MENU

NEWS

Due Cuori in uno

I Sacri Cuori di Gesù e di Maria

di Sr. M. Paola Lanzilotti icms

Il cuore, sede degli affetti, dei ricordi, dei desideri più nascosti; dove custodiamo le emozioni, concepiamo le decisioni da prendere. Insomma è qualcosa di serio, il cuore! Custodirlo da tutto ciò che potrebbe ferirlo è super importante ma non sempre possibile; proteggerlo poi da ciò che potrebbe sporcarlo è fondamentale per vivere bene. Premettendo che bisogna sempre difenderlo dall’impurità, la vita ci insegna anche che il cuore non è un fiore da rinchiudere sotto una campana di vetro per paura di rovinarlo. Morirebbe lo stesso, di solitudine. Occorre rischiare nel dono ed è proprio donando che scopriamo la gioia vera, molte volte inspiegabile a criteri umani.

La gioia viene dall’amare!

Oggi voglio parlarvi di due Cuori che non hanno avuto paura dell’amore e delle sue conseguenze; due Cuori che si sono aperti senza paura incontrando a volte comprensione e molte altre volte indifferenza e odio. L’amore è un rischio ed è questo che ci insegnano Gesù e la Madonna: a non aver paura di amare e di lasciarsi amare.

Solo l’amore è capace di curare tutte le ferite dell’uomo, ma perché questo accada ci vuole qualcuno che si coinvolga con l’altro, come Dio che si fa Uomo e assumendo una natura umana, viene a vivere in mezzo a noi, si “sporca” con noi accettando di condividere la nostra storia e scegliendo di portare i nostri pesi.

Questo hanno fatto i Cuori di Gesù e di Maria Ss.ma: cuori di carne, hanno sentito amore, affetto e anche dolore.

È il 27 Dicembre 1673, siamo a Paray-Le-Monial, in Francia. In un convento di Visitandine, una suora, Margherita Maria, stava pregando nella cappella di casa, quando Gesù le mostrò il Suo Cuore dicendo: “Il mio Cuore Divino è appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare...”. È una vera e propria dichiarazione d’amore di Gesù che porterà al diffondersi della devozione dei primi nove venerdì del mese.

Facciamo un salto nel tempo: Fatima 13 Giugno 1917. La Madonna appare a tre pastorelli e promette: “Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti porterà fino a Dio”, e mostra il Suo Cuore.

Due Cuori che hanno tanto in comune, che si somigliano e non solo perché fatti della stessa carne (quella della Madonna), ma principalmente perché bruciano della stessa passione, hanno gli stessi intenti e sono trafitti dalle stesse spine.

Quante volte la Madonna avrà fatto riposare Gesù Bambino sul suo petto, lo avrà stretto a Sé fino a sentire i palpiti di quel Cuoricino e lasciando che anche Lui sentisse i Suoi!

Li lega l’amore, quello tra madre e figlio, un vincolo naturale profondissimo e bellissimo che in questo caso raggiunge vette altissime di comunione, tanto da poter dire che i due Cuori sono uno solo, e tutto ciò che sente il Figlio lo sente la Madre e tutto ciò che sente la Madre lo coglie il Figlio. Uno vive nell’altro e sono indissolubili.

Per tutta la vita, dal concepimento alla morte in croce, la Madonna ha seguito suo Figlio non come spettatrice di qualcosa, ma partecipando con il Cuore a ogni evento. Fin dall’inizio custodiva nel Suo Cuore di Madre tutto ciò che umanamente non riusciva a spiegare; non lo lasciò mai da solo, neanche quando si allontanò dalla casa di Nazaret per fare la Volontà del Padre, lo seguì da lontano e in silenzio con l’attenzione e la premura tipica delle madri.

Fu il Cuore a portare la Madonna a camminare dietro a Gesù nella Via Crucis e a corrergli incontro per dargli un po' di sollievo; fu il Cuore a far pronunciare al Signore quelle belle parole rivolte a San Giovanni: “Figlio, ecco tua Madre”. In punto di morte, appeso a una croce, Lui pensava a cosa sarebbe stato di Lei, chi l’avrebbe curata? E Lei era lì in piedi, stravolta dal dolore e sentendo nel Cuore ogni dolore del Figlio. Dov’è il tuo tesoro là sarà il tuo cuore!

Dio aveva affidato Gesù a Maria Ss.ma e Maria Ss.ma a Gesù. Ciascuno fu fedele alla vocazione ricevuta, non abbandonando mai l’altro.

Questo fa l’amore: unisce, stringe, spinge a dimenticarsi, fino a voler dare la vita perché l’altro sia felice. L’amore è un “eccesso” e ha un solo limite: il rispetto della libertà altrui. Questo rispetto riguarda le manifestazioni esteriori, ma non l’intensità dell’amore.

Se finisce non è amore; per definizione esso è eterno.

Vi sembra un’esagerazione?  

Un semplice esempio: c’era un bambino che chiedeva spesso alla mamma quanto fosse grande il suo amore per lui e la mamma rispondeva: “Quanto il cielo, la terra e il mare insieme. E il mare non finisce mai!”. Cercando un termine di paragone andava alla cosa che le sembrava più grande, infinita. Ma c’è ancora di più!

L’amore dei Sacri Cuori raggiunge l’apice nell’amore che hanno per noi, personalmente.

Le spine che trafiggono i due Cuori sono le ingratitudini degli uomini, le indifferenze, i rifiuti e, nonostante tutto, il loro amore non diminuisce ma diventa preghiera e offerta per noi. Questo ci dovrebbe sorprendere perché è inspiegabile, non è umano!

Io ti ferisco e tu mi ami ancora e ancora. In una parola sola, questa è “MISERICORDIA”.

Dal latino “miser” e “cor”, significa dare il cuore ai miseri, a chi per giustizia non lo meriterebbe (ma l’amore supera la giustizia), a chi rifiuta l’amore ma continua ad essere amato, perché senza amore si muore.  

Diamo il nostro cuore prima di tutto a Dio e in Dio andiamo verso gli altri.

Impariamo da Gesù e dalla Madonna a non aver paura di donare amore, di prenderci a cuore qualcuno con tutto ciò che questo significherà.

Potremmo anche noi incontrare le spine perché l’amore ha sempre una forma di croce, ma qui Dio concede la grazia perché rivede in noi Suo Figlio.

Chiudere il cuore è condannarsi all’infelicità! Dio ce lo apra sempre più e, concedendoci la grazia di saper amare, ci aiuti ad essere strumenti perché altri cuori si aprano.

Gesù mite e umile di cuore rendi il mio cuore simile al Tuo.

Dolce Cuore di Maria vi dono il cuore e l’anima mia.

 

in Evidenza

Due Cuori in uno
I Sacri Cuori di Gesù e di Maria

Sulle orme di Cristo
Testimonianza di uno dei nostri novizi

“Almeno tu consolami”
Ai piedi di “Gesù nascosto”

SOLENNITÀ DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – 07 giugno 2026 - ANNO A
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda

CALENDARIO EVENTI

Prossimi eventi

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà

Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)