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LA VERGINITÀ PERPETUA DI MARIA

TERZA PARTE

di padre Francesco Bamonte, icms

 

TERZA PARTE

Considerazioni finali sulle odierne eresie riguardo la verginità perpetua di Maria

Certamente Maria e Giuseppe sono andati oltre gli schemi culturali dell’epoca, ma non come alcuni teologi e teologhe cercano di insinuare, mettendo in dubbio quello che la Chiesa in 2000 anni di storia, illuminata dalla luce e dalla Grazia dello Spirito Santo, ha sempre creduto fissandolo anche in un dogma e cioè la Verginità di Maria, prima, durante e dopo il parto. Chi non rende giustizia a Maria e Giuseppe sono proprio alcuni teologi e teologhe che sotto l’influsso di una società così erotizzata qual è quella attuale non è capace di concepire, né di credere che a Dio tutto è possibile e che Maria e Giuseppe sono vissuti insieme in perfetta castità, anche fisica. Costoro privi di umiltà e probabilmente di solida vita di preghiera, si uniscono ad altri eretici del passato. Affermare che i Vangeli non sono interessati alla vita sessuale di Maria e di Giuseppe e quindi non ci dicono nulla a riguardo è blasfemo perché insinua nel lettore il dubbio che forse essi non abbiano vissuto verginalmente. Nell’enciclica sullo Spirito Santo, Dominum et vivificantem, San Giovanni Paolo II scrisse: «il diavolo è il genio del sospetto». Chi insinua il dubbio sulla verginità di Maria e Giuseppe imita il diavolo.  Il fatto che il sesso vissuto rettamente, secondo la volontà di Dio, rende gloria a Dio, non giustifica la diabolica insinuazione che forse Maria e Giuseppe hanno avuto rapporti sessuali. Assimilare poi la Madonna alle odierne femministe pure è blasfemo. La Madonna non ha pensato all’autodeterminazione personale o all’emancipazione affermata dal femminismo: la Madonna ha pensato solo ed esclusivamente ad accogliere perfettamente, pienamente, con amore e abbandono totale la volontà di Dio nella sua vita perché egli fosse glorificato. La Madonna fu certamente libera nel decidere di se stessa rispetto alla mentalità e alla cultura del tempo, ma ella aveva consegnato la sua libertà nelle mani di Dio con la consapevolezza che Dio ci dona la libertà per scegliere il bene, e quindi la Vergine Maria comprese che il suo bene e attraverso di lei il bene di tutta l’umanità era dare al mondo il Salvatore e vivere verginalmente il matrimonio con Giuseppe.
Questo perché:

«La sessualità, che nel matrimonio si esprime in maniera molto alta anche nel rapporto sessuale, tuttavia non si esaurisce in esso, né lo richiede se i due coniugi di comune accordo vi rinunciano. Diversamente dovremmo dire che il matrimonio tra la Madonna e san Giuseppe che aveva come fondamento la comune volontà di rimanere vergini non era un vero matrimonio. Il matrimonio è ordinato anche al mutuo aiuto e al perfezionamento dei coniugi che può essere realizzato di comune accordo anche con il proposito di verginità o di astensioni dai rapporti coniugali. Pertanto, il matrimonio della Madonna con San Giuseppe è stato un vero matrimonio, che ha portato i due sposi ad una castissima dedizione vicendevole e ad un amore reciproco del tutto puro, santo e sempre santificante».

Ricordiamo, infine, come tanti santi hanno creduto fermamente che la beata Vergine, con il solo farsi vedere infondeva a tutti pensieri e desideri di purezza. San Tommaso conferma dicendo: «La bellezza della beata Vergine spingeva alla castità quanti la guardavano». E san Girolamo dice che san Giuseppe si mantenne vergine per la compagnia di Maria. Scriveva infatti, contro l’eretico Elvidio che negava la verginità di Maria:

«Tu dici che Maria non sia rimasta vergine; io invece sostengo che anche Giuseppe rimase vergine grazie a Maria». La bellezza della Madonna è quindi non solo una bellezza che suscita il fascino e il desiderio della purezza del corpo e dell’anima, ma che la favorisce. Pertanto, il semplice fedele cristiano, come anche il consacrato o la consacrata nella vita religiosa o il sacerdote che vive continuamente accanto alla Madonna, in stretta unione con lei, ottiene la Grazia di vivere perfettamente la bellezza della castità cristiana, come San Giuseppe accanto alla Madonna.
Ha scritto in proposito P. Roberto Coggi: «Questo matrimonio verginale, che è quello che costituisce la Sacra Famiglia, non può non essere il modello di tutti i matrimoni e di tutte le famiglie. Non ovviamente nel senso che in tutte le famiglie si debba praticare la continenza totale, ma certamente nel senso che si deve praticare la castità coniugale, cioè l’osservanza della legge di Dio. La verginità di Maria ha quindi molto da dire al nostro tempo: è un richiamo alla virtù della castità, sia nella forma della consacrazione verginale, sia nella forma della castità matrimoniale
».

E si noti ancora: in tutti e tre i membri della Sacra Famiglia, Gesù Maria e Giuseppe, risplende la castità verginale. Si può rimanere indifferenti di fronte a un segno così eloquente?

Vorrei, infine, concludere con la riflessione di Don Gabriele Amorth, esorcista e mariologo:

«È necessario esaltare la verginità in questo mondo in cui sembra così bistrattata, con la conseguenza che non solo soffriamo di un pauroso calo di vocazioni, ma che l’unità della famiglia è troppo spesso distrutta. Sembra di vivere in un mondo così sporco, così immerso nel sesso e nella violenza, che il vizio gira a testa alta per le nostre strade, spesso difeso da leggi permissive, mentre sembra che la virtù debba nascondersi vergognosa. Ma il giudizio di Dio e il bene della società volgono in senso del tutto opposto».

 

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