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La devozione riparatrice dei "CINQUE PRIMI SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri gloriosi, consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

 

Da una lettera del 27 Luglio 1927 di Suor Lucia alla mamma:

 

(…) Vorrei pure, mamma, che tu mi dessi la consolazione di abbracciare una devozione che io so essere gradita a Dio e che fu chiesta dalla nostra amata Madre Celeste. Appena ne ho avuta conoscenza desiderai abbracciarla e fare sì che tutti gli altri l’abbracciassero. Spero quindi che tu mi risponderai dicendo che la pratichi e che ti sforzerai di farla abbracciare all’altra gente di lì. Non potrai mai darmi una consolazione più grande di questa. Consiste soltanto di fare ciò che è scritto in questa immagine. La confessione può essere in altro giorno, i 15 minuti mi sembra che ti faranno più difficoltà. Però è molto facile; chi non riesce a pensare ai misteri del Rosario? Nell’Annunciazione dell’angelo e nell’umiltà della nostra cara Madre la quale, vedendosi tanto esaltata, si chiamava “schiava”? Nella Passione di Gesù che tanto ha sofferto per amor nostro? E la nostra Madre santissima presso Gesù sul Calvario? Chi non può così, con questi santi pensieri, passare 15 minuti vicino alla più tenera delle madri?

Addio, mia cara mamma, consola in questo modo la nostra Madre del Cielo e fa’ che molti altri pure la consolino. E così darai anche a me un’allegria inesprimibile.

Sono la tua figlia affezionata, che ti bacia la mano.

                                                                                                                                                 Maria Lucia di Gesù

 

 

MISTERI GLORIOSI

 

1. Gesù risorge da morte.

Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!»” (Gv 20,19). Dopo la morte di Gesù, i discepoli hanno paura che i Giudei facciano anche a loro quello che hanno fatto al loro Maestro. Ecco perché si sono chiusi nel Cenacolo. Ma la paura non è un impedimento per Gesù a passare attraverso i muri e le porte chiuse di quel Cenacolo. La Misericordia è proprio questo: non esiste una miseria dove Dio non abbia potere di mandare Suo Figlio a pronunciare l’esorcismo più potente di tutto il Vangelo: “Pace a voi”. Ma Tommaso, che non è presente e vuole “vedere e toccare” per credere che Gesù è risorto, per credere che, alla fin fine, Gesù è veramente Dio. E Tommaso siamo un po’ tutti noi, quando la pace ce la vogliamo dare da noi, quando le sicurezze ce le vogliamo trovare noi, e non ci basta la certezza dell’Amore infinito e incondizionato di Dio per ciascuno di noi. Invece, la Pace è un dono, e Gesù può darcela in questo preciso istante, senza aspettare nessun’ altra condizione favorevole. Anche l’Amore di Dio è un dono che ci raggiunge continuamente ed esattamente lì dove ci troviamo. Serve però crederci per vederlo, e non aspettare di vederlo per crederci. Chiediamo a Maria SS. - Lei che ha sempre creduto all’Amore di Dio per Lei, manifestato soprattutto nella Croce - di poter fare anche noi esperienza di questo Amore.

 

 2. Gesù ascende al Cielo.

Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò” (Gv 16,7). È attraverso la Sua partenza che Gesù educa i Suoi discepoli, e ciascuno di noi. Fino a quell’istante i discepoli hanno potuto contare sulla presenza concreta, reale di Gesù accanto a loro. Con lo Spirito Santo, essi faranno esperienza della presenza viva di Dio nei loro cuori. Come quando si ama qualcuno e a un certo punto si è disposti a fare un passo indietro, perché questo qualcuno emerga con tutta la propria storia, la propria diversità, perché diventi protagonista della propria vita. Gesù ci ama così, aiutandoci a diventare protagonisti della nostra vita con il dono dello Spirito Santo, che è quella presenza di Dio che non lede e non condiziona la nostra libertà. Anche la Madonna, alla piccola Lucia di Fatima annuncia che porterà presto i due cuginetti in Cielo: lei ha paura di restare sola, ma la Vergine con sollecitudine materna Le assicura, e lo fa anche con tutti noi: “Non ti scoraggiare. Io non ti lascerò mai. Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio”.

