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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri gaudiosi, consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

 “Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio”.

(Terza apparizione dell’Angelo - 1916)

 

MISTERI GAUDIOSI

 

I MISTERO: L’annuncio dell’angelo a Maria Santissima

L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio»” (Lc 1,30). Maria Santissima è la tutta pura e la tutta bella, creata Immacolata proprio perché Dio in Lei si potesse fare Carne. Ma, se è vero che è senza peccato originale, è anche vero che Lei, con tutte le Sue forze, si è impegnata per conservare il Suo Cuore Immacolato puro dal peccato. Lei, in ogni istante della sua vita terrena, ha schiacciato la testa al serpente che cercava di tentarLa. Ma è l’umiltà di Maria la virtù che, più ancora della Sua purezza, ha fatto innamorare Dio di Lei e L’ha resa colma della Grazia divina. Anche il demonio, essendo un angelo, era puro, e, per di più, era il più intelligente degli angeli. Ma era, ed è ancora adesso, superbo. Ed è questa sua superbia che gli ha impedito di sottomettersi a Dio come Creatore e Padre. E, non potendo più amare Dio, ha tentato anche Adamo ed Eva, invitandoli a non osservare i Suoi comandi e inducendoli a commettere il primo peccato, che fu un atto di disobbedienza dettata dalla superbia e dalla pretesa di voler mettersi al posto di Dio. Come ha tentato Adamo ed Eva, il demonio tenta anche ciascuno di noi, oggi. È Maria Santissima che ripara a questo peccato proprio con la Sua umiltà, proprio con il Suo “Sì” alla Volontà di Dio. Impegniamoci anche noi, allora, ad amare Dio, accogliendo la Sua Volontà, espressa prima di tutto nei dieci Comandamenti. Del resto, quello che Lui, come un Padre buono, ci chiede di vivere, ce lo chiede per il nostro bene, perché la nostra vita sia davvero bella. Con la nostra fedeltà ripariamo anche alle mancanze di quei cristiani che, pur essendo battezzati, non riescono ancora ad amarLo e ad ascoltarLo.

 

II MISTERO: La visita di Maria Santissima alla cugina S. Elisabetta

… di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono…” (Lc 1,50). Sì, la Misericordia di Dio è davvero grande: in ogni istante Egli cerca la Sua creatura per donarle il Suo Amore; ma, ancora di più, per offrirle il Suo perdono, quando cade nel peccato. Ecco perché Gesù ha istituito il Sacramento grande della Confessione: Egli non si arrende di fronte alle nostre debolezze, davanti alle nostre meschinità che feriscono il Suo Cuore di Padre. È sempre pronto a ridarci la Sua Grazia; anzi, è Lui stesso che, mentre siamo ancora immersi nel peccato, non smette di amarci e di darci il respiro e ci mette nel cuore il desiderio di chiederGli perdono e di ritornare ad amarLo davvero come figli. Ecco perché dobbiamo amare tanto il Sacramento della Confessione ed accostarci spesso ad esso, perché lì noi siamo lavati, ogni volta, dal Sangue versato da Gesù sulla Croce e rigenerati a nuova vita, alla grazia del Battesimo. Lì riceviamo non solo il perdono, ma, allo stesso tempo, la grazia e la forza per combattere le tentazioni che ci vorrebbero portare a peccare. È quello che ci chiede anche la Madonna a Fatima: «È necessario che i peccatori si convertano, che chiedano perdono dei loro peccati». E, assumendo un’aria di tristezza, aggiunse: «Non offendano più Gesù che è già troppo offeso»”.

 

