Pillole di SpiritualiTà
Maria edifica continuamente la Chiesa, la aduna, la mantiene unita. (San Josemaria Escrivà)
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Meditando i misteri gaudiosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria
PRIMO MISTERO: L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria SS.ma
“Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole Maria rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù».” (Lc 1,28-31). L’angelo Gabriele invita Maria SS.ma a rallegrarsi perché il Signore è con Lei: è questo lo straordinario annuncio che Ella riceve, ancora prima del fatto che sarebbe diventata la Madre del Figlio di Dio. “Dio è con noi”: questa è la sorprendente bellezza di una vita vissuta con Dio, che tanti Santi anche dei nostri giorni hanno sperimentato. E se Dio è con noi chi sarà contro di noi? Se Dio è con noi non avremo paura di aprire, anzi, spalancare le porte del nostro cuore e della nostra vita a Cristo. Anche quando ci chiederà quello che è impossibile agli uomini, ma non a Lui, come per Maria SS.ma che, pur Vergine, ha concepito e dato alla luce un figlio. Come, allora, non rispondere all’Amore con l’amore? Maria SS.ma, con tanta umiltà ma anche con tanto coraggio, dice il Suo “Eccomi, sono la serva del Signore! Avvenga di me quello che hai detto!” Maria SS.ma risponde all’angelo Gabriele con le stesse parole che noi ogni giorno preghiamo nel Padre Nostro. È l’obbedienza pronta e generosa che Ella vive, non come un burattino nelle mani di Dio, ma chiedendo all’angelo Gabriele come tutto ciò sia possibile. Maria SS.ma non manca di fede, ma vuole compiere la Volontà di Dio impegnando tutta Se stessa, tutte la Sua persona nel compiere al meglio quello che Dio Le chiede. Ella non pretende nessuna garanzia, neppure che Le sia spiegato tutto. Le basta quel “Non temere… perché hai trovato grazia presso Dio”. Non sa qual è la méta, ma sa in Chi ha posto la Sua fiducia. E questo Le basta. Chiediamole di aiutarci a compiere – anche noi – la Volontà di Dio con la Sua stessa fede, umiltà e coraggio.
SECONDO MISTERO: La visita di Maria SS.ma a s. Elisabetta
“Allora Maria disse: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata»” (Lc 1,46). La cugina Elisabetta è la prima a proclamare Maria SS.ma beata perché ha creduto. Gesù stesso, un giorno, avrebbe lodato Sua Madre non tanto perché Lo aveva portato in grembo e allattato, quanto piuttosto perché – Lei per prima – era tra quelli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica. Anche noi cristiani, oggi, guardiamo a Maria SS.ma per riconoscere le grandi cose che Dio ha compiuto in Lei. Gesù stesso, donandocela come Mamma dall’alto della Croce, ci invita anche ad affidarci a Lei come figli e a ricorrere a Lei nelle nostre necessità. “Tu che nella instabilità della vita presente ti accorgi di essere sballottato dalle tempeste, senza un punto sicuro a cui appoggiarti, tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa Stella, se non vuoi essere spazzato via dagli uragani. Se insorgono i venti della tentazione e vai a sbattere tra gli scogli della tribolazione, guarda la stella e invoca Maria. Se sei spinto qua e là dalle onde della superbia, dell'ambizione, della calunnia, dell'invidia, guarda la stella e invoca Maria. Se l'ira, l'avarizia, la concupiscenza della carne squassano la navicella del tuo spirito, guarda a Maria. Se, turbato per l'enormità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, atterrito per il timore del giudizio di Dio, incominci a precipitare nel baratro della tristezza e nell'abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria. Maria sia sempre nella tua bocca e nel tuo cuore; e per impetrare il soccorso della sua preghiera, non dimenticare i suoi insegnamenti. Se la segui, non smarrirai la via; se la preghi, non dispererai; se la pensi, non ti perderai; se ti sostiene, non cadrai; se ti protegge, non temerai; se ti guida, non ti affaticherai; se ti è propizia, giungerai alla meta” (s. Bernardo).
