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DOMENICA 28 GIUGNO - XIII dom. del Tempo ordinario

LUCE SUL MIO CAMMINO - La Parola di Dio commentata ogni settimana dai Servi e dalle Serve del Cuore Immacolato di Maria

DOMENICA 28 GIUGNO 2020

XIII DOMENICA DEL T.O. ANNO A

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,37-42)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua  fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".

Parola del Signore

 

Spunti di riflessione

 

In questa XIII domenica del tempo ordinario, la liturgia della Parola ci ricorda di vivere con pienezza e senza indugi la nostra adesione al Signore. È proprio Lui, nel Vangelo, a chiederci di prendere sul serio le esigenze della fede, anche quando ciò richieda sacrificio e fatica: chi ama il mondo, gli affetti, i beni materiali «più di me, non è degno di me».

L’amore di Dio, infatti, nei nostri confronti, è fortissimo e sempre fedele, come dice San Paolo: «se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso» (2 Tm 2, 13). Per questo motivo, il suo amore è anche esigente: chiede di essere ricambiato, se non con la stessa intensità e dedizione -perché è impossibile eguagliare il suo amore- quantomeno con “tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”.

Sta a noi accogliere questo amore e metterci in cammino, vivendo ogni giorno la sua volontà. Così la nostra vita diventerà un riflesso incarnato di questo amore, e sarà motivo di speranza per tanti nostri fratelli e sorelle. Tuttavia, di fronte a delle richieste tanto radicali, possono nascere, nel cuore dell’uomo, reazioni diverse. Possiamo dire: «Non è per me!», e illuderci di trovare una giustificazione alla nostra chiusura o paura. Oppure possiamo dire: «Comprendo e accetto quest’invito», ma poi alla fine non fare niente per tradurlo in pratica. Oppure possiamo dire, dal profondo del nostro cuore: «Signore, fammi comprendere come posso concretamente tradurre la tua Parola nella mia vita», aprendoci a un reale cammino di discernimento. I primi due atteggiamenti sembrano, in apparenza, più “comodi” e, forse, sono anche i più frequenti. Infatti richiede fatica e impegno scegliere di stare dinanzi al Signore, con cuore disponibile, lasciando che la sua Parola giudichi i nostri comportamenti e le nostre scelte.

Ma è proprio questo che Gesù vuole da noi. Ed è in quest’ottica che dobbiamo interpretare gli insegnamenti del Vangelo di oggi: seguire la volontà di Dio, vivendo i propri affetti più cari nella verità, senza mai permettere che si trasformino in un rallentamento o, addirittura, in un ostacolo alla nostra vita cristiana. Del resto, che amore verso i propri cari sarebbe quello basato su scelte contrarie al Vangelo stesso? In fondo, si tratta di «prendere la
propria croce», ogni giorno, e seguirlo sulla via che Egli stesso percorre. Certo, a volte la croce può far paura, ma con lui non dobbiamo temere nulla: è una via di amore, e il suo giogo è dolce, e il suo carico leggero, perché egli la porta insieme a noi.

Per questo, che senso ha affannarsi in continuazione, lottando per “conservare” la propria vita? Serve solo per alimentare il timore e l’egoismo del nostro cuore: la pienezza di senso della nostra esistenza, infatti, sta nel donare sé stessi con generosità e gioia, per il Vangelo e per il bene comune. Ecco il senso profondo delle parole di Gesù: «Chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà».

 

 

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