Pillole di SpiritualiTà
Oggi ho compreso in che cosa stia la santità. Non sono né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono a rendere la mia anima perfetta, ma l’unione intima con Dio. (Santa Faustina Kowalska)
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"Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso"
di Patrizia Capone
“Io sono l'Amore e la Misericordia stessa; non c'è miseria che possa misurarsi con la mia Misericordia” (memoria 1273). Questa bellissima frase, pronunciata da Gesù, è tratta dal Diario di Santa Faustina Kowalska, la "segretaria della Divina Misericordia", cui Gesù, durante le sue rivelazioni, ha affidato la missione di diffondere nel mondo la devozione alla Divina Misericordia.
Le parole di Gesù esprimono l’Amore infinito, la tenerezza, la consolazione ed il perdono con cui Egli ci accoglie tra le sue braccia, anche quando la nostra miseria umana ci porta ad allontanarci da Lui e a non corrispondere al suo Amore; ma la sua Misericordia sarà sempre immensamente più grande di qualsiasi nostra infedeltà.
“Il Mio Cuore è stracolmo di tanta Misericordia per le anime e soprattutto per i poveri peccatori”, rivela Gesù a Santa Faustina (memoria 367), pertanto, nessuna nostra caduta potrà mai esaurirla. La vita stessa di Gesù, raccontata dagli Evangelisti, è un costante atto di Misericordia. Per Amore lui assume la natura umana, si lascia tradire, umiliare, schernire, affronta il dolore della flagellazione e si dona sulla Croce avendo, fino alla fine, solo parole di amore verso i suoi carnefici. “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34), questa l’invocazione pronunciata da Gesù agonizzante, mentre la sua vita si sta spegnendo; parole che sono la massima espressione del suo Amore Misericordioso: non rancore, non condanna, solo perdono!
Anche le parole rivolte da Gesù al “buon ladrone” “Oggi sarai con me in Paradiso” (Lc 23,43) trasudano la sua infinita Misericordia. Il buon ladrone, riconoscendo l’innocenza di Gesù e, per contro, il suo essere peccatore, vede azzerati tutti i suoi peccati passati e si assicura la beatitudine eterna.
Per il mondo la Crocifissione di Gesù appare come un fallimento, in realtà è il momento più alto della rivelazione della sua Misericordia che è anche la Misericordia del Padre, il quale non esita ad offrire la vita del Figlio per la salvezza dell’intera umanità. “La misericordia di Dio verso di noi è davvero meravigliosa proprio perché Cristo non è morto solo per i giusti e i santi, ma anche per i cattivi e per gli empi” (dai «Discorsi» di San Leone Magno).
La “Croce”, dunque, è indubbiamente il compimento della Misericordia Divina: non più uno strumento di morte, ma una via di salvezza. La straordinarietà di questo Amore Misericordioso, di questo donarsi smisurato, inoltre, risiede proprio nel fatto che non è una ricompensa per il nostro essere perfetti, ma è una sorgente di carità e speranza, una grazia che ci viene offerta soprattutto quando siamo sopraffatti dalle nostre debolezze e accecati dal peccato.
Gesù affida a Santa Faustina anche la missione di annunciare al mondo “che la Misericordia è il più grande attributo di Dio” (memoria 301). In effetti, ripercorrendo la vita di Gesù, attraverso la lettura del Vangelo, molti sono gli episodi in cui si manifesta la sua Misericordia Divina.
Ricordiamo, in particolare, l’episodio simbolo di Misericordia e perdono, quello in cui Gesù salva l’adultera dalla lapidazione, sottraendola alla ferocia dei suoi accusatori "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" (Gv 8,7).
Alla peccatrice Gesù rivolge parole traboccanti di carità e tenerezza: "Donna, neppure io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più" (Gv 8,11). Nelle parole del Figlio emerge la vittoria dell’amore sul castigo; Gesù, infatti, per Amore, non condanna l’adultera, ma le offre una possibilità di riscatto e la esorta a vivere con rettitudine e integrità.
Sulla Misericordia Divina sono incentrate anche alcune parabole, le cosiddette “parabole della Misericordia”, come quella del “Padre Misericordioso” (o “Figliol Prodigo”) raccontata nel Vangelo di Luca (Lc 15,11-32). È la storia di un Padre che, nonostante l’arroganza e l’abbandono del figlio, quando lo vede ritornare, dopo aver sperperato l'eredità pretesa, prova compassione e gli corre incontro a braccia aperte, illuminato dalla gioia di averlo ritrovato.
