MENU

NEWS

“EFFATÀ”: apriti al dono della Grazia

La grazia della Riconciliazione spalanca l’anima, per accogliere la luce divina della Salvezza

 di p. Mario Piatti icms

«La vita di Giovanni Maria Vianney (1786-1859) è trascorsa in confessionale». Così diceva l’abbé Monnin, che sarebbe divenuto biografo del Santo. Per il Curato d’Ars una buona confessione deve essere umile, semplice, prudente e totale»; l’essenziale è «evitare ogni simulazione: che il vostro cuore sia sulle vostre labbra…».

Meravigliati, per i miracoli compiuti dalle sue mani, dicevano di Gesù: “Ha fatto bene ogni cosa” (Mt 7,37). Anche all’inizio della Creazione ricorre ripetutamente l’espressione: “Dio vide che era cosa buona”. È un ritornello che scandisce il primo capitolo della Genesi: le opere di Dio sono “buone”, sono finalizzate al bene. Dio non ha creato nulla per il male, ma perché tutto fosse a rendimento di grazie del suo Nome.

La vocazione dell’uomo è la conoscenza di Dio, il servizio e l’amore verso il Signore e verso il prossimo quaggiù, in terra, e la visione beatifica, in cielo. Nei Sacramenti le realtà create riacquistano la loro “destinazione originaria”, diventano “Eucaristia”, nel senso etimologico del termine: “rendimento di grazie” a Dio, attraverso Cristo.

Gesù, attraverso la sua opera redentrice, riconquista a sé il mondo. Rimedia, con l’offerta totale di se stesso, ai danni provocati dall’antica colpa: guarisce le malattie, risuscita dalla morte. Malattia e morte sono il “segno”, la conseguenza e la “patologia” del peccato. Ancora di più: Egli opera in profondità, alla radice stessa del male, riconquista a sé il cuore dell’uomo, aprendolo a ricevere il dono della Grazia, perché gli occhi dell’anima possano vedere e riconoscere Dio in ogni cosa.

“Effatà” (Mc 7, 34) è una espressione aramaica, ripresa nel rituale del Battesimo e posta in relazione alla benedizione delle orecchie e della bocca, perché il battezzando possa presto udire la Parola di Salvezza e professare la sua Fede. Il miracolo, prodotto dalla Grazia di Cristo, apre all’incontro con Dio: conduce alla professione della propria Fede e alla testimonianza della misericordia sperimentata; reinserisce nella comunità cristiana, perché abbatte le barriere (la sordità e il mutismo), restituendoci alla dimensione della comunione; origina un atteggiamento diverso nei confronti del prossimo, basato sulla Verità, non sulle convenzioni o sulle discriminazioni sociali.

È soprattutto nella grazia sacramentale della Confessione che sperimentiamo questa opera paziente e progressiva di Cristo in noi.

Gesù costantemente “sospira” e trepida per la nostra autentica guarigione interiore: vede che i nostri occhi, chiamati e creati per contemplare la bellezza Dio, si compiacciono delle miserie del mondo; il Signore soffre perché, anziché ascoltare la Parola che salva, ci “sintonizziamo” sulle proposte fallaci della nostra società, aderendo alle sue suggestioni e ai suoi inganni. È offeso delle nostre infedeltà, quando la nostra bocca professa un “Credo”, costantemente rinnegato dalla nostra vita.

Con tanta facilità ci rendiamo schiavi del peccato e con tanta fatica ci lasciamo riconciliare con Dio, nascondendo per vergogna le nostre colpe, invece di manifestarle nella confessione e così distruggerle.

Troppo in fretta dimentichiamo i propositi fatti e torniamo alle consuete miserie. 

“Effatà” vuol dire: “apriti!”. La Grazia, infatti, è apertura del cuore; il peccato chiude e ripiega su se stessi. La grazia della Riconciliazione spalanca l’anima, per accogliere la luce divina della Salvezza, la Parola che illumina e che consola.

La grazia della Riconciliazione ci apre al prossimo, ci rende disponibili ad accogliere la voce dei fratelli, che vivono spesso nella solitudine, nel dolore, nella sfiducia.

La Confessione è una medicina, ancora tutta da scoprire e da apprezzare, che risana il cuore, purifica la coscienza e ci abilita ad amare i fratelli, rendendoci partecipi - come ci insegna il Messaggio di Fatima - delle loro gioie, delle loro pene, del loro stesso faticoso cammino di conversione. 

      

in Evidenza

IL MATRIMONIO nel progetto di Dio
Breve commento alla lettera alle famiglie di San Giovanni Paolo II

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 12 settembre 2021 - ANNO B
La Parola di Dio commentata ogni settimana dai Servi e dalle Serve del Cuore Immacolato di Maria

CALENDARIO EVENTI

Prossimi eventi

devoo-do-primeiro-sbado-do-ms
Reparando o Coração Imaculado de Maria

Celebrazione del 12 del mese
Da maggio ad ottobre

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà

L'ideale per i genitori consiste nel farsi amici dei figli: amici ai quali si confidano le proprie inquietudini, con cui si discutono i diversi problemi, dai quali ci si aspetta un aiuto efficace e sincero. (san Josemaría Escrivá)