III MISTERO: Gesù nasce nella povera grotta di Betlemme

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). Ogni volta che un Sacerdote consacra il pane e il vino, lì, nelle sue mani consacrate e attraverso le parole della consacrazione, Gesù di nuovo si fa Carne. Lì, nell’Ostia consacrata, ogni volta, di nuovo, come duemila anni fa, Gesù veramente nasce, patisce, muore e risorge. E lì, accanto al Sacerdote, vi è Maria Santissima, in ginocchio, che adora, prega e - anche Lei - si offre per noi. Ecco perché, quando partecipiamo al Sacrificio della S. Messa, dobbiamo essere animati da una profonda devozione, partecipandovi con vero amore a Gesù. In ogni Messa è come fossimo presenti con Maria Santissima alla Sua nascita, ma anche alla Sua Passione e alla Morte in Croce. Ecco perché, quando riceviamo Gesù nell’Ostia consacrata, dobbiamo riceverLo in grazia di Dio, credendo che è davvero Dio che sta venendo nel nostro cuore. E, quando c’è la necessità di riceverLo sulle mani, ricordiamoci che è Dio che teniamo nelle nostre mani, non un semplice pezzo di pane. Chiediamo a Maria Santissima di aiutarci ad accoglierLo nel nostro cuore, come Lei L’ha ricevuto tra le Sue braccia nella grotta di Betlemme; chiediamoLe di mettere il Suo Cuore nel nostro per adorarLo e amarLo, come L’ha amato Lei. RingraziamoLo, poi, di essere venuto nel nostro cuore, di averci fatto questo grande Dono: parliamoGli cuore a Cuore, ascoltiamo quello che Lui ha da dirci, restando con Lui anche dopo la fine della S. Messa, perché la Sua presenza Sacramentale dura ancora qualche istante. OffriamoGli la nostra compagnia anche per riparare a chi non Lo ama o Lo riceve in peccato mortale.

 

IV MISTERO: Gesù Bambino è presentato al Tempio

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «… E anche a te una spada trafiggerà l'anima»” (Lc 2,343-35). A Maria Santissima una spada trafigge l’anima, una corona di spine Le circonda il Cuore Immacolato. A Fatima, Gesù stesso dice a suor Lucia che quella spada, quelle spine sono le bestemmie, gli oltraggi e le ingratitudini degli uomini che non La riconoscono e non la amano come Mamma Sua e Mamma nostra. Ecco perché Ella ci chiede di praticare la devozione dei primi cinque sabati del mese. Ecco perché la Madonna stessa domanda a suor Lucia - ma anche a ciascuno di noi - : “Almeno tu cerca di consolarMi”. Non è troppo quello che ci chiede, non è fuori dalle nostre possibilità. È all’Amore grande di questa Mamma, che ha offerto Se stessa insieme al Figlio per la nostra salvezza, che vogliamo rispondere con gratitudine. L’Amore di Gesù vede la Sua Mamma non amata: peggio ancora bestemmiata e disprezzata. Consacriamo, allora, noi per primi, il nostro cuore e la nostra vita a Lei, preghiamo il Santo Rosario nelle nostre famiglie, viviamo i “primi sabati” del mese in riparazione dei peccati commessi contro il Suo Immacolato Cuore e diffondiamo queste devozioni anche nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità, perché sempre di più Lei sia amata e onorata. È Gesù stesso che, dalla Croce, ce L’ha data come Mamma ed è Dio stesso che vuole che si diffonda la devozione al Suo Immacolato Cuore, perché è il nostro rifugio e la via sicura che ci conduce a Lui.

 

V MISTERO: Gesù è ritrovato nel Tempio fra i dottori

Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,49) è la risposta che Gesù dà a Maria Santissima e a San Giuseppe, che Lo cercano da tre giorni. Egli, ancora adolescente, già fa capire che la Sua missione sulla terra è quella di fare la Volontà del Padre, di portare a compimento il Suo progetto di salvezza. Ogni istante della Sua vita - non solo la Sua Passione e Morte in Croce - fin dalla Sua nascita a Betlemme e in tutti gli anni della Sua vita “nascosta a Nazareth”, è offerto per la nostra redenzione. Ogni Suo respiro, ogni Suo passo, ogni Sua azione, sono fatti con Amore e per Amore al Padre, per riparare a quel primo peccato di Adamo ed Eva e ad ogni peccato che, da quel momento fino alla fine dei secoli, è compiuto dagli uomini, in disobbedienza alla Legge di Dio. Ecco perché anche noi, che ci diciamo cristiani, vogliamo impegnarci a “occuparci delle cose del Padre nostro”, vivendo ogni istante della nostra vita come Lui ci chiede, riparando così anche a quelli che Dio non Lo riconoscono come Padre. E così offriamo le nostre piccole azioni quotidiane, le nostre piccole o grandi croci, ma anche le nostre gioie e le cose belle che la vita ci offre. È quello che chiede anche l’Angelo ai tre Pastorelli di Fatima: “Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. […] Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà”.

 

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