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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri gaudiosi, consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

 

"Giacinta, poco tempo prima di entrare in ospedale, mi diceva:

«Ormai mi manca poco per andar in Cielo. Tu rimani qua per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando dovrai parlarne, non ti nascondere. Di' a tutti che Dio ci concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria; che le domandino a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che accanto al suo Cuore, sia venerato il Cuore Immacolato di Maria. Chiedano la pace al Cuore Immacolato di Maria, perché Dio l'ha affidata a Lei! S’io potessi mettere nel cuore di tutti il fuoco che mi brucia qui nel petto e mi fa amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!»" (Memorie di Sr Lucia, p.128)

 

 

MISTERI GAUDIOSI

 

1. L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria SS.ma.

L'angelo le disse: «Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù” (Lc 1,30-31). Maria SS.ma, come tutto il popolo d’Israele, è in attesa. Un’attesa importante, la Sua, perché Maria sa chi attende: è la venuta del Suo Dio, “lo chiamerai Gesù”, Le dice l’Angelo. Anche noi, se guardiamo in fondo al nostro cuore, siamo continuamente in attesa, continuamente alla ricerca; ed è questa Attesa a dare un senso alle nostre giornate. Ma, a volte, diamo risposte troppo piccole, troppo mediocri per reggere la sete di felicità che ci portiamo nel cuore. E certe seti hanno bisogno di cisterne d’acqua, di fiumi interi per poter essere dissetate. Anche all’inizio di questo anno nuovo, ci portiamo dentro l’attesa di quello che sarà, di quello che potrà accadere, di ciò che di buono o di triste dovremo affrontare. Tutte queste domande servono a ricordarci quanto, in realtà, anche noi, come Maria SS.ma, siamo assetati di Dio nel nostro cuore e quanto Dio prenda sul serio, ogni giorno, la nostra sete di Lui. E la risposta a questa sete non è nell’aldilà, non è domani: è qui ed ora. È nella fragilità di questo Bambino, nato di nuovo, anche quest’anno, per dirci che non vuole smettere di esserci nella storia, nella vita di ognuno di noi e per ognuno di noi. Dio vuole compromettersi e rinascere ogni giorno, in ogni angolo oscuro delle nostre vite. Perché i cieli hanno nuova dimora. I cieli sono qui. Non servono grandi ragionamenti. Non serve denaro. Non serve strategia o pubblicità. Serve l’attesa, perché solo per chi attende arriva Qualcuno. Serve solo avere gli occhi aperti. Serve quella semplicità di cuore che sa accorgersi, come Maria SS.ma,  della Sua Presenza. Così la nostra preghiera si fa “cortissima”, essenziale: come un respiro che sussurra continuamente Maranathà, Vieni Signore Gesù.

 

2. La visita di Maria SS.ma alla cugina s. Elisabetta.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda” (Lc 1,39). La Parola prende davvero “carne” in Maria SS.ma: è la “gioia” del sentirsi “amata da Dio”,  che La muove ad “amare”, proprio mettendosi al servizio della cugina Elisabetta. Sarebbe bello se, anche per ciascuno di noi, l’ascolto della Parola diventasse subito un “alzarci” per andare “in fretta”, spinti dallo stupore, dalla gratitudine, a portare la gioia delle “grandi cose che Dio ha fatto per noi” (Lc 1,49)! Allora, alla fine di un anno, non diventerebbe un problema fare il bilancio. Sì, perché, tutte le volte che ci troviamo a concludere qualcosa, di solito ci domandiamo: quanto abbiamo perduto? Quanto abbiamo guadagnato? No! l’unico bilancio “autorizzato” di quest’anno lo possiamo fare solo guardando a Dio, a quanto Lui ci ha amati e a quello che Lui ha fatto per Amore nostro. Questo canta Maria SS.ma, nel Suo Magnificat. Ricordandoci che, per quanto possano sembrare a volte impenetrabili le tenebre, faticose le situazioni difficili che abbiamo vissuto, esse non hanno vinto la Luce, esse non hanno avuto l’ultima parola. La Luce, la Parola ultima, è Gesù e il Suo Amore per noi. È Lui il vero motivo per cui ogni cosa esiste, ed è solo in Lui che possiamo capire ciò che viviamo e ciò che affrontiamo. In Lui tutto assume un senso e un significato nuovo: anche quello che di contradditorio e di ingiusto ci può essere capitato. È solo guardando a Gesù che capiamo qualcosa di noi stessi ed è chiedendo solo a Lui che ogni volta abbiamo la Grazia per ricominciare il nostro cammino.

 

3. Gesù nasce nella povera grotta di Betlemme.

Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2,17-19). Il primo giorno dell’anno nuovo è dedicato a Maria SS.ma, Madre di Dio, perché Lei ci porta Gesù, Via, Verità, Vita. È Lei, dunque, che ci indica la direzione nel buio della notte, nelle difficoltà della vita. Anche un bimbo viene alla luce, perché c’è una mamma che gli dà la vita. Tutto lo straordinario della vita è nascosto nel cuore di una mamma, che sa che il segreto più vero per affrontare tutto è amare. Ecco perché, anche Gesù, è voluto nascere Bambino e avere una Mamma e un Papà. E, dall’alto della Croce, ci ha donato la Sua stessa Mamma, perché più facilmente potessimo imparare da Lei ad amare Lui.

