loro considerazione, del fare le cose per essere ammirati. Questi tre cercavano di vivere sotto lo sguardo di Dio e di fare ogni cosa per piacere a Lui, grande o  piccola che fosse, all’occhio umano. Fare ogni cosa per amore di Dio, per la gloria di Dio.

Fare le cose per amore di Dio presuppone un vivere una vita interiore molto intensa, coltivata dalla preghiera e dai sacramenti. La vita di Nazaret quindi era la vita ideale per poter conseguire questo intimitá con Dio. Quelle tre persone amavano molto il silenzio che Nazaret poteva offrire loro; silenzio di cui noi non abbiamo stima, ma che invece é un’atmosfera indispensabile allo Spirito.

Dobbiamo inoltre guardare alla famiglia di Nazaret perché ci insegna un altra virtú, che é l’obbedienza. Dice il vangelo che Gesú stava sottomesso a Giuseppe e a Maria, ed era il figlio di Dio. L’obbedienza é cosa difficile perché comporta un rinnegamento della propria volontá. E noi non vogliamo obbedire; non solo alla Parola di Dio, alle leggi di Dio, che spesso mettiamo in discussione,  ma anche a coloro che Dio ha preposto a guida della Chiesa: il Papa, i vescovi, il parroco.

Nazaret infine é stata una vita di lavoro. Non un lavoro eccessivo; ma certamente un lavoro serio e continuo. Non sono modelli di un lavoro eccessivo. Gesú ha lavorato, ma non ha tolto per il lavoro spazio al suo rapporto personale con il Padre. Lavoro che proprio perché assunto da Gesú acquista per ciascuno di noi un valore redentivo. La fatica infatti inerente al lavoro se offerta a Dio, ci redime, ci santifica. Lavoro non fine a se stesso; lavoriamo per vivere, e non viviamo per lavorare

Guradiamo dunque alla famiglia di Nazaret, e interroghiamoci seriamente se rientra nell’ideale e nello stile da dare alla nostra vita.

 

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