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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri luminosi, consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

L’Angelo lasciò sospeso in aria il calice, s’inginocchiò presso di noi, e ci fece ripetere tre volte:

Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, (Vi adoro profondamente e) Vi offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E, per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori”.

Dopo si alzò, prese nelle sue mani il calice e l’Ostia. Diede a me la sacra Ostia, e divise il Sangue del calice tra Giacinta e Francesco dicendo nello stesso tempo: “Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio”. (Terza apparizione dell’Angelo - 1916)

 

MISTERI LUMINOSI    

I MISTERO LUMINOSO: Gesù è battezzato nel Giordano

Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!” (Gv 1,29). Giovanni Battista indica ai suoi discepoli Gesù come l’Agnello di Dio, Colui che “porta su di Sé” il peccato del mondo, offrendo la Sua stessa vita per noi, per la nostra salvezza. E la offre perché ci ama, ama ciascuno di noi. E per Amore nostro istituisce il grande Sacramento dell’Eucaristia, per dirci che Lui è sempre con noi, che il Suo Amore è fedele e che sempre ci aspetta per perdonarci e donarci le grazie proprio attraverso questo Sacramento. E l’Angelo a Fatima chiede ai tre Pastorelli, sull’esempio di Gesù, di offrirsi per riparare i tanti peccati che vengono commessi dagli “uomini ingrati”, cioè incapaci di cogliere il grande Amore di Gesù nell’offrire la Sua vita per loro. E lo chiede anche a noi, ancora di più oggi. E ci chiede di farlo proprio ripresentando a Dio Padre il Sacrificio con il quale si è offerto Gesù: “Santissima Trinità… Ti offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi ed indifferenze con cui Egli stesso ê offeso. E per i meriti infiniti dei Suo Cuore Santissimo e dei Cuore Immacolato di Maria, Ti domando la conversione dei poveri peccatori”. Fermiamoci, alla fine della S. Messa, per ringraziare Gesù del Dono dell’Eucaristia, stiamo cuore a Cuore con Lui, anche per chi rifiuta o calpesta questo Dono.

 

II MISTERO LUMINOSO: Gesù compie il primo miracolo alle nozze di Cana

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà»” (Gv 2,1-5). Anche a Fatima, la Madonna viene a dire ai tre Pastorelli che le anime, oggi, “non hanno più vino”. Ma non tanto il vino materiale, quanto la gioia che viene dal vivere in grazia di Dio. E ce lo dice con Cuore di Madre, preoccupata per la salvezza eterna di noi Suoi figli, perché Lei sa che è solo nell’amare Dio che noi potremo godere della gioia eterna, che è la comunione con Lui. E, per poter andare in Paradiso, di nuovo Ella, oggi, ci chiede: “Fate quello che vi dirà”. Cioè, vivete i Comandamenti. Ma, tanti, ancora non accolgono questo invito di Maria Santissima e corrono il rischio di perdersi per sempre. Ecco, allora, che Lei chiede a noi di offrirci, di “riparare”, vivendo bene noi il nostro essere cristiani, il nostro essere padri e madri di famiglia, sacerdoti, religiosi, giovani, lì dove Gesù ci chiama a vivere, anche per chi non riesce ancora a farlo. E, possiamo “riparare” attraverso le piccole azioni quotidiane, che non sono necessariamente “grandi” agli occhi del mondo, ma che, unite al Sacrificio di Gesù sulla Croce, al Sangue che Lui ha sparso “per la salvezza di molti”, diventano davvero occasione di salvezza eterna per le anime.

