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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri dolorosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

MISTERI DOLOROSI

 

1.Gesù prega e suda sangue nell’orto degli ulivi.

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». E, avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà»” (Mt 26, 36-46). “Pregate per non cadere in tentazione. Pietro, invece, si addormenta. E anche gli altri apostoli. E ti sei addormentato anche tu, bambino amico, e io pure sono stato dormiglione come Pietro. Gesù, solo e triste, soffre e gocce del suo sangue bagnano la terra. In ginocchio, sul duro suolo, egli persevera in preghiera. Piange per te e per me: il peso dei peccati degli uomini lo schiaccia. Un Angelo dal Cielo lo conforta. Gesù è in agonia. Continua a pregare più intensamente. Si avvicina a noi, che dormiamo: Alzatevi, pregate - ci ripete - per non cadere in tentazione. Sì, siamo vili: lo seguiamo da lontano; ma svegli e pregando. Preghiera preghiera…” (s. Josemaría Escrivá). Anche a Fatima l’Angelo fa questo appello accorato ai Pastorelli, per consolare il Cuore di Gesù: “Pregate con me… Pregate! Pregate molto! Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici”.

 

 2. Gesù è flagellato alla colonna.

Quanto ha sofferto Gesù, nella flagellazione e nella crocefissione, nel vedere il Suo corpo spogliato e orribilmente flagellato! Ma quanto di più soffre, oggi, nel vedere che gli uomini e le donne trattano ancora di più senza rispetto e senza pudore quel corpo che Lui ha voluto redimere proprio incarnandosi e soffrendo per noi. La Vergine Maria alla piccola Giacinta di Fatima un giorno dirà: “Verranno certe mode che offenderanno molto Nostro Signore. Le persone che servono Iddio non debbono seguire le mode. La Chiesa non ha mode. Nostro Signore è sempre lo stesso. I peccati che portano più anime all’Inferno sono i peccati impuri. Se gli uomini sapessero che cos’è l’eternità, farebbero di tutto per cambiare vita!”. E a madre Godinho che le chiedeva: “E sai che vuol dire essere pura?”, lei rispose: “Essere pura nel corpo vuol dire custodire la castità. Ed essere pura nell’anima vuol dire non fare peccati: non guardare ciò che non si deve vedere… anche quando ci costa …”. Quanto soffrirebbe, oggi, la piccola Giacinta nel vedere tante bambine, tante ragazze, tante mamme e spose vestire senza modestia? Quanti sacrifici sarebbe disposta a fare per far loro capire l’importanza di custodire il proprio corpo, che è dono di Dio e che, con il Battesimo, è diventato Tempio dello Spirito Santo! Quante mortificazioni accetterebbe di fare purché, almeno in Chiesa - ma non solo -, si tornasse a vestire con decenza, proprio perché si è alla presenza di Dio e, ricevendo l’Eucaristia, la nostra anima diventa il Suo tabernacolo. Offriamo sacrifici e preghiere perché davvero la donna comprenda che la decenza e il pudore nel vestire non mortificano assolutamente quella sua bellezza, che risalta ancora di più quando essa è specchio di un animo puro. 

 

 3. Gesù è coronato di pungentissime spine.

I soldati intrecciarono una corona di spine e gliela misero in testa” (Gv 19,2). La testa di Gesù è coronata di spine, che Gli procurano tante ferite e tanto dolore. Ma, ancora una volta, i soldati colpiscono il casco di spine per farle penetrare più profondamente nel Suo capo. E il sangue inizia a scendere sul Suo volto e sui Suoi occhi. I soldati, poi, Lo vestono da re per schernirLo e per burlarsi di Lui. Quanta ferocia si scatena contro di Lui, quanta cattiveria si abbatte in quel momento sull’Uomo-Dio, che si sta offrendo per salvare proprio chi Lo sta uccidendo! “Gesù venne fuori con la corona di spine e il mantello. Pilato disse: Ecco l'uomo” (Gv 19,5). Sì, Gesù è davvero “l’Uomo”, come Dio Lo aveva pensato e creato; “l’Uomo” davvero libero e capace di amare fino in fondo, anche dando la propria vita. Ma, ancora oggi, ci si accanisce contro di Lui, Lo si bestemmia, si nega la Verità che Lui ci ha fatto conoscere, Lo si vuole tenere fuori dalle nostre famiglie, dalla nostra società. E le spine ancora oggi trafiggono e fanno sanguinare il Suo Cuore, che Egli stesso mostrò a Santa Margherita Maria Alacoque dicendole: “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e in contraccambio non riceve che ingratitudini, disprezzo, sacrilegi in questo Sacramento di amore”. Facciamo nostro il desiderio del piccolo Francesco di Fatima che, dopo le apparizioni, divenne il “consolatore” di Gesù e spesso ripeteva: “Voglio tanto bene a Dio! Ma Lui è così triste a causa di tanti peccati! Noi non dovremo farne mai nessuno! Non ti ricordi come era triste la Madonna, il mese scorso, quando chiese che non si offendesse più Nostro Signore che è già troppo offeso? Io voglio consolare Nostro Signore; ma mi piacerebbe anche convertire i peccatori perché non Lo offendano più!”.

