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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri gaudiosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

MISTERI GAUDIOSI

 

1. L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria SS.ma.

L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio»” (Lc 1,30). Scrive San Bernardo: “Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito santo. L'angelo aspetta la risposta; deve fare ritorno a Dio che l’ha inviato. Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano. O Vergine, da’ presto la risposta. Rispondi sollecitamente all’angelo; anzi, attraverso l’angelo, al Signore. Rispondi la tua parola e accogli la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la Parola eterna. Perché tardi? Perché temi? Credi all’opera del Signore, da’ il tuo assenso ad essa, accoglila. Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all’assenso, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti batte fuori alla porta. «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»” (Lc 1, 38). Anche a Fatima, la Madonna viene a bussare al cuore dei tre Pastorelli e ai nostri cuori, e ci chiede di essere strumenti di salvezza per tante anime. “Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in atto di riparazione per i peccati con cui Egli è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?”.

Chiediamo l’umiltà e la generosità, per dire anche noi, come Maria SS.ma, il nostro “”.

 2. La visita di Maria SS.ma alla cugina s. Elisabetta.

Elisabetta è la donna che “tutti dicevano sterile” (Lc 1,36). In quel tempo, la sterilità, che non permetteva di dare una discendenza al proprio marito, era causa di grande vergogna per una donna ed era vista come una punizione di Dio per i peccati commessi. Eppure Elisabetta è una donna “giusta davanti a Dio”, che “osservava irreprensibile tutte le leggi e le prescrizioni del Signore” (Lc 1,6). Elisabetta si è sempre sentita amata da Dio e non ha mai smesso di amare Dio, proprio vivendo nella fedeltà a quello che Lui le chiedeva; riuscendo, pur magari con tanta fatica e sofferenza, ad accettare anche la sua sterilità. E Dio ha guardato proprio a lei, disprezzata da tutti, e le ha concesso più di quanto lei si aspettava. Quella che era una “vergogna” (Lc 1,36) diventa il dono inaspettato (perché giunto ormai in tarda età) di un figlio che “sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto” (Lc 1,15-17). “Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,25). In questo Avvento, vogliamo chiedere a Maria SS.ma di insegnarci ad avere sempre fede in Dio e nel Suo grande Amore per noi, soprattutto quando la vita presenta situazioni o difficoltà che facciamo fatica ad accettare.

3. Gesù nasce nella povera grotta di Betlemme.

“I pastori furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: «Non temete… è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia»” (Lc 2,9-12). Ai pastori l’angelo dice: “Non temete!” perché, come Maria SS.ma, anche loro hanno “trovato grazia presso Dio”. Anche loro sono amati da Dio e il Salvatore è nato proprio per loro. E Dio dà loro “il” segno, perché essi possano credere: il Bambino avvolto in fasce. E Dio viene anche per me. Dio entra nella mia vita perché vuole incontrarsi proprio con me e non con qualcun altro, che sta accanto a me. Poi, attraverso di me, passerà anche agli altri: ma ora è qui per me. Lui, che è Dio, si fa Carne perché mi ama e sa che ho bisogno di un “segno”, di Qualcuno che io possa vedere e toccare, di Qualcuno che non abbia paura a farsi piccolo per vincere le mie paure e le mie resistenze, di Qualcuno con cui io possa parlare e piangere. E, se è vero che oggi non possiamo vedere Gesù Uomo, che cammina per le nostre città, è pur vero che Lo possiamo incontrare vivo e vero in particolare attraverso i Sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione. In questo Avvento chiediamo a Maria SS.ma di aiutarci a lasciarci amare e perdonare da Gesù attraverso una buona confessione, per imparare poi a stare con Lui e a nutrirci di Lui, vivo e vero nel Dono grande dell’Eucaristia.

4. Gesù Bambino è presentato al Tempio.

C'era anche una profetessa, Anna” (Lc2,36) quando Giuseppe e Maria SS.ma portano Gesù al Tempio, per offrirLo a Dio. Anna “non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere” (Lc 2,37). Anna è profetessa perché, stando alla presenza di Dio notte e giorno, riconosce il Messia in quel Bambino e “loda Dio e parla del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Lc 2,38), con le parole ma, soprattutto, con la sua vita.

Gesù ci chiede di pregare senza stancarci; la Madonna a Fatima ci chiede di fare penitenza per la salvezza delle anime. La preghiera continua del cuore – anche quando siamo al lavoro o stiamo con gli amici, il sacrificio che accettiamo di offrire – nascono da un cuore che si sente figlio di Dio, amato da Lui e che vuole ricambiare questo Suo Amore, perché anche altri Lo possano conoscere e amare. I Pastorelli di Fatima, dopo aver visto Dio triste per i peccati degli uomini e le tante anime che vanno all’inferno, fecero, di ogni situazione e di ogni istante, un’occasione per amare Dio e per offrirsi per le anime.

In questo Avvento, impegniamoci ogni giorno a crescere nell’amore per Gesù e per la Vergine Maria, perché tante anime, in prossimità del Natale, sentano il desiderio di avvicinarsi a Dio, che si fa piccolo Bambino per ciascuno di noi.

 5. Gesù è ritrovato fra i dottori del Tempio.

"Perché mi cercavate?” (Lc 2,49) è la domanda che Gesù rivolge a Maria SS.ma e a S. Giuseppe, quando Lo ritrovano a discutere con i dottori nel Tempio. Loro cercano Gesù perché Lui è il Tutto della loro vita. Gesù rivolge anche a noi questa domanda: “Perché Mi cercate?

Lo cerchiamo, perché crediamo che Lui è davvero il nostro Salvatore? Attendiamo davvero la nascita di Gesù? O l’Avvento, il Natale, la gioia e il clima di festa che caratterizzano questi giorni sono solo un’occasione – come tante altre – per fare festa, per sentirci tutti più buoni; ma poi tutto ritorna come prima? Gesù nasce, ma Lo abbiamo lasciato entrare davvero nella nostra vita?

Gesù si fa piccolo Bambino perché non abbiamo paura di Lui, perché Lo lasciamo entrare nel nostro cuore, mostrandoGli anche quello che di noi non ci piace o sappiamo che non ci fa bene, perché Lui ci possa aiutare a rendere davvero bella la nostra vita.

I Pastorelli hanno avuto la grazia di vedere la Madonna e di parlare con Lei, di ascoltare tutto il Suo Amore di Madre, che desidera il vero bene delle anime. E loro L’hanno fatta entrare nella loro vita. Amare Gesù e la Madonna e consolare i Loro Sacratissimi Cuori era il loro unico desiderio e impegno. Chiediamo a Maria SS.ma di aiutarci a lasciare entrare davvero Gesù nella nostra anima, perché nei nostri cuori possa trovare una culla accogliente, in questo Santo Natale.

 

 

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