Pillole di SpiritualiTà
Coltiva l'intimità con lo Spirito Santo — il Grande Sconosciuto — perché è Lui che ti deve santificare. (San Josemaría Escrivá)
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Salire sul monte della preghiera
di Maria Giordano
La festa della Trasfigurazione di Gesù che ricorre il 6 Agosto fu fissata quaranta giorni prima della festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 Settembre e nella tradizione bizantina questo periodo è vissuto come un tempo di digiuno e di contemplazione della Croce. Infatti, ciò avviene perché la manifestazione della gloria di Dio attraverso la trasfigurazione di Gesù è strettamente legata alla sua Passione e morte sulla croce. Il Signore si reca su un alto monte e mostra la Sua gloria ai tre discepoli a Lui più vicini, proprio per prepararli all’imminente Passione. Tutto ciò avviene mentre Gesù pregava.
Papa Francesco, in una sua omelia, ha definito la trasfigurazione di Gesù una “apparizione pasquale anticipata” carica di significato teologico. In seguito, sarà proprio l’apostolo Pietro a raccontare ai primi cristiani di essere stato testimone oculare, insieme agli altri due apostoli, della grandezza di Gesù che ricevette onore e gloria da Dio Padre che Lo proclamò suo Figlio prediletto (2 Pt 1, 16-18). Questo brano del Vangelo è anche carico di elementi reali che finiscono per assumere un valore simbolico. Innanzitutto, il monte, da sempre, nella Bibbia rappresenta la vicinanza a Dio e il luogo privilegiato dell’incontro e del dialogo con Lui. Nel Vecchio Testamento, sull’Oreb, i profeti Mosè ed Elia ebbero colloqui intimi con Dio e ora, nel passo dell’evangelista Luca, appaiono gloriosi e parlano con Gesù, annunciando il mistero della sua imminente Passione e Risurrezione.
L’insegnamento più importante che riceviamo è l’invito fatto da Dio Padre stesso: “Ascoltatelo”. Dunque, Gesù è il Figlio che ci rivela il Padre con autorità e che dobbiamo ascoltare! Attraverso la Trasfigurazione, Gesù ci invita a seguire il Suo esempio: salire sul monte della preghiera, lontano dal rumore del mondo, riservando il nostro tempo al dialogo con Lui! Inevitabilmente, questa preghiera, il nostro dialogo di fiducioso abbandono in Dio, trasfigurerà anche noi e riempirà della Sua grazia la nostra vita e quella dei fratelli che incontriamo sul nostro cammino.
L’espressione dell’apostolo Pietro “che bello stare qui, facciamo tre tende…”, esprime proprio la gioia che scaturisce dall’incontro con Dio attraverso la preghiera. Pietro vorrebbe aggrapparsi al momento di felicità che sta vivendo, ma la preghiera, come affermava papa Benedetto XVI, non può essere un isolarsi dal mondo e dalle sue contraddizioni. La vita cristiana è un cammino “in salita” verso la santità! Il Signore ci invita a salire, ogni giorno, il monte dell’incontro con Lui, per poi “scendere” e portare agli altri la gioia e l’amore ricevuti, in un autentico spirito di servizio verso il prossimo.
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