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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri gaudiosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

MISTERI GAUDIOSI

6 settembre 2025

1. L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria SS.ma.

L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio»” (Lc 1,26-31). Maria SS.ma ha trovato grazia presso Dio perché Egli L’ha amata da sempre e per sempre così com’è, povera e piccola. L’ha scelta per essere la Madre di Dio e L’ha preservata dal Peccato Originale sin dallo stesso momento della Sua Concezione, per accogliere il Dono più prezioso: Gesù. Contempliamo la nostra Mamma Immacolata, così bella, purissima, umile, per riconoscere in Lei anche la nostra vocazione: lasciarci amare da Dio, lasciarci trasformare da Lui. Come ha fatto con Maria, Egli ha scelto anche noi, sin dalla creazione del mondo, per essere santi e immacolati nell’amore. Anche Maria SS.ma, pur sapendosi amata e scelta da Dio, rimane turbata dalle parole dell’Angelo. Ma, subito dopo, lascia spazio alla fede, mette la Sua vita nelle mani di Dio e si abbandona a Lui. “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). La Sua vita non diventa più facile e non Le sono risparmiate le sofferenze, ma Ella sa di non essere da sola. Non guarda a Se stessa, alle Sue capacità, ma si fida di Dio, della Sua Parola, perché nulla è impossibile a Lui. Impariamo da Lei. Se anche noi lasciamo fare a Dio, se non ci preoccupiamo di capire tutto subito, Egli può fare anche in noi e per noi cose grandi. Questa è l’unica condizione: credere che Dio ci ama di un Amore infinito, che Lui è un Padre buono. È la gioia che fa esultare Maria, la gioia di sentirsi amati e scelti da Dio. Sì, il Signore ha scelto Maria SS.ma, ma ha scelto anche ciascuno di noi, così poveri e con tanti peccati. RingraziamoLo, con Maria SS.ma, di non essersi mai fermato di fronte alla nostra povertà, ma di averci donato ogni volta la Sua Misericordia!

2. La visita di Maria SS.ma alla cugina s. Elisabetta.

Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono»” (Lc 1,46-50). “Maria non si attarda a rispondere al saluto di Elisabetta, non entra in dialogo con gli uomini. Ella raccoglie la Sua anima e la inabissa nell’Infinito che è Dio Onnipotente e Santo, visto, con infinita fiducia, come «suo Salvatore», come un Dio per la creatura. Nel Magnificat, Maria si sente guardata da Dio, entra Ella stessa in quello sguardo, si vede come La vede Dio. E si percepisce come un piccolo nulla che Dio si è degnato di guardare. Maria non attribuisce l’elezione divina alla sua virtù, ma al favore divino, alla grazia. Da questo sguardo di Dio, di sé e della verità, si sprigiona la gioia del Magnificat. Gioia prorompente della Verità, gioia per l’agire divino, gioia della lode pura e gratuita. Maria magnifica Dio per Se stesso, anche se Lo magnifica per ciò che ha fatto in Lei, cioè a partire dalla sua esperienza. Il giubilo di Maria è il giubilo di sentirsi creatura amata dal Creatore, al servizio di Dio, dell’Amore, della bellezza, dell’eternità. È la pienezza della gioia” (card. R. Cantalamessa). Ed è la stessa gioia intima e profonda che vivranno i Pastorelli di Fatima il 13 maggio: la Madonna aprirà le Sue mani e da esse uscirà una luce che penetrerà nel loro intimo, così che si sentiranno immersi in Dio come quando una persona si contempla allo specchio. Più tardi, il piccolo Francesco dirà: “Noi stavamo ardendo in quella luce che è Dio e non ci bruciavamo. Com’è Dio! Non si può dire. Questo sì, che noi non lo potremo mai dire!”.

3. Gesù nasce nella povera grotta di Betlemme.

Egli era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne tra i Suoi, ma i Suoi non L’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome” (Gv 1,10-12). Siamo noi che ci diciamo cristiani, che apparteniamo a Gesù e siamo proprio noi che tante volte non Lo accogliamo, come quando diciamo: Cristo sì, la Chiesa no; quando viviamo solo quello che ci fa comodo degli insegnamenti di Gesù; quando non siamo disposti a lasciarci trasformare dalla Sua Grazia.  “Cristo è venuto per tutti. Ma Cristo sarà raggiunto solo da chi vuole raggiungerLo. La Sua salvezza non ci sarà data senza una nostra cooperazione, non è automatica la sua salvezza. Non è un dono imposto a chi non vuole riceverlo. Anzi, la venuta di Cristo fa risaltare, come una scelta drammatica, la vocazione della nostra libertà nel gioco della nostra salvezza. Chiamati a un soprannaturale destino, siamo liberi, siamo responsabili, della scelta con cui noi Lo accogliamo o Lo respingiamo”. (Paolo VI, 25/12/1960). La libertà è dono meraviglioso e, nello stesso tempo, drammatico, perché possiamo decidere di accogliere Gesù nella nostra vita o di ignorarne addirittura la presenza o l'esistenza, come se Lui nulla avesse a che fare con noi. Non si tratta di scegliere genericamente tra il bene e il male. Siamo chiamati a stare dalla parte di Gesù Cristo non solo con le nostre parole, ma con la testimonianza concreta della nostra vita. Come Maria SS.ma e come gli Apostoli, anche noi siamo chiamati a essere sale della terra e luce del mondo, per mostrare a un mondo che ha sete di Dio la bellezza di essere davvero Suoi, di vivere da figli di Dio. È la grande scelta che si fa concreta nella vita di ciascuno di noi. Chiediamo a Maria SS.ma di ottenerci da Dio il dono di una fede forte e di una sincera conversione a Lui.

