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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri gaudiosi, consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

“Cominciammo a scendere il pendio, spingendo le pecore verso la strada. Arrivati più o meno a mezza costa, quasi presso un grande leccio che era in quel luogo, vedemmo un altro lampo e fatti alcuni passi, vedemmo sopra un leccio una Signora vestita tutta di bianco, più luminosa del sole, diffondendo una luce più chiara e intensa d’un bicchiere di cristallo pieno d’acqua cristallina attraversato dai raggi del sole più ardente. Ci fermammo, sorpresi per l’apparizione. Eravamo così vicini che restavamo immersi nella luce che La circondava, o che Lei diffondeva.”  (Memorie di Sr Lucia, p. 174)

 

MISTERI GAUDIOSI

 

1. L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria SS.ma.

Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»” (Lc 1,38). Dio domanda, non comanda a Maria. “Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37), ma la Sua Onnipotenza si ferma davanti alla nostra libertà. E l’Amore di Dio è questa libertà che Lui ci crea intorno. Ed è solo perché Lui chiede il nostro “permesso”, la nostra collaborazione, che tutto poi diventa davvero possibile, pienamente umano, sorgente della vera felicità per ogni uomo e per ogni donna che risponde liberamente al Suo invito. Ma la nostra libertà è costata tutto il Sangue di un Dio. Ecco quanto valiamo ai Suoi occhi. E il mistero della Passione, Morte e Risurrezione che abbiamo da poco celebrato, ce lo ricordano continuamente. Ecco perché peccare significa non solo disobbedire ad un comandamento, ad un precetto. Peccare è rifiutare l’Amore di Dio, disprezzare la nostra dignità di figli, considerare banale la nostra vita e la nostra libertà. Peccare significa non prendersi la responsabilità di decidere, di dire “sì” o “no” a ciò che ci viene proposto. Maria SS.ma, invece, è liberissima, per questo il suo “sì” a Dio è capace di cambiare non solo la Sua vita, ma la vita e la storia di ognuno di noi, per l’eternità. Per questo Dio non la tratta da serva ma la fa Sua Madre, la rende davvero benedetta tra tutte le donne. La rende una benedizione per tutti. Anche ciascuno di noi ha avuto la “sua” annunciazione. E se non abbiamo ancora detto il nostro “sì”, o se l’abbiamo pronunciato timidamente, basta riconoscere quell’“annunciazione” ora e cercare di recuperare il tempo perduto, vivendo per Dio e per gli altri. “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

 

2. La visita di Maria SS.ma alla cugina s. Elisabetta.

Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45), è il saluto di Elisabetta a Maria SS.ma. Ed è proprio in questo momento che Lei può rendere grazie al Suo Dio per tutto quello che ha compiuto nella Sua vita, ripercorrendo passo passo la Sua storia. E mentre ci guarda dentro scorge anche i segni del domani e non solo traccia del passato. Ed è questo che ci vuole dire Maria SS.ma. Quando non riusciamo a credere che Dio possa amarci per davvero o mantenere le promesse che ci ha fatto, perché ci riteniamo piccola cosa ai Suoi occhi, Maria SS.ma ci dice con forza che, se continuiamo a fidarci di Lui e a mettere la nostra vita nelle Sue mani, è allora che Lui può davvero fare miracoli. Perché siamo figli di un Dio che disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, rovescia i potenti e gratifica gli umili, ricolma di beni chi è affamato e a chi si crede ricco lo lascia a mani vuote. E Maria canta con gioia tutto questo pienamente consapevole delle difficoltà alle quali il Suo “sì” a Dio e alla maternità divina La porteranno. Cos’è che Le permette di non dubitare, di non aver paura? Il credere fermamente che Dio è infinitamente più grande delle difficoltà che dovrà affrontare. E non perché Lui ti toglie la fatica, la sofferenza, la croce. No, ma perché Lui da queste “sfortune” sa tirar fuori il bene dal male, la luce dal buio, e la giustizia dalle contraddizioni. E, soprattutto, non ti lascia da solo. Ecco perché Maria SS.ma è beata perché ha creduto!

