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LIBERTÀ E AMORE – parte I

INTRODUZIONE

Quante volte nella vita ci siamo sentiti limitati. Quante volte abbiamo sperimentato incapacità, impotenza, costrizione. Quante volte abbiamo desiderato qualcosa che chiamavamo libertà. Ma cos’è che realmente cercavamo?

Forse un cambiamento, la fine di una situazione difficile, forse l’eternità, l’onnipotenza, la perfezione, l’assenza totale di limiti…E cos’erano questi limiti? Il “non sapere”, il “non potere”…in una parola: noi. Volevamo essere liberati da noi stessi, dalla nostra natura, dai nostri errori, dalle nostre ferite. E’ questa la vera libertà? E’ forse la nostra fine la realizzazione della libertà piena? E’ forse la morte la manifestazione della superiorità dell’uomo su tutto il creato?

No, Gesù, risorgendo, ha sancito la vittoria dell’amore sulla morte e sul peccato, la vittoria della libertà sulla schiavitù. La libertà abita il cuore dell’uomo che ama, perché l’amore vero rende liberi. “Ama et fac quod vis” dice Sant’Agostino, perché chi ama farà sempre il bene, chi ama saprà accettarsi per com’è, chi ama sarà pienamente e liberamente se stesso.

Diamo ora uno sguardo più profondo a questa “libertà”, per imparare a conoscerla e riconoscerla, per difenderla, per amarla, perché la libertà è una persona: Gesù di Nazareth.

 

                                                                                          QUALE LIBERTÀ?

La riflessione filosofica ha portato a definire la libertà come capacità di autodeterminazione o autodominio. Certamente una sola è “la libertà”, che attualizzandosi però nei vari contestI assume di volta in volta sfumature sempre nuove e tonalità ora più tenui, ora più accese. Vediamo più da vicino alcuni tipi di libertà.

 Libertà fisica:

La libertà fisica è, fondamentalmente, la “libertà da”, la capacità di agire secondo una tendenza naturale, senza impedimenti o coazioni esterne. Questa è la libertà solitamente più “pubblicizzata” e “richiesta”, sebbene non sia la più importante. La libertà più profonda non è infatti la “libertà da”, ma la “libertà di”, che permette di dedicarsi liberamente e volontariamente al raggiungimento di quei beni o valori supremi che danno senso all’esistenza; libertà che permette di amare e, a sua volta, è resa possibile dall’amore.

 Libertà morale:

La libertà morale è la capacità di scegliere fra varie opportunità senza che alcuna implichi il peccato. Spesso però l’uomo, vinto dai vizi, dagli istinti e dalle sue passioni, si trova davanti ad una scelta in cui una delle due opzioni implica il peccato e, peccando, perde parte della sua libertà, infanga la sua stessa dignità.

Il santo, invece, è l’uomo moralmente più libero, poiché liberamente si propone di fare solamente il bene, si decide per l’amore.

 Libertà di scelta:

La libertà di scelta è la libertà di decidersi. Essa implica che la persona non sia determinata da altri fattori interni o esterni, ma unicamente da se stessa.

Questa libertà si applica, ad esempio, nella scelta della facoltà universitaria cui iscriversi: una volta che l’alunno abbia conseguito il diploma di licenza superiore, può scegliere qualunque indirizzo.

Libertà d’azione:

La libertà d’azione fa riferimento alla capacità che ha la volontà di agire o non agire. Questa dimensione della libertà è alla base della libertà di scelta, che presuppone la decisione della persona di usare liberamente della propria volontà. I martiri hanno esercitato la loro libertà di azione nell’accettare sino alla fine le conseguenze della fede e nel rifiutare tutto ciò che le si opponeva, anche a costo della vita. (Continua)

 

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