Pillole di SpiritualiTà
Maria edifica continuamente la Chiesa, la aduna, la mantiene unita. (San Josemaria Escrivà)
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Meditando i misteri gaudiosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria
PRIMO MISTERO: L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria SS.ma
“Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»” (Lc 1,38). Maria SS.ma risponde all’annuncio dell’angelo Gabriele con la sua piena e totale disponibilità. Eppure, pur avendo detto il Suo “Sì”, per ora non deve fare nulla e non si propone di fare qualcosa. Maria SS.ma semplicemente lascia che in Lei avvenga quello che Le ha detto l’Angelo. Maria SS.ma si affida, cioè, a Dio, si mette nelle mani di Dio, perché Lui possa realizzare in Lei e con Lei tutto ciò che Le ha chiesto. Quanta fatica, invece, facciamo noi non solo a dire il nostro “Sì” a Dio, ma anche ad abbandonarci a Lui, a mettere la nostra vita nelle Sue mani. Quanta fatica facciamo a mollare il controllo delle cose e delle persone che ci stanno accanto… eppure, siamo anche ben consapevoli di tutti i guai che riusciamo a combinare proprio nel tentativo di mantenere questo controllo… Anche noi, forse, in queste occasioni diamo ascolto a quelle stesse parole che il serpente aveva insinuato nel cuore di Adamo ed Eva: “Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male” (Gn 3,5). Anche noi, tante volte, mangiamo di quel frutto che il serpente ci mette davanti perché, anche in noi, è forte il dubbio che Dio non ci voglia bene, che ci voglia sottomessi a Lui e che non ci voglia felici… Quale differenza con Maria SS.ma, che, neanche sotto la Croce, dubiterà mai dell’Amore di Dio per Lei. Quale fede riempie il Suo Cuore di Figlia, la stessa fede che anche a noi è stata donata nel Battesimo e che dobbiamo accrescere, come ha fatto Lei, proprio attraverso la preghiera e l’abbandono filiale in Dio nelle piccole cose di tutti i giorni, nelle situazioni concrete che ci troviamo a vivere.
SECONDO MISTERO: La visita di Maria SS.ma alla cugina s. Elisabetta
“Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore, mio Salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva… Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente” (Lc 1,46-49). Maria SS.ma canta le grandi cose che Dio ha potuto fare in Lei e per Lei proprio perché ha lasciato che Lui guardasse l’umiltà della Sua serva. Maria SS.ma non si è nascosta, come Adamo ed Eva, dallo sguardo di Dio, non si è vergognata della Sua povertà, della Sua piccolezza. È quando riconosciamo e accettiamo la nostra povertà che Dio può riempirci del Suo Tutto. Infatti, “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti” (1Cor 1,26-27). Anche a noi, come a S. Paolo, Egli dice: “Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza”. Allora, non avremo paura di riconoscere davanti a Lui le nostre debolezze perché, solo così, Lui potrà manifestare in noi la Sua onnipotenza. E nelle debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo, sapremo rimanere nella pace che è nel cuore di chi si abbandona a Dio. Anche nella vita di tanti nostri fratelli e sorelle Santi, Dio ha potuto fare grandi cose in loro e per loro perché anch’essi hanno lasciato che Dio guardasse il loro nulla per riempirli di Lui che è il Tutto. Quanto, anche noi, dovremmo imparare dall’atteggiamento di Maria SS.ma e dei Santi, quell’essere come bambini che anche Gesù ci ha chiesto di fare nostro. Con Maria SS.ma, preghiamo con le parole del Salmo 131, per ottenere questa umiltà vera e sincera del cuore: “Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia. Speri Israele nel Signore, ora e sempre”.
TERZO MISTERO: Gesù nasce nella povera grotta di Betlemme
“I pastori… trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia” (Lc 2,16). “Mediante il «sì» di Maria SS.ma e attraverso la Sua maternità Dio è con noi. Dio con noi: questo è il nome per il Figlio di Dio, che è venuto in questo mondo e che attraverso la sua presenza santifica ogni realtà umana e la apre a Dio. Questo vale anche per… la famiglia. La Chiesa è convinta che il benessere della società e quello proprio siano strettamente legati al benessere della famiglia… Un matrimonio che sia entrato in crisi; un matrimonio che dal punto di vista umano è prossimo alla rovina… può essere salvato dai coniugi solo a condizione che essi sappiano perdonarsi a vicenda e operino con perseveranza verso una riconciliazione. Quando in una famiglia nascono conflitti tra giovani e anziani, tra padre o madre e figlio o figlia, questi devono essere risolti nella vicendevole comprensione e nel vicendevole perdono. Ragazzi e adolescenti, padri e madri, non siate mai troppo orgogliosi o troppo testardi, tanto da non essere in grado di tendervi la mano per la riconciliazione, quando ha avuto luogo una discussione! Non siate ostinati e non portate rancore quando si tratta di risolvere una lite! È però parte essenziale di tutto ciò la riconciliazione con Dio mediante una buona confessione personale, dato che ogni offesa recata al nostro prossimo è anche un’offesa recata a Dio, di cui siamo tutti creature amate. Quindi, non escludete Dio nella riconciliazione tra gli uomini e afferrate quel mezzo di salvezza che si chiama confessione e che dona la pace interiore, che solo il Signore può dare! Matrimonio e famiglia possono rispondere alla loro altissima chiamata cristiana solamente quando la pratica regolare della conversione e confessione personale e della riconciliazione hanno il loro posto fisso nella vita dei coniugi e dei membri della famiglia” (s. Giovanni Paolo II, 8/9/1985).