 

 3. Lo Spirito Santo discende su Maria SS. e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo.

"Erano assidui e concordi nella preghiera con Maria" (At 1,14). I discepoli sono riuniti nel Cenacolo con Maria SS.. E con Lei chiedono e attendono il Dono dello Spirito Santo. La presenza di Maria è decisiva per la Pentecoste perché su di Lei è già sceso lo Spirito nell’Incarnazione del Figlio di Dio; perché Gesù ha chiesto a Lei, dall’alto della Croce, di esserci Madre. La presenza e la devozione a Maria SS. ci riporta a una bellezza di fondo. Un po’ come quando le nostre mamme, da piccoli, ci facevano andare a scuola ordinati e con i vestiti puliti. Ci sentivamo addosso lo sguardo amorevole e la cura di qualcuno. Così è con Maria. A volte le nostre famiglie non sono luoghi particolarmente belli perché ci si è dimenticati di Maria e della maternità di questa Donna. Ma Lei stessa ce lo ha ricordato a Fatima quando, sia il 13 giugno che il 13 luglio, ai tre Pastorelli dice: “Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato". In questo mese di ottobre, dedicato a Maria SS. e al S. Rosario, riportiamo Maria SS. nelle nostre case, recitiamo il Rosario nelle famiglie e tornerà anche la pace.

 

4. Maria SS. è assunta in Cielo.

L’Assunzione di Maria SS.ma ricorda a tutti che siamo fatti per il Cielo. Maria SS., una di noi, anche se meglio di noi, è già lì in Cielo dove Gesù ci ha promesso di andare a preparaci un posto. Tante volte ci chiediamo com’è fatto il cielo. Il Cielo è fatto della stessa gioia che fa cantare il Magnificat a Maria. La gioia non è un sentimento, un’emozione, ma è sentire che la vita è piena, traboccante dell’Amore di Dio per te. È vedere tutto trasfigurato dalla gratitudine così come fa Maria guardando la Sua storia e la storia di tutto il Suo popolo. Solo così si comprende che cosa sia la beatitudine: non è aver risolto tutti i problemi, ma saper vedere in ogni frammento di esistenza qualcosa che ti fa essere costantemente grato a Dio. Il cielo non cancella chi siamo, non chiude le nostre ferite, non cancella i segni distintivi di quello che è stato il nostro cammino, ma trasfigura il nostro reale fino a farlo attraversare dalla gratitudine. Forse per questo Gesù non ha vergogna, dopo la resurrezione, di mostrare le Sue mani, il Suo costato e i Suoi piedi feriti. Quelle ferite non sono più segno di morte, ma segno di Vita. Maria, assunta in Cielo, anche Lei, canta questa gioia, questa beatitudine, questa vita eterna.

 

5. Maria SS. è incoronata Regina del Cielo e della terra.

Maria SS., la Madre di Gesù, è la Donna che genera alla vita terrena il Figlio di Dio, il Salvatore del Mondo, il Redentore, il Re dei Re. E Lei, Madre del Re dei Re, è incoronata da Lui, dopo la Sua Assunzione in Cielo, Regina di tutto il Regno di amore, giustizia, verità che è venuto a portare sulla terra, nell'attesa della Pasqua senza fine della vita eterna. Ma qual è l’affetto che ognuno di noi può avere per la Mamma di Gesù? È, innanzitutto, quello più tenero di un figlio per la sua mamma, perché innanzitutto come Mamma, anche se Regina, Egli vuole che La amiamo.  E poi, la devozione più semplice, ma anche più bella che a Lei piace, è proprio quella del Rosario. È a Fatima, in ogni apparizione, che Ella chiede di recitarlo tutti i giorni. In particolare, il 13 ottobre, dirà di essere la Madonna del Rosario. La stessa Giacinta, poco prima di morire, raccomanderà ripetutamente a Lucia: “Tu rimani qua per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Di’ a tutti che Dio concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria; che le domandino a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che accanto al Suo Cuore, sia venerato il Cuore Immacolato di Maria”. E se Lo vuole Lui, cosa ci costa farlo?

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Nulla sarà troppo elevato per Maria, per colei cui Dio de­ve la propria vita umana; nessuna grazia sarà eccessiva, nessuna gloria sarà esagerata. (Beato John Henry Newman)