Questa parabola può essere considerata l’emblema di quanto Gesù rivela a Santa Faustina “Prima di venire come Giudice giusto vengo come Re di Misericordia” (memoria 83). Infatti, il Padre-Dio accoglie il figlio-peccatore con un amore incondizionato, dimostrando che la sua Misericordia ha la precedenza sulla giustizia.
Nelle sue rivelazioni a Santa Faustina, Gesù va ben oltre la promessa di perdono; Egli, addirittura afferma che "più grande è il peccatore, tanto maggiori sono i diritti che ha alla Mia Misericordia" (memoria 723). Questo messaggio rappresenta un paradosso divino, perché Gesù, contro ogni logica umana, apre il suo cuore e offre il suo Amore smisurato soprattutto a quelle anime più lontane da Lui e che si sono macchiate di peccati gravissimi, in quanto sono proprio queste anime ad avere più bisogno di essere accolte e guarite.
Agli occhi di Dio nessuna colpa è troppo grande per non essere perdonata, questa certezza rappresenta una grande consolazione per noi fragili creature inclini al peccato. Tuttavia, nonostante il perdono sia gratuito e immenso, esso presuppone un cuore umile e pentito, che bussi alla porta della Misericordia Divina attraverso il Sacramento della Riconciliazione. Il nostro peccato diventa così un'occasione per incontrare Gesù Misericordioso, essere avvolti dalla sua grazia salvifica e imparare a confidare in Lui “Oh mio Gesù, come è facile santificarsi. Occorre soltanto un briciolo di buona volontà. Se Gesù scorge nell'anima questo briciolo di buona volontà si affretta a donarsi all'anima e nulla può impedirglielo, né gli errori, né le cadute, assolutamente niente” (dal Diario di Santa Faustina, memoria 291).
È importante sottolineare che Gesù non solo ci dona la sua infinita Misericordia, ma ci esorta ad avere verso gli altri il medesimo sguardo compassionevole con cui Lui accoglie e perdona i peccatori. È questo un invito esplicito ad amare anche i nostri nemici, ad accoglierli nella nostra vita, a ricordarli nelle nostre preghiere e a perdonare senza giudicare, seguendo l'esempio di Dio "Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso" (Lc 6,36).
Siamo, quindi, chiamati a riflettere la Misericordia del Padre nella nostra quotidianità, diventando strumenti del suo Amore verso tutti, per costruire una vera rete di fraternità. Infatti, per chi ama, di quell’amore totale e profondo che solo Dio può infondere nel cuore, non ci sono più nemici da cui difendersi o da combattere, ma solo fratelli e sorelle di cui prendersi cura.
È questa la “Carità” di cui parla San Paolo nella prima Lettera ai Corinzi “La carità è paziente, è benigna (…); non è invidiosa (…) non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto…” (1 Cor 13,4-5).
In questa “Carità perfetta” si realizza il “Comandamento nuovo” donatoci da Gesù durante l’ultima cena “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,34-35).
Questo amore reciproco deve essere il nostro "carattere distintivo", quello che ci qualifica veri cristiani e veri testimoni della Divina Misericordia e del Vangelo nel mondo; guidati dalla gioiosa certezza che “Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi” (1Gv 4,12).
Qualora dovessimo incontrare delle difficoltà nel realizzare questo progetto di amore vicendevole, raccogliamoci in preghiera davanti al meraviglioso ritratto di Gesù Misericordioso, fatto dipingere da Santa Faustina su indicazioni dello stesso Gesù. Confidiamo in Lui e preghiamo, affinché la tenerezza di quello sguardo amorevole e la luce dei due raggi, di sangue e di acqua, che scaturiscono dal suo cuore trafitto, ci avvolgano e trasformino il nostro “cuore di pietra” in “cuore di carne”, ricordando le toccanti parole del libro del profeta Ezechiele “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez 36,26).
Solo un cuore nuovo sarà in grado di andare incontro ad ogni essere umano, compresi quelli che il mondo considera “reietti”; seguendo le orme di Gesù che, nell’ora della sua Passione, è stato il “reietto” più glorioso e, attraverso la sua Divina Misericordia, ha tracciato la strada da percorrere per raggiungere la salvezza eterna, cui la nostra anima anela, una strada lastricata di amore incondizionato e dono di sé.
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