Pillole di SpiritualiTà
Comprendi per credere, e credi per comprendere. Comprendi la mia parola, affinché tu possa credere; credi alla parola di Dio per poterla comprendere. (Sant'Agostino)
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Esaltazione dello Spirito Santo
di Marco Perrone
“Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo” [Luca 1, 41].
Come ben sappiamo, il mese di maggio costituisce un periodo particolarmente dedicato al culto della Beata Vergine Maria; questo bel mese “mariano” si conclude con una festa tanto importante quanto, purtroppo, poco ricordata dai più. Si tratta della festa della Visitazione.
Prestando, però, particolare attenzione alla liturgia di tale festa, è possibile affermare, senza fare troppi ragionamenti astrusi, che questa celebrazione non è una lode esclusivamente dedicata alla Vergine, ma è proprio un’esaltazione dello Spirito Santo.
La stessa colletta recita così: “Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo disegno di amore hai ispirato alla beata Vergine Maria, che portava in grembo il tuo Figlio, di visitare sant'Elisabetta, concedi a noi di essere docili all'azione del tuo Spirito, per magnificare con Maria il tuo santo nome.”
È stato infatti lo Spirito del Signore a ispirare la Vergine Maria, perché visitasse sua cugina; non s trattava, dunque, di un semplice desiderio “filantropico”, ma dell’Amore di Dio stesso.
E così, mossa dallo Spirito, Maria si reca da sua cugina… due passi fanno sempre bene a una donna incinta, no? Certamente, ma non si trattava di qualche centinaio di metri: infatti, la distanza tra Nazareth, il villaggio di Maria, e Ain Karim, dove si ritiene vivesse Elisabetta, era di circa 130-150 km! Il Vangelo stesso, inoltre, ci ricorda che si trattava di una regione montuosa, dunque decine di km da percorrere, con dislivello positivo importante, non proprio il massimo per una donna “in dolce attesa”: verrebbe da dire, qualcosa di umanamente quasi impossibile.
Eppure, Dio si fidava così tanto di Maria, da affidarle questo compito così arduo. Ed Ella, senza fare troppe storie, ubbidendo a quel Dio che tanto amava da portare nel suo grembo, partì subito.
Dio, però, non è uno sprovveduto, ma un papà buono; e quale papà manderebbe la sua figlioletta in un viaggio pericoloso, senza darle alcun mezzo per sopravvivere agli eventuali pericoli? Maria non affronta questo viaggio da sola, ma, presente lì accanto a lei, sebbene non menzionato nel Vangelo, molto probabilmente c’era il suo promesso Sposo San Giuseppe.
Lo Spirito Santo, quindi, non solo ispira, ma dà tutti gli aiuti necessari: e questo lo fa con ognuno di noi, ogni volta che ci suggerisce qualcosa. Ci sono tanti casi di Santi, i quali, mossi dallo Spirito, si sono “cimentati” in operazioni umanamente molto difficili – se non impossibili – uscendone assolutamente vincitori: per esempio, ai tempi di San Francesco d’Assisi, a Gubbio un feroce lupo terrorizzava la popolazione, divorando animali e attaccando persino gli uomini. Francesco, ispirato dallo Spirito, si avvicinò alla bestia, la benedisse e le parlò, ottenendo che smettesse di aggredire le persone in cambio di cibo offerto dagli abitanti. Il lupo visse poi come un animale domestico, morendo di vecchiaia.
Ancora più assurda è la storia di Santa Giovanna D’Arco, semplice ragazza, contadina e analfabeta, la quale fu guidata dalle voci di San Michele, di Santa Caterina e di Santa Margherita a liberare la Francia dagli inglesi, durante la Guerra dei Cent’anni. Senza addestramento militare, riuscì a convincere il futuro re Carlo VII a darle un esercito, portando i Francesi alla vittoria di Orléans.
Quindi, il fatto che lo Spirito ispiri qualcuno a compiere gesta umanamente impossibili non è una caratteristica esclusiva dei Vangeli, ma qualcosa che continuamente accade nella storia del Cristianesimo.
Il Vangelo di questa Festa si conclude con il Magnificat: che cosa esprime questa preghiera, se non una profonda esaltazione della misericordia e dello Spirito di Dio?
Infatti, dopo essere stata lodata da Elisabetta, le primissime parole che Maria proferì furono le seguenti: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”.
Subito, la Vergine distoglie l’attenzione da se stessa e la dirige verso il Suo Signore, verso lo Spirito Santo.
Viviamo, dunque, questa festa con tale certezza: che ogni preghiera, fatta alla Vergine Maria, viene subito indirizzata da Lei allo Spirito Santo, a quel Dio che tanto ama, e sicuramente Dio non negherà mai una richiesta fattagli dalla più tenera delle sue figlie, nonché sua Madre e sua sposa.
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