Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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Meditando i misteri gloriosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria
MISTERI GLORIOSI
3 maggio 2025
1. Gesù risorge da morte.
“Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro... e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro”... Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?»” (Gv 20,1-15). Maria Maddalena rimane con lo sguardo fisso a quel sepolcro vuoto, perchè lei cerca un cadavere, non crede a quello che Gesù aveva detto ai Suoi, cioè che Lui doveva patire ma che poi, il terzo giorno, sarebbe risorto. È lo stesso Gesù che, chiedendole chi stia cercando, la costringe a voltarsi, a distogliere lo sguardo da quella tomba, per fissarLo su di Lui che, chiamandola per nome, la invita a riconoscerLo, davvero vivo, davvero Risorto. Gesù le chiede, però, di non trattenerLo e le affida la missione di annunciare la Sua Risurrezione agli Undici. È quello che dobbiamo fare anche noi. Se davvero abbiamo incontrato Cristo, se davvero la Sua presenza ha cambiato la nostra vita, non possiamo fare a meno di testimoniarlo agli altri. E non solo con le parole. Gesù, dicendo a Maria Maddalena che doveva ancora salire al Padre Suo, ha aiutato la Maddalena ad alzare il suo sguardo al Cielo, le ha ricordato che non siamo fatti solo per questa terra. Quante volte, invece, noi ci comportiamo come se non ci fosse il Cielo, come se tutto dovesse finire su questa terra. E ci affanniamo ad accumulare cose, affetti, piaceri, che magari ci parlano di Dio, ma non sono Lui e non riescono, di conseguenza, a saziare la nostra sete di Infinito, la nostra nostalgia di Lui. Sentiamo rivolta anche a noi quella domanda: “Chi cerchi?” e non restiamo a piangere su un sepolcro vuoto. Come Maria Maddalena, impariamo ad ascoltare la voce di Gesù che, nel nostro cuore, ci chiama per nome, ci invita a mettere solo in Lui la nostra speranza e ad aiutare chi ci sta accanto a fare altrettanto.
2. Gesù ascende al Cielo.
“Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi... essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava... due uomini in bianche vesti dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo»” (At 1,9-11). Sembra che gli Apostoli abbiano paura di aver perso per sempre Gesù. Dopo la delusione della Sua Passione e Morte in Croce, la Sua Risurrezione aveva ridato loro la speranza che Lui non li avrebbe abbandonati più. Ora si ritrovano di nuovo soli, eppure i due uomini in bianche vesti ricordano loro che Gesù tornerà. Gesù è risorto, la Sua è, ora, una “vita nuova” che non finirà più. E così è per noi. Come la morte non ha avuto l’ultima parola su Gesù, così non ce l’avrà su di noi. Il Paradiso, di cui il Signore ci ha parlato, è la méta, lo scopo, della nostra vita. Entrare nella vita eterna è il desiderio più grande di noi cristiani, non perché desideriamo la morte per se stessa, ma perché sentiamo nel nostro cuore la nostalgia di Dio e nulla su questa terra è capace di soddisfare pienamente questa attesa. Non disprezziamo la vita, ma riconosciamo che siamo fatti per qualcosa di più grande, per una vita immersa per sempre nell’Amore di Colui che ci ha creato. Eppure, dobbiamo continuamente ricordarci che la vita eterna inizia oggi, nella nostra vita quotidiana. È nelle scelte, piccole o grandi, di tutti i giorni, che decidiamo se amare Dio o meno. Quanto più, qui e ora, cerchiamo di vivere in Dio e con Dio, tanto più sperimenteremo domani la bellezza della vita eterna in Paradiso e non allʼInferno.