TERZO MISTERO: Gesù Bambino nasce nella povera grotta di Betlemme
“Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per Maria i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo” (Lc 2,6-7). Quale delicatezza avrà avuto Maria SS.ma nel prendere tra le Sue braccia il piccolo Gesù, quale cura nell’avvolgerlo in quelle povere fasce, che Lei stessa aveva preparato con tanto amore e che dovevano proteggerlo dalla paglia pungente della mangiatoia. Quale desiderio di riscaldarlo, stringendoselo al cuore, riparandolo dal freddo che circondava quella povera grotta. Ella, ancor più, soffriva per l’indifferenza degli abitanti di Betlemme, per l’odio di Erode che, di lì a poco, saputo della Sua nascita, avrebbe tramato per ucciderlo. Quanto dolore in quel Cuore di Madre nel vedere il Figlio di Dio incarnarsi per noi uomini ed essere, allo stesso tempo, rifiutato dalla maggior parte di loro. Non c’era posto per Lui, allora; ma, ancora oggi, tanti non vogliono fare posto a Gesù nella loro vita. Quante volte Gesù è presente nei Tabernacoli delle nostre Chiese, ma è lasciato lì, da Solo, ora dopo ora, giorno dopo giorno, nell’indifferenza più totale… Maria SS.ma è lì, accanto a quel Tabernacolo, a far compagnia a Gesù, a consolarlo per tanta indifferenza, per tanto odio. Ma chiede anche a noi di riparare a tanto freddo, che circonda il Cuore di Gesù, con i nostri piccoli atti d’amore, con le giaculatorie, con le comunioni spirituali. Maria SS.ma ci chiede di riparare a tanti oltraggi, sacrilegi, indifferenze che fanno soffrire Gesù nella SS. Eucaristia, preparandoci con devozione a riceverlo nella S. Comunione, ringraziandolo dopo averlo accolto nel nostro cuore, andando a fargli compagnia, quando possiamo, nella Chiesa del nostro paese.
QUARTO MISTERO: Gesù Bambino è presentato al Tempio
“Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «E anche a te una spada trafiggerà l'anima»” (Lc 2,34-35). “Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, il centurione gli aprì il costato, ormai non poteva più recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te trapassò l'anima. L'anima di Lui non era più là, ma la tua non se ne poteva assolutamente staccare. Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e così non senza ragione ti possiamo chiamare più che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio superò di molto, nell'intensità, le sofferenze fisiche del martirio. Non fu forse per te più che una spada quella parola? Ti fu detto infatti: «Donna, ecco i tuo figlio» (Gv 19, 26). Quale scambio! Ti viene dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del figlio di Dio, un semplice uomo al posto del Dio vero. Come l'ascolto di queste parole non avrebbe trapassato la tua anima tanto sensibile, quando il solo ricordo riesce a spezzare anche i nostri cuori, che pure sono di pietra e di ferro? Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria è stata martire nello spirito. San Paolo includeva tra le più grandi colpe dei pagani il fatto che essi furono privi di affetto per Gesù. Questa colpa è stata ben lontana dal cuore di Maria, e sia ben lontana anche da quello dei suoi umili devoti. Qualcuno potrebbe forse obiettare: ma non sapeva essa già prima che Gesù sarebbe morto? Certo. Non era forse certa che sarebbe ben presto risorto? Senza dubbio e con la più ferma fiducia. E nonostante ciò soffrì quando fu crocifisso? Sicuramente e in modo veramente terribile. Del resto, chi sei mai tu, fratello, e quale strano genere di sapienza è il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Figlio, più che del dolore del Figlio stesso di Maria? Egli ha potuto morire anche nel corpo, e questa non ha potuto morire con Lui nel suo cuore? Nel Figlio operò l'amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l'amore, al quale dopo quello di Cristo nessun altro amore si può paragonare” (s. Bernardo).
QUINTO MISTERO: Gesù è ritrovato fra i Dottori del Tempio
“Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.” (Lc 2,48-51). Quanto forte ci appare la risposta che Gesù dà a sua Madre, nonostante lo stupore e l’angoscia che Egli vede dipinte sul suo volto. Gesù vuole ricordare a Maria SS.ma che Egli è suo Figlio, e come tale La ama di un amore tenero e profondo. Ma, allo stesso tempo, è Figlio di Dio, e, come tale, deve occuparsi delle cose del Padre Suo, deve compiere la sua missione, cioè la Redenzione dell’umanità. Ogni istante della vita di Gesù, dal suo concepimento alla sua Ascensione al Cielo, è stato un continuo occuparsi delle cose del Padre Suo, un continuo portare avanti l’opera della Redenzione. In questa sua continua obbedienza al Padre, Gesù non è stato un esempio solo per Maria e Giuseppe – a cui non fu risparmiata la fatica di comprendere le sue parole, il suo modo di fare – .
Gesù insegna, anche a noi, a essere continuamente impegnati a occuparci delle cose del Padre nostro, di Dio. Gesù, con la sua vita, ci mostra come anche la mostra vita deve essere un continuo atto di offerta e di redenzione, per la salvezza delle anime. Maria Santissima ce lo è venuto a ricordare a Fatima, proprio chiedendoci di offrire continuamente preghiere e sacrifici. Quale testimonianza, anche noi, siamo chiamati a dare con la nostra vita! Quale coerenza nella fede e costanza nel vivere da figli di Dio, soprattutto quando chi ci sta attorno non comprende e ci schernisce, ci perseguita.
Chiediamo a Maria SS.ma di aiutarci a crescere nella fede e nella fortezza, per essere sempre e dovunque testimoni fedeli del Vangelo.
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Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
Maria edifica continuamente la Chiesa, la aduna, la mantiene unita. (San Josemaria Escrivà)