E, quello di Maria SS.ma, è un Cuore Immacolato, ma, soprattutto - proprio perché Cuore di Mamma - è anche Cuore che palpita e soffre: “Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Che grande mistero deve essere il cuore di una mamma che porta in grembo, dà alla luce, ama e vive per un figlio! E il Mistero di Maria è unico nel suo genere, perché non c’è niente di Lei che non sia intriso di maternità e di verginità feconda. Ovunque nel mondo ci siano un uomo o una donna che respirano, sperano, vivono, soffrono, lì c’è anche il Cuore di questa Mamma. Nel Concilio di Efeso, la Chiesa ha compreso in maniera piena e consapevole cosa voglia dire davvero che Maria SS.ma è la Theotokos, la Madre di Dio. A Fatima la Madonna stessa è venuta a ricordarci che “Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. Chiediamo a Gesù Bambino la grazia, per questo nuovo anno, di imparare da Lui ad amare la Madonna come Mamma e a vivere con Lei da veri figli. Consacriamoci al Suo Cuore Immacolato, affidiamoci tutti i giorni a Lei con la preghiera semplice ma profonda e feconda del s. Rosario.

 

4. Gesù Bambino è presentato al Tempio.

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: « E anche a te una spada trafiggerà l'anima»” (Lc 2,35). Maria SS.ma scopre che dovrà soffrire e che, probabilmente, dovrà soffrire molto, visto che sarà una “spada” a trafiggerLe l’anima. E il Vangelo continua dicendo solo che “Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Come fa Maria SS.ma a non ribellarsi? Nel Suo Cuore, Lei sa che c’è Dio, sa che Gli può parlare e chiedere aiuto, perchè è Suo Padre. Avere fede in Dio è questo: non significa sapere ciò che ci accadrà domani mattina o essere certi che andrà tutto bene, ma piuttosto essere sicuri che Dio c’è e che ci ama. E, proprio per questo, significa anche avere la capacità di saper fare spazio nel cuore a ciò che ci accade, e lasciare che ogni cosa si riveli a noi, senza lasciarci travolgere dalla paura di trovarci soli, di fronte alla sofferenza. Perché soli non siamo mai, dal momento che c’è un Padre che vuole che io esista e che in ogni istante mi genera: dunque, neppure un secondo siamo da soli e non facciamo nulla da soli. Allora, l’importante è, per tutti, vivere l’anno che iniziamo provando a dare il meglio di noi come se, davvero, fosse, per ciascuno, l’unica e l’ultima occasione che abbiamo per amare Dio e per donarci a chi abbiamo accanto. Perché Dio non pretende da noi che otteniamo la perfezione dei risultati: a Lui basta che noi ci mettiamo l’impegno, che ci sforziamo di rialzarci ogni volta che ci accorgiamo di essere caduti, che impariamo a chiederci scusa e a perdonarci quando capita di non comprendersi. Questo è ciò che rende unico, prezioso e vero ogni istante della nostra vita, proprio perché proviamo ad amare. Come Maria SS.ma, che gusta ogni istante della Sua vita, non solo ciò che Le conviene. Come Gesù, che sente il sapore delle cose, di tutte le cose, anche di quelle non belle. Gustare la vita, tutta. Noi, come bambini aggrappati al seno della mamma, siamo aggrappati al Costato squarciato di Cristo e nella s. Messa ci nutriamo del Corpo e del Sangue di Lui, per avere la forza di amare come Lui ci ama!

 

5. Gesù è ritrovato tra i dottori del Tempio.

E, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme cercandolo” (Lc 2,45-46). Anche a Maria SS.ma e a s. Giuseppe succede di perdere Gesù. La Sacra Famiglia è Sacra non perché “va tutto liscio”, ma perché, quando si rende conto che ha perso Gesù per strada, è capace di tornare indietro e di andarLo a cercare. Anche noi ci sentiamo angosciati quando perdiamo Gesù, perchè abbiamo perso Colui che dà il significato vero alla nostra vita, che ci dice la Verità circa la famiglia, circa le relazioni umane, circa ciò che viviamo. Anche se guardiamo all’anno che è appena trascorso, sembra che abbiamo perso tante cose importanti, che siano successe tante cose difficili delle quali non riusciamo a capire il “perché”, che abbiamo lottato e faticato invano per raggiungere chissà quali traguardi e obiettivi. Essere cristiani è non aver paura di rimetterci simbolicamente in viaggio, in questo nuovo anno, con l’umiltà di Maria SS.ma e di s. Giuseppe, per riportare, al centro delle nostra storia, Gesù, l’Unico che davvero può dare significato e valore alle nostre vite, al di là di tutte le ricchezze, le sicurezze e di tutta la salute che potremmo mai avere.

E Maria SS.ma ci insegna che Dio, per farsi trovare, ha bisogno che noi guardiamo dentro le cose. Recuperare, in quest’anno nuovo, il nostro essere figli Suoi,  non significa imparare a memoria altre preghiere, ma sentirci di nuovo addosso tutto il Suo Amore di Padre, imparare a leggere dentro le situazioni - attraverso il silenzio, l’ascolto, la profondità - la Sua Presenza. Il Signore non ci vuole bigotti, ma capaci di trovarLo dentro ciò che viviamo e in chi abbiamo accanto.

 

 

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