 

3. Gesù nasce nella povera grotta di Betlemme.

“«Giuseppe, figlio di Davide, non temere…». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore” (Mt 1,20-24). Non c’è una parola, nel Vangelo, che sia stata pronunciata da san Giuseppe. Eppure, lui non spreca una parola di tutte quelle che Dio gli annuncia. La sua vita è tutta ascolto, ascolto di quel Dio che parla al suo cuore attraverso i sogni. Lui è l’uomo dei sogni, perché, uomo giusto, ha gli stessi sogni di Dio. “Non temere”, gli dice l’angelo. “Non temere” sono le parole con le quali Dio inizia il Suo dialogo con gli uomini. Sì, non temere, perché chi ha fede, chi si fida di Dio non ha paura. Anzi, la fede ti apre al futuro, alla libertà, al dono. Ed è quello che succede a s. Giuseppe. Si fida di Dio, mette la sua vita nelle mani di Dio e Lui lo rende padre del Suo unico Figlio, vero padre anche se non è lui ad averLo generato. Perchè generare un figlio, è facile, ma essergli padre e madre, farlo sentire amato, aiutarlo a crescere è una missione che dura tutta la vita e che ti chiede di fare spazio nel tuo cuore a un amore più grande, a un amore che ti supera, che ti fa andare oltre te stesso. E Dio rende la tua vita un mistero grande, un mistero in cui Lui ogni giorno ti consegna una parte di quel sogno da realizzare e ti dice “Non temere”. Preghiamo per tutti i papà e le mamme, perché sappiano essere veramente aperti alla vita e accogliere con amore ogni figlio che Dio dona loro, fidandosi e abbandonandosi a Dio.

 

  4. Gesù Bambino è presentato al Tempio.

… e anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,35), è la profezia che Simeone fa a Maria SS.ma. Ma Lei non si tira indietro di fronte alla notizia che la vita sarà difficile non solo per Gesù, ma anche per Lei. E sembra quasi anticipare la risposta di Pietro quando Gesù, dopo aver parlato della Sua Passione, dirà ai Suoi discepoli: “Volete andarvene anche voi?” (Lc 6,67). E, Pietro, in tutta umiltà perché consapevole della sua debolezza, ma anche della grazia che viene dal seguire Cristo, Gli dirà: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio” (Lc 2,68-69). Anche Maria SS.ma sa che solo il Suo Dio ha “parole di vita eterna”.  Perché chi decide di seguire il Signore non chiede certezze umane, ma si poggia tutto a Lui. E lo Spirito Santo ci insegna a camminare nella fede: “Tu hai parole di vita eterna!” e non un altro. Altrimenti si diventa idolatri, non c’è più Dio al centro della nostra vita, ma noi, e si rischia di guardare a Lui come a un “nemico”, con la paura che ci possa chiedere qualcosa che non ci conviene, che ci tolga ciò a cui teniamo di più e che non ci permetta di realizzare i nostri sogni e la nostra felicità. Ma Gesù, in realtà, non ci toglie nulla, ci dona tutto, perché è Lui, solo Lui che ha “parole di vita eterna”, che ci dà, cioè, una vita piena, una vita vera. Ecco, perché, Maria SS.ma, di fronte alle parole di Simeone, non si tira indietro, ma, pur non vedendo, crede e conferma, ancora una volta, il Suo “”.

 

5. Gesù è ritrovato fra i dottori del Tempio.

Non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme” (Lc 2,45): Maria SS.ma e Giuseppe si rendono conto di aver perso Gesù e tornano sui loro passi. E Lo cercano, “angosciati” finchè non Lo trovano, dopo ben tre giorni. Ed è per tre giorni che Gesù rimarrà nel sepolcro. E Maria Maddalena andrà a cercare il Suo corpo, ma non Lo troverà. Gesù in persona le apparirà. E qual è la domanda che le farà Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” (Gv 20,15). Anche Lei cercava il “suo” Gesù, come la Madonna Lo aveva cercato al Tempio. Ma Gesù le chiederà di cambiare prospettiva: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro” (Gv 20,17). Perchè Gesù ci chiede di seguirLo, ma non decidendo noi le tappe del cammino, bensì lasciando fare a Lui. A volte può non essere così facile capire e vivere la Sua volontà, ma è la fede che ci viene in aiuto. Quella fede che Maria SS.ma stessa ha dovuto esercitare, mettendo tutta la Sua vita nelle mani di Dio. Perché anche Lei e Giuseppe “non compresero ciò che aveva detto loro”. Eppure, Lei “custodiva tutte queste cose nel suo cuore” (Lc 2,50-51).

 

 

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