3. Lo Spirito Santo discende su Maria SS.ma e gli Apostoli riuniti in preghiera nel Cenacolo.
“Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui” (At 1,14). Gesù ci ha inviato il suo Spirito, perché da soli non possiamo fare nulla. Il peccato originale ci ha lasciato la ferita della concupiscenza, cioè l’incapacità di saper scegliere il nostro vero bene, se non cʼè l’aiuto di Dio. Quanto più cerchiamo di camminare da soli, tanto più dobbiamo ammettere che non ci riusciamo. Quante volte, infatti, ci ritroviamo in situazioni difficili o nel peccato perché facciamo scelte sbagliate. Abbiamo bisogno dell’aiuto della Grazia di Dio, che è quella disposizione stabile e soprannaturale, che perfeziona l'anima fino a renderla capace di vivere con Dio e di agire per Suo amore. La Grazia santificante è un dono che riceviamo nel Battesimo e ci accompagna lungo tutta la vita; ma, come tutti i doni che riceviamo, non si può lasciarla chiusa in un cassetto, va custodita e alimentata. Accostiamoci ai Sacramenti, in particolare a quelli della Confessione e della Comunione; non allontaniamoci mai da questo “santo cammino” e preghiamo con fede per imparare ad ascoltare la voce dello Spirito Santo che parla ai nostri cuori e ispira il nostro agire. Chiediamo a Maria SS.ma, a Lei che è la Sposa dello Spirito Santo, di ottenerci la grazia di essere docili alla Voce di Dio e di saper essere pronti a compiere la Sua Volontà, soprattutto quando facciamo fatica a comprenderla.
4. Maria SS.ma è assunta in Cielo in anima e corpo.
“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” (Ap 12,1). Contemplando Maria SS.ma assunta in Cielo, La immaginiamo circondata dagli Angeli e dai Santi nella gioia del Paradiso. Eppure, questa gioia di Maria SS.ma sarà davvero piena quando Lei vedrà anche ognuno di noi con Lei in Cielo. Ecco perché più volte Lei è apparsa chiedendoci preghiera e penitenza per la conversione dei peccatori. A Fatima, Maria SS.ma appare ai tre Pastorelli dicendo loro che “molte anime vanno all’inferno perché non c’è nessuno che preghi e si sacrifichi per loro”. In un’altra apparizione, Ella, “assunto un aspetto più triste, disse loro: «Non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso»” (ottobre 1917). Da queste parole e soprattutto dall’espressione del volto della Madonna, i Pastorelli comprendono che il dolore della Madonna è causato dalla Sua profonda partecipazione alla sofferenza di Dio Padre, già molto offeso a causa dei peccati degli uomini. Allora, anche le nostre preghiere, i nostri atti di riparazione, non dovrebbero essere gesti da compiere solo esteriormente, ma dovrebbero essere dettati dall'amore per Dio e per la nostra Mamma del Cielo. Se Maria SS.ma non può ignorare il dolore di Dio e si offre con Gesù per la salvezza delle anime, anche noi non possiamo non com-patire e consolare come meglio possiamo i SS. Cuori di Gesù e di Maria.
5. Maria SS.ma è incoronata Regina del Cielo e della terra.
“Salve Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra…”: è il saluto che rivolgiamo a Maria SS.ma in una delle più antiche preghiere mariane. Maria SS.ma è la nostra vita, la nostra dolcezza, la nostra speranza, e lo è perché è nostra Mamma. Ce L’ha donata Gesù dall’alto della Croce come Mamma e a Lei ci ha affidato come figli. “Eravamo peccatori e nemici di Dio. La Redenzione non solo ci libera dal peccato e ci riconcilia con il Signore: ci fa diventare figli, ci dà una Madre, la stessa che ha generato il Verbo secondo l'Umanità. Ci può essere amore più grande, più immenso? Dio desiderava redimerci, e disponeva di molti modi per eseguire la Sua santissima Volontà, nella Sua infinita Sapienza. Ne ha scelto uno che dissipa ogni possibile dubbio sulla nostra salvezza e sulla nostra glorificazione” (S. J.M Escrivá). Eppure, troppi ancora non riescono a guardare a Maria SS.ma come a una Mamma, ad amarLa come Mamma, ad affidare a Lei tutta la loro vita. Allora, a Fatima, Ella viene a ricordarci quello che è il desiderio di Dio, quando ai tre Pastorelli rivela che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Suo Cuore Immacolato. E ci promette anche che, alla fine, il Suo Cuore Immacolato trionferà. Accogliamo quella che è la Volontà di Dio e ringraziamoLo per averci dato Sua Madre come nostra Mamma. Consacriamoci al Suo Cuore Immacolato, mettiamo nelle Sue mani tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo. Ritorniamo a recitare il Santo Rosario tutti i giorni, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità.
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“Non c'è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.”
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La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)