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La cultura dello “scarto”

Editoriale del Maria di Fatima – Dicembre 2021

di padre Mario Piatti, icms

MARIA DI FATIMA - n°9, Dicembre 2021

EDITORIALE

Quando il rottamato è proprio Lui, il Signore

 La cultura dello “scarto”

 

Un’espressione ormai entrata, da qualche anno, nel vocabolario ecclesiale e nell’immaginario collettivo è la parola “scarto”, riferita al rischio – diffuso e ricorrente – di emarginare qualcuno, di considerarlo appunto quasi un rifiuto della società. Certe categorie sono più deboli, prestano il fianco a pregiudizi, a esclusioni, per motivi economici, razziali o sociali.

Eppure, il primo a essere rifiutato è stato proprio Lui, il Signore. La Sacra Scrittura, da angolature diverse, concorda nel sottolineare questo particolare e doloroso aspetto. Il Messia è il Servo sofferente, deriso e perseguitato, non un Dominatore accettato e acclamato dal suo Popolo. Venne tra i suoi e i suoi non lo accolsero, dice il Prologo di Giovanni. San Luca osserva, a proposito della Sacra Famiglia, che non vi era posto per loro nell’albergo, tanto che il Figlio di Dio sarà costretto a nascere nella povera Grotta di Betlemme.

Il Vangelo di Matteo addirittura registra la crudele reazione di Erode il Grande, che cerca il Bambino per ucciderlo, sentendo minacciato il suo potere.

Gli anni della Vita Pubblica del Signore saranno segnati da costante e crescente ostilità nei suoi confronti, soprattutto da parte delle autorità giudaiche, fino all’epilogo, che ben conosciamo: maledetto chi pende dal legno (cfr. Dt 21,22-23).

 

Gesù è rifiutato oggi, come 2000 anni fa. È rifiutato dalle legislazioni, dalla cultura dominante, dalle agenzie informative che ci bombardano ogni giorno per convincerci che il male è bene e che il bene è male, che l’uccisione di un innocente o di un malato è un diritto civile, che non esistono più riferimenti etici chiari e oggettivi, che guidino il nostro cammino.

Gesù, in fondo, rimane comunque un personaggio in qualche modo affascinante, per la sua coerenza, per la forza della sua predicazione, per la sua vicinanza ai poveri, agli umili, ai piccoli. Ma la sua Persona non deve “condizionare” le scelte concrete della gente, i programmi politici ed economici, i rapporti affettivi, la vita quotidiana. Tutte cose per le quali il mondo si illude di trovare, da solo, le sue soluzioni, emarginando e rottamando la sola Sapienza che viene dall’alto, la sola capace di corrispondere pienamente alle nostre attese, di illuminare le tenebre del cuore e di riempire il vuoto della nostra esistenza.  

 

Quel Bimbo nasce ancora, quest’anno, nel tempo del covid e del green-pass, per ricordare ai credenti e al mondo che, dal suo versante, nulla è cambiato: che Dio ci ha amati per primo e che continua ad amarci, nonostante tutto.

 

Quel Bimbo nasce ancora, quest’anno, nel tempo del covid e del green-pass, per ricordare ai credenti e al mondo che, dal suo versante, nulla è cambiato: che Dio ci ha amati per primo e che continua ad amarci, nonostante tutto. Tutte le nostre chiusure e la nostra indifferenza non possono trattenere la sua infinita carità e la sua misericordia nei nostri confronti.

Ancora una volta Egli ci richiama al valore della preghiera, alla necessità di incontrarci con Lui, nella meditazione della sua Parola, nel silenzio della adorazione.

Escluso, emarginato, messo da parte, il Signore rimane la pietra scartata, che diviene pietra angolare, unico fondamento saldo, roccia eterna su cui riscostruire il presente, rileggere il passato, pensare fiduciosamente al domani. 

Anche l’anno nuovo, colmo d’incognite per i ritmi inafferrabili della pandemia – e come sempre segnato da mille contraddizioni quotidiane – racchiude una profonda domanda di senso, a cui Dio solo può rispondere.

Guardando a Betlemme, a Fatima, all’anima dei piccoli e dei semplici; ai Pastorelli e al Cuore Immacolato della Vergine, intuiamo che la via maestra è ancora una volta l’umiltà, l’abbandono fiducioso, la dipendenza filiale da Colui che ci ha amati fino alla follia della Incarnazione e della Croce.

Il Cristo deriso – dilacerato, escluso ed emarginato – non attende che un cenno, che un povero segnale di buona volontà, da parte nostra, per restituirci il Paradiso: che noi tutti desideriamo, in fondo, forse senza saperlo, sopra ogni altra cosa.    

 

 

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