 4. Gesù Bambino è presentato al Tempio.

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione… e anche a te una spada trafiggerà l’anima»” (Lc 2,35). Simeone sa che quel Bimbo che tiene tra le Sue braccia è la Salvezza che Dio ha preparato davanti a tutti i popoli, ma anche che sarà segno di contraddizione per tanti che non sapranno arrendersi al Suo Amore e alla Sua Misericordia. È un incontro di gioia e di dolore, perché questo uomo giusto già profetizza il rifiuto a cui quel piccolo Bambino andrà incontro. E non solo Lui: anche per Sua Madre Maria c’è una spada già pronta a trafiggere il Suo Cuore Immacolato. “Per stare sotto la croce di Gesù senza disperare, senza bestemmiare, senza scagliarsi contro i carnefici, Sua Madre avrà avuto bisogno di meditare per lunghi anni le parole di Simeone, parole che ci insegnano che il dolore non è la contraddizione dell’Amore, ma l’esperienza che si fa quando l’Amore è contraddetto. Il dolore non nega l’Amore, ma è l’Amore negato a generare dolore” (S. C. Vallati). È questo dolore che i Pastorelli di Fatima coglieranno sul volto della Madonna, quando Lei stessa chiederà di non offendere più Nostro Signore che è già troppo offeso. È il dolore per il rifiuto dell’Amore di Dio che si imprimerà come spada anche nel cuore di questi tre bambini e che li renderà eroici nel loro soffrire e offrire per consolare il Cuore di Dio, tanto triste per i peccati degli uomini. Chiediamo a Maria SS.ma e ai Pastorelli di aiutarci a comprendere, almeno un po’, la profondità del dolore del Cuore di Dio e del Suo Cuore Immacolato, per riuscire ad offrire le nostre piccole spade e contraddizioni per la salvezza di tante anime.

5. Gesù è ritrovato fra i dottori del Tempio.

Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore” (2,51). “Il cuore è il santuario più intimo della persona, il luogo degli affetti ma anche delle decisioni. Nel cuore dell’uomo maturano le scelte che possono fare della vita una scalata verso il Cielo oppure quelle che abbruttiscono la nostra esistenza. L’uomo può comportarsi come gli angeli, ma può anche compiere le opere del demonio. Tutto questo accade perché l’uomo permette al diavolo di entrare nel santuario della sua coscienza e seminare dubbi o propositi malvagi. È un continuo combattimento. È assolutamente necessario imparare a custodire il cuore. Il Cuore Immacolato di Maria è un cuore in cui il peccato non è mai entrato, non c’è in esso niente che offusca la presenza di Dio, niente che impedisce a Dio di essere Dio. Maria è il Tempio santo di Dio. Il Suo segreto è l’umiltà. La Vergine non crede di poter fare da sola, non si attribuisce alcun merito, ma si lascia plasmare dallo Spirito, ascolta e accoglie la Parola, anche quando non comprende. Anche un Cuore Immacolato come il Suo, un Cuore cioè dove Dio ha stabile dimora, non comprende tutto e subito. Ma Ella non si stanca di meditare sugli eventi, chiede a Dio di comprendere perché vuole fare sempre e solo la Sua volontà. Il Cuore Immacolato di Maria è un cuore pieno di Dio, colmo di luce e perciò anche colmo di amore, di gioia, di speranza. Non basta evitare il peccato, dobbiamo riempire la vita di Dio. Dove c’è Dio, non c’è spazio per il peccato. E, se per un attimo s’intrufola, subito viene cacciato fuori perché lo Spirito Santo, che interiormente illumina le nostre scelte, non sopporta alcuna convivenza con il male e ci sospinge a vivere nella più assoluta fedeltà. Affidandoci all’intercessione della nostra dolcissima Madre, chiediamo anche noi la grazia di allontanare con decisione ogni male e di custodire tenacemente il desiderio della santità” (S. Longobardi).

 

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