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L’IMMACOLATA CONCEZIONE: la bellezza salva il mondo

di p. Angelo Tognoni icms    

Pio IX, durante il suo esilio a Gaeta (1849-1851) – a causa della Rivoluzione mazziniana e la conseguente istaurazione, dal 9 febbraio al 4 luglio 1849, della Repubblica Romana –, aveva fatto voto che, qualora fosse rientrato a Roma, avrebbe impegnato tutto se stesso nell’attuazione della proclamazione del dogma mariano dell’Immacolata Concezione. Come lui stesso ebbe poi a dire, sentì tale esigenza come una chiamata interiore che ricevette mentre era assorto in preghiera, nella cappella a Gaeta, proprio dinanzi all’immagine dell’Immacolata.

Fedele a quanto promesso, l'8 dicembre 1854, con la Bolla Ineffabilis Deus, confermando la secolare tradizione popolare e la riflessione teologica, Pio IX proclamò solennemente: “dichiariamo, affermiamo e definiamo rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento”.

La concezione immacolata si spiega in quanto la Vergine Maria non solo avrebbe dovuto concepire nel grembo il Dio fattosi uomo, ma anche perché avrebbe dovuto dare al Verbo incarnato la natura umana. Non è ammissibile che Gesù Cristo, vero Dio ma anche vero uomo, somma perfezione e somma purezza, avesse potuto ricevere la natura umana da una creatura segnata dal peccato.

Colei che si fa tramite di Gesù, che ce lo dona, vera mediatrice di Grazia, della massima espressione della Grazia divina, è dunque perfettamente pura, priva cioè della più impercettibile ombra di peccato, a cominciare da quello originale. Il saluto che, nell’Annunciazione, Le rivolge l’angelo Gabriele: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1,28) conferma la sua conformità a Dio, la sua assoluta sintonia di fede e di amore con Lui.

Dunque, la pienezza della comunione con Dio si realizza solamente in un’anima purificata dal peccato e il peccato è il vero ostacolo all’amicizia con Dio e, dunque, alla pienezza di bene per l’uomo. Assecondare l’inclinazione al peccato significa dare spazio all’azione malefica del demonio, solerte distruttore dell’umanità.

Non per nulla le immagini dell’Immacolata La ritraggono con lo sguardo rivolto a Dio mentre il piede preme inesorabile la testa del serpente, l’antico seduttore, il padre della menzogna, l’omicida fin dal principio. É interessante considerare la profonda verità di tali raffigurazioni: la Vergine pare non rendersi neppur conto di schiacciare Satana, persa come è nella contemplazione di Dio, totalmente rivolta a Lui. Questo è il segreto per vincere la battaglia con il tentatore: sollevare lo sguardo in alto, confidare in Gesù, preoccupandosi di accogliere e vivere la sua volontà, soprattutto attraverso l’incontro sacramentale nella Confessione e nell’Eucaristia, adorata e degnamente ricevuta.

In Dio è la nostra forza e la nostra gioia. Ciò che rallegra la mente e il cuore e fa pienamente gustare la vita, qui e per l’eternità è, prendendo luce dall’Immacolata Concezione, l’essere pieni di grazia, in grazia di Dio. Ci deve appassionare ciò che è vero e che, dunque, scaturisce dalla stessa Verità. É importante e decisivo, soprattutto oggi, sottolineare il primato della verità, della realtà non come la vorremmo noi ma così come è e come, quindi, è voluta dal Creatore, di fronte alla confusione e al barcamenarsi inconcludente e deleterio, tipici della cultura del nostro tempo.

Quale verità, quale realtà ci svela la Ss. Trinità nell’Immacolata Concezione? La bellezza, una bellezza incomparabile che affascina, coinvolge, solleva, commuove e genera totale fiducia. Se si pensa a una mamma terrena, scevra da qualsiasi male, che sa solo amare e, per il bene dei suoi figli, si dispone a sopportare e offrire qualsiasi sacrificio, anche la stessa vita; bene, l’Immacolata Concezione è assai di più perché Lei, che tutto di sé ha dato a Dio, tutto da Dio ottiene e ogni sua richiesta trova il pieno assenso dell’Onnipotente al quale “nulla è impossibile”. Gli Arcangeli, custodi in paradiso dell’accesso alla sconfinata sala dei tesori del Re divino che solo può attingerli e concederli a sua discrezione, si inchinano festanti e spalancano le porte all’incedere dell’Immacolata: Lei sola di tutto può disporre a suo piacimento, per la gioia di Dio e nostra.

 “La bellezza salverà il mondo”, così si esprimeva Dostoevskij in un suo romanzo. Sì, è proprio vero: la tua divina bellezza, o Immacolata Concezione, salverà il mondo e noi a Te, fiduciosi, ricorriamo; accogli le nostre suppliche, rinsalda i nostri animi, riconducici a Gesù, fonte zampillante di vita eterna, o clemente, o pia o dolce Vergine Maria

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