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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri dolorosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

MISTERI DOLOROSI

 

PRIMO MISTERO: Gesù prega e suda sangue nell’orto degli Ulivi

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani. E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me»” (Lc 22,36-38). Maria SS.ma, dopo la sepoltura di Gesù, era ritornata nel Cenacolo dove Giovanni Le aveva raccontato tutto quello che era successo dopo quell’ultima Cena, quando Gesù si era diretto al Getsemani per pregare, per prepararsi alla Sua ora. Gesù aveva chiesto a lui, Giacomo e Pietro di vegliare con Lui, perché la Sua anima era triste fino alla morte. E, invece, si erano addormentati tutti e tre e Gesù era rimasto solo. Povero Giovanni, ancora non si capacitava di come potesse essersi addormentato! Lui, il discepolo amato, aveva posato il suo capo sul Cuore di Gesù, quando Egli aveva annunciato loro il tradimento di Giuda. Voleva consolare il Suo Maestro, voleva, con quel gesto, rinnovarGli tutto il suo affetto, confermarGli la sua fedeltà. Ma, dopo pochi istanti, anche lui si era trovato a dover constatare la sua debolezza, l’incapacità di vegliare un’ora sola con Lui. Eppure, Gesù non li aveva giudicati, ma aveva avuto compassione di loro, anche in quel momento, in cui era Lui ad aver bisogno, più di qualunque altro, di compassione. Maria SS.ma prende tra le Sue mani il capo di Giovanni, se lo stringe al Cuore, quasi fosse il Suo Gesù, e gli ricorda come, dall’alto della Croce, Gesù, proprio a lui, avesse rivolto quelle amorevoli ultime parole: “Figlio, ecco Tua Madre!”. Egli aveva già perdonato quella sua debolezza: ora era importante affidare la Sua Mamma a qualcuno che La sapesse davvero amare e consolare, dopo la Sua salita al Cielo. Gesù ha affidato Sua Madre non solo a Giovanni, ma anche a ciascuno di noi. Egli ci chiede di amarLa e di esserLe grati per tutto il dolore che anche Lei ha sofferto e offerto per noi nella Sua Passione.

 

SECONDO MISTERO: Gesù è flagellato alla colonna

Quanto sangue aveva versato Gesù quando era stato flagellato, quante ferite avevano scavato ogni centimetro del Suo corpo immacolato! Maria SS.ma avrebbe voluto poter raccogliere in un calice anche quel sangue, per offrirlo a Dio Padre a salvezza delle anime – così come Gesù, nell’ultima Cena, aveva consacrato il pane e il vino, dicendo ai Suoi: “Questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi! Questo è il mio sangue, versato per voi”–.  Lì, in quel cortile dove Gesù era stato flagellato, quella consacrazione era diventata realtà: quel Corpo era stato davvero spezzato, il Suo Sangue era stato davvero versato. Gesù si era offerto anima e corpo a Dio Padre in sacrificio, perché ognuno di noi fosse redento e nell’anima e nel corpo. Quel Corpo, cui Lei, Maria SS.ma, aveva dato carne e sangue, Ella lo aveva stretto per l’ultima volta, senza vita, tra le Sue braccia, dopo che Lo avevano deposto dalla Croce. Lì, nel Cenacolo, dove Gesù aveva istituito il Sacramento dell’Amore, Maria SS.ma, ora, contempla la mensa su cui, per la prima volta, l’Eucaristia è stata celebrata. E pensa all’Amore grande di Gesù, che non aveva voluto lasciare soli i Suoi, ai quali aveva affidato questo Sacramento, per nutrirsi di Lui, per adorarLo, per riceverne Grazia e forza. La Vergine ha nel Suo Cuore, però, anche un dolore grande, perché sa che tanti sarebbero stati indifferenti a questo grande Sacramento, Lo avrebbero oltraggiato e disprezzato, così come avevano deriso, insultato, oltraggiato il Suo Gesù sulla Croce. Ed Ella ritorna ai piedi della Croce, dove rimarrà per sempre a raccogliere il Sangue che scaturisce come sorgente inesauribile di misericordia dal Cuore trafitto di Gesù, per riversarLo su tutte le anime che si avvicineranno al Sacramento della Confessione e ne riceveranno salvezza. E sarà, come Madre, accanto a ogni Tabernacolo della terra, perché il Suo Gesù non resti mai più solo, abbandonato, dimenticato. Anche questo è un dolore, che sempre si rinnova per Gesù e per Maria SS.ma, un dolore che ha bisogno di essere riparato.