QUARTO MISTERO: Gesù Bambino è presentato al Tempio
“Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «E anche a te una spada trafiggerà l’anima»” (Lc 2,35). “Maria è la creatura che in modo unico ha spalancato la porta al Suo Creatore, si è messa nelle Sue mani, senza limiti. Ella vive interamente della e nella relazione con il Signore; è in atteggiamento di ascolto, attenta a cogliere i segni di Dio nel cammino del Suo popolo; è inserita in una storia di fede e di speranza nelle promesse di Dio, che costituisce il tessuto della sua esistenza. E si sottomette liberamente alla parola ricevuta, alla volontà divina nell’obbedienza della fede… Maria diventa modello e madre di tutti i credenti. Colui che - come Maria SS.ma – è aperto in modo totale a Dio, giunge ad accettare il volere divino, anche se è misterioso, anche se spesso non corrisponde al proprio volere ed è una spada che trafigge l’anima, come profeticamente dirà il vecchio Simeone a Maria, al momento in cui Gesù viene presentato al Tempio. Così è per Maria, la Sua fede vive la gioia dell’Annunciazione, ma passa anche attraverso il buio della crocifissione del Figlio, per poter giungere fino alla luce della Risurrezione. Non è diverso anche per il cammino di fede di ognuno di noi: incontriamo momenti di luce, ma incontriamo anche passaggi in cui Dio sembra assente, il Suo silenzio pesa nel nostro cuore e la Sua volontà non corrisponde alla nostra, a quello che noi vorremmo. Ma quanto più ci apriamo a Dio, accogliamo il dono della fede, poniamo totalmente in Lui la nostra fiducia - come Maria - tanto più Egli ci rende capaci, con la Sua presenza, di vivere ogni situazione della vita nella pace e nella certezza della Sua fedeltà e del Suo amore. Questo però significa uscire da se stessi e dai propri progetti, perché la Parola di Dio sia la lampada che guida i nostri pensieri e le nostre azioni” (Benedetto XVI, 19/12/2012).
QUINTO MISTERO: Gesù è ritrovato fra i dottori del Tempio
“Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?” (Lc 2,48-49). “Maria deve rinnovare la fede profonda con cui ha detto «sì» nell’Annunciazione; deve accettare che la precedenza l’abbia il Padre vero e proprio di Gesù; deve saper lasciare libero quel Figlio che ha generato perché segua la sua missione. E il «sì» di Maria alla volontà di Dio, nell’obbedienza della fede, si ripete lungo tutta la Sua vita, fino al momento più difficile, quello della Croce. Come ha potuto vivere Maria questo cammino accanto al Figlio con una fede così salda, anche nelle oscurità, senza perdere la piena fiducia nell’azione di Dio? Nell’Annunciazione Ella rimane turbata ascoltando le parole dell’angelo: è il timore che l’uomo prova quando viene toccato dalla vicinanza di Dio, ma non è l’atteggiamento di chi ha paura davanti a ciò che Dio può chiedere. Maria entra in intimo dialogo con la Parola di Dio, si sofferma, la lascia penetrare nella sua mente e nel suo cuore per comprendere ciò che il Signore vuole da lei. E, poi, Maria «custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore», riconoscendo che tutto proviene dalla volontà di Dio. Maria sa guardare in profondità, si lascia interpellare dagli eventi, li discerne, e acquista quella comprensione che solo la fede può garantire. È l’umiltà profonda della fede obbediente di Maria, che accoglie in sé anche ciò che non comprende dell’agire di Dio, lasciando che sia Dio ad aprirle la mente e il cuore. È proprio per la Sua fede che tutte le generazioni la chiameranno beata” (Benedetto XVI, 19/12/2012).
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Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
Maria edifica continuamente la Chiesa, la aduna, la mantiene unita. (San Josemaria Escrivà)