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LA PIETÀ

di P. Alberto Rocca icms

Il dono della pietà ci è donato con la grazia santificante, al fine di accendere in noi l’affetto filiale verso Dio considerato come Padre, così come un sentimento di fraternità universale verso tutti gli uomini, considerati come fratelli e figli dello stesso Padre.

«Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore. Se il dono della pietà ci fa crescere nella relazione e nella comunione con Dio e ci porta a vivere come suoi figli, nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. E allora sì che saremo mossi da sentimenti di pietà – non di pietismo! – nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno. Perché dico non di pietismo? Perché alcuni pensano che avere pietà è chiudere gli occhi, fare una faccia da immaginetta, far finta di essere come un santo. In piemontese noi diciamo: fare la “mugna quacia”. Questo non è il dono della pietà. Il dono della pietà significa essere davvero capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno. C'è un rapporto molto stretto fra il dono della pietà e la mitezza. Il dono della pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio, al servizio degli altri con mitezza.» (Papa Francesco, Catechesi, 4 giugno 2014)

Se apriamo i nostri cuori questo dono ci guida, ci unifica, ci fa maturare aiutandoci così a rispondere alle tentazioni della disgregazione, delle visioni cupe, della menzogna, costruendo dentro di noi - nella profondità della nostra anima, dove il Padre vede nel segreto (cf. Mt., 6,6) - la comunione, la pace, l’amicizia, la luce e la verità invitandoci a vivere e a testimoniarle nella propria esistenza e nella propria storia.

Le nostre vite, personali e familiari, possono essere talora faticose e forse, mediocri ma anche sante e splendide. Poiché lo Spirito con i suoi doni è presente e all’opera prima di noi, più di noi e meglio di noi, siamo stimolati a invocare Dio Padre in ogni situazione di bisogno e ad esprimergli riconoscenza in ogni momento di gioia e prosperità. Esercitandoci nella virtù prepariamo il terreno all’azione dello Spirito Santo.

 

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Accostarsi con fede semplice al Padre della luce e pregare con cuore umile, perché egli, per mezzo del Figlio e nello Spirito Santo, ci conceda la vera conoscenza di Gesù Cristo e, con la conoscenza, anche l'amore. (San Bonaventura)