 

TERZO MISTERO: Gesù è coronato di pungentissime spine

Maria SS.ma, raccolta in preghiera nel Cenacolo, custodisce e medita nel Suo Cuore tutti i ricordi di quel lungo Venerdì Santo. Ella prende tra le mani la corona di spine che ha tolto dalla testa di Gesù, dopo che Lo avevano deposto dalla Croce. Quanto dolore devono averGli provocato tutte quelle spine, così lunghe e pungenti! Quanto Sangue hanno fatto sgorgare anche dal capo del Suo Gesù. Eppure, anche se ora Lui riposa nella pace del sepolcro, Ella sa che quelle spine continueranno a trafiggere il Cuore di Gesù, oltre che il Suo Cuore di Madre. Le spine dell’orgoglio e della superbia, che inducono l’uomo a ribellarsi a Dio; le spine della poca fede e della poca coerenza di vita, anche da parte di tanti cattolici, nei confronti della Verità che Gesù ci ha rivelato. Maria SS.ma soffre, perché sa che così gli uomini rischiano di perdere quel Paradiso che Gesù ci aveva voluto riaprire con la Sua Passione, Morte e Risurrezione. Soffre, perché tante anime vanno all’inferno e non c’è nessuno che preghi e si sacrifichi per loro. Ecco perché a Fatima ci supplica di non offendere più Dio e ci chiede di accettare tutto quello che il Signore vorrà mandare in atto di riparazione per i peccati con cui Egli – sempre di più, oggi – è offeso e di supplica per la conversione dei poveri peccatori.

 

QUARTO MISTERO: Gesù porta la pesante croce al Calvario

Maria SS.ma aveva visto Gesù cadere più volte sulla via verso il Calvario. Il Suo corpo, già martoriato dai flagelli dei soldati e gravato dal peso della croce, era stremato e inciampava facilmente sulle pietre che costellavano quel sentiero. Col Cuore trafitto dal dolore, Ella si avvicina a Lui per un istante, Lo contempla per trovare nuova forza nell’accettare il Suo dolore, e per dare, con la Sua presenza e il Suo amore, nuovo coraggio al Figlio Suo, per continuare l'opera della Redenzione. Non si dicono una parola, ma quante cose si sono dette i Loro Cuori, con un unico sguardo! Ed entrambi rinnovano il loro “Sì!” pieno di amore e di dolore, alla Volontà del Padre. Poi, solo una donna, la Veronica, aveva avuto il coraggio di affrontare le guardie che circondavano Gesù, per andare, almeno, ad asciugarGli il volto ricoperto di sangue, di polvere e di sputi. Quanta gratitudine c’era nel Cuore di Maria SS.ma nei confronti di quella donna! In mezzo a tanto disprezzo, Gesù aveva finalmente trovato un cuore che, spontaneamente e generosamente, aveva avuto compassione di Lui, aveva saputo riparare a tanta ingratitudine, a tanti oltraggi con un piccolo gesto d’amore. E Gesù aveva voluto dirle il Suo “Grazie!” lasciando impresso in quel lino l’immagine del Suo volto tumefatto. Maria SS.ma ora baciava quel lino, che Le aveva portato la Veronica, se Lo stringeva al Cuore, perché voleva anche Lei imprimere nella Sua mente i lineamenti del Volto di Suo Figlio, sfigurato, sì, ma per Amore. Quel Volto che Lei, ne era sicura, avrebbe rivisto all’alba del terzo giorno, quando Lui sarebbe risorto. Lui sarebbe risorto! Era questa la ferma certezza della Sua fede, l’ancora sicura della Sua speranza, in quel lungo Sabato Santo di attesa e di silenzio.

  

QUINTO MISTERO: Gesù è crocefisso e muore in croce

Donna, ecco tuo figlio!”. Con quale dolcezza Gesù aveva pronunciato quelle parole. Quanto Amore c’era in quel Suo testamento spirituale, con cui ci affidava tutti al Cuore Immacolato di Sua Madre! Gesù ci ha consacrato a Lei perché ci guidasse nel cammino per arrivare a Dio. Lui ha voluto che il Cuore di Sua Madre fosse il nostro rifugio. Lì, dall’alto di quella croce, Lui ci ha resi figli di Sua Madre. Felice colpa!, canta la Chiesa nella Veglia di Pasqua, “perché ci ha fatto ottenere un così grande Redentore. Colpa felice, possiamo anche aggiungere, che ci ha meritato di ricevere per Madre la Madonna. Ormai non abbiamo più nulla da temere, niente ci deve preoccupare: perché la Madonna, incoronata Regina del cielo e della terra – proprio ai piedi di quella Croce – è l'onnipotenza supplicante davanti a Dio. Gesù non può negare nulla a Maria, e neppure a noi, figli della Sua stessa Madre” (S. J. Escrivá). Come, all’inizio dei tempi, la Sua Parola aveva creato la luce, le acque, gli animali, così, sulla Croce, è la Parola stessa di Gesù che fa di tutti noi figli di Maria e di Maria la Madre di tutti noi. E come la Parola di Dio è irrevocabile, così la maternità di Maria SS.ma è per sempre. Sin dal momento del concepimento di Gesù, nel Suo seno verginale, Maria SS.ma era vissuta cuore a cuore con Lui, per nove mesi; Gli era rimasta accanto nei trent’anni della Sua vita nascosta a Nazareth. Ogni palpito, del Cuore di Gesù, era un palpito del Cuore di Maria SS.ma. In Cielo, Maria SS.ma è ancora più unita a Gesù e i desideri del Cuore di Gesù sono i desideri del Cuore di Maria. Il dolore del Cuore di Gesù per le anime che si perdono è il dolore del Cuore di Maria. Perché, come il Cuore di Gesù freme di compassione e misericordia per ciascuno di noi, così il Cuore di Sua Madre. Ringraziamo Gesù per averci dato Sua Madre come Mamma. Ringraziamo Maria SS.ma per essere la nostra Mamma.   

 

 

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