 

4. Gesù porta la pesante croce al Calvario.

Tanta gente si stringe attorno a Gesù che porta la croce sulla via del Calvario: uomini che Lo insultano, Lo strattonano, Lo percuotono e donne che piangono su di Lui e si battono il petto. “Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia” (Is 53,2-3). E, proprio nel momento in cui cade di nuovo a terra, la Veronica si avvicina a Lui: vorrebbe poter prendere il Suo posto, portare per Lui la croce, allontanare i soldati, far tacere la folla. Ma non può. Le è concesso solo di asciugarGli il volto, coperto di sangue, di sputi e di polvere. E Gesù guarda con amore e gratitudine a quella donna che Gli si è fatta vicino, che Gli ha regalato un gesto di tenerezza, in mezzo a tanta ferocia e crudeltà. È quello che chiederà anche l’Angelo ai tre Pastorelli a Fatima. Scrive sr Lucia: “l’Angelo apparve con un calice nella mano sinistra e sospesa su di esso un’Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di Sangue… diede l’Ostia a me e ciò che conteneva il calice lo diede da bere a Giacinta e a Francesco, dicendo nello stesso tempo: «Prendete il Corpo e bevete il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio»”. Anche oggi il volto di Gesù, nel Sacramento dell’Eucaristia, è ricoperto di sputi e sanguina. Dedichiamo, allora, quando possiamo, un po’ di tempo a Gesù Eucaristia; adoriamoLo, diciamoGli tutto il nostro amore e cerchiamo di consolarLo, per tanti sacrilegi e indifferenze che si commettono contro il SS. Sacramento.

 

 5. Gesù è crocefisso e muore in Croce.

Uno dei soldati, con una lancia, gli trafisse il costato, e immediatamente uscirono sangue e acqua” (Gv 19,34). Se Gesù è già morto, qual è la necessità di trafiggerGli il Cuore? Eppure è proprio da questo ulteriore gesto di crudeltà che deriva al cuore di quel soldato la grazia della fede, che lo porta a esclamare: “Davvero costui era Figlio di Dio” (Mt 27,54). È grazie al sangue e all’acqua, scaturiti dal costato aperto di Gesù, che quel soldato si incontra con la Misericordia di Dio. Ecco, allora, che ogni nostra sofferenza, grande o piccola che sia, se offerta a Dio Padre, proprio in unione al Sangue di Gesù e per le mani di Maria SS.ma, diventa davvero causa di salvezza per tante anime. E l’Angelo, apparendo ai tre Pastorelli a Fatima, confermò questa verità, dicendo loro che “i Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia” perché “i Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche”. La misericordia è quella che Dio riversò sulla loro vita, guidandoli sul giusto cammino per portarli in Paradiso; ma anche la misericordia che Dio riverserà sulle anime, grazie a tutte le preghiere e ai sacrifici che loro Gli offriranno da quel momento in poi. Come Gesù sulla Croce, anche loro, pregando e sacrificandosi per le anime, continueranno a chiedere a Dio: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). “Di tutto quello che potete, offrite un sacrificio a Dio, in atto di riparazione per i peccati da cui Egli è offeso, e come supplica per la conversione dei peccatori. […] Soprattutto, accettate e sopportate con sottomissione le sofferenze che il Signore vi manderà”, li esortava l’Angelo. Facciamo nostro questo appello e anche noi così potremo cooperare alla salvezza di tante anime.

 

 

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