 

III MISTERO LUMINOSO: Gesù annuncia il Regno di Dio e invita alla conversione

Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!” (Lc 17,20-21). Tante volte pensiamo alla grazia, che hanno avuto i discepoli, di vivere accanto a Gesù per tre anni, di parlare con Lui, di guardare alla Sua vita, alle Sue opere, di sperimentare personalmente i Suoi gesti concreti di tenerezza e di Amore. E ci diciamo che, per loro, è stato “facile” amarLo, credere alle Sue parole e seguirLo, perché Lo vedevano, Lo “toccavano”. E non ci rendiamo conto che noi abbiamo la stessa loro grazia, se non anche di più: Gesù è presente vivo e vero, in Corpo, Anima, Sangue e Divinità, nella Santissima Eucaristia. E anche noi possiamo parlarGli, ascoltarLo; anzi, possiamo addirittura nutrirci di Lui. E Lui, venendo in noi, ci trasforma in Lui, se noi ci “convertiamo” a Lui, cioè se noi “rivolgiamo” il nostro sguardo e il nostro cuore a Lui. Anche oggi, allora, il Regno di Dio è “in mezzo a noi”, perché il Regno di Dio, il Paradiso, è l’eterna comunione d’amore con Lui. E se noi ci cibiamo di Lui, realizziamo già qui e ora questa comunione con Lui: il nostro Paradiso è già ora su questa terra. Partecipiamo spesso, allora, alla Santa Messa, riceviamo Gesù nel nostro cuore, adoriamoLo presente nel Santissimo Sacramento. Chiediamo a Maria Santissima -a Lei, che L’ha portato in grembo per nove mesi- di aiutarci ad amare sempre di più Gesù, riparando e consolandoLo, soprattutto per tutti coloro che sono a Lui indifferenti, come faceva il piccolo Francesco di Fatima.

 

IV MISTERO LUMINOSO: Gesù si trasfigura sul monte Tabor

E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (Mt 17,1-2). Quanto deve essere stata forte l’esperienza della Trasfigurazione per Pietro, Giovanni e Giacomo, nel vedere Gesù nella Sua gloria. Ma dobbiamo ricordarci continuamente che è la stessa esperienza che facciamo noi quando adoriamo Gesù presente nella Santissima Eucaristia. Lì vi è lo stesso Gesù trasfigurato che hanno visto i tre apostoli. E, come Gesù ha mostrato loro la Sua gloria perché avessero la forza per affrontare la Sua Passione e Morte, così Gesù è presente nell’Eucaristia perché anche noi possiamo andare da Lui ad attingere la forza per affrontare le nostre piccole e grandi croci quotidiane. “Stare” davanti a Lui ci permette di ricevere il Suo Amore, di sentire la Sua Voce che ci parla e ci incoraggia, di aprire il nostro cuore a Lui. “Stare” davanti a Lui significa anche riconoscere che Lui è Dio, il Signore della nostra vita, ed esserGli grati perché, nel Suo infinito Amore, ci è accanto in ogni istante. Insieme a Maria Santissima, cantiamo il nostro Magnificat, per le “grandi cose che Lui ha fatto” per noi, dando voce anche a chi non riesce ancora ad amarLo. 

 

V MISTERO LUMINOSO: Gesù istituisce l’Eucaristia nell’Ultima Cena

Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati»” (Mt 26,26-28). Nella celebrazione eucaristica il sacrificio redentore di Cristo “ritorna presente, perpetuandosi sacramentalmente, in ogni comunità che lo offre per mano del ministro consacrato… il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio… l’unico e definitivo sacrificio redentore di Cristo si rende sempre attuale nel tempo” (Ecclesia de Eucharistia, n. 12). È, dunque, necessario ricevere in grazia di Dio l’Eucaristia: in Essa è veramente presente Gesù in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. È Dio stesso che riceviamo nel nostro cuore. Ecco perché a Fatima l’Angelo, nel dare ai tre Pastorelli la Santissima Eucaristia, dice loro: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio!». Vogliamo, allora, riparare alle tante comunioni fatte in peccato mortale, ai tanti sacrilegi e profanazioni compiute contro l’Eucaristia, ricevendoLa, noi per primi, in grazia di Dio e con le dovute disposizioni e ripetendo spesso, durante la giornata, la preghiera che l’Angelo ha insegnato ai tre Pastorelli: “Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo…”.

 

 

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