Pillole di SpiritualiTà
Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme. (Da un'antica «Omelia sul Sabato santo»)
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UN SILENZIO PIENO DI SPERANZA
di Sr M. Bernardetta Usai icms
Il Sabato Santo è veramente, per tutti noi cristiani, il giorno del grande silenzio: tutto tace. Dopo aver rivissuto con Gesù la dolorosissima Sua Passione, tutto si ferma, tutto prende un’altra prospettiva e si fa contemplazione di questo grande Mistero: un Dio che, per l’infinito amore per noi, ha accettato di soffrire e morire sulla Croce.
Anche nelle nostre Chiese tutto è spoglio, nessuna bellezza di fiori o di addobbi è degna di ammirazione, ma rimane solo la preghiera davanti a Gesù deposto dalla croce; e, lì accanto, la Sua santissima Madre Addolorata. È proprio a quel Suo dolore che noi siamo chiamati ad associarci.
Il dolore che Maria ha provato sotto la Croce – e mentre teneva tra le braccia il Suo Figlio esanime – ci commuove e allo stesso tempo ci conforta. Vediamo la forza di una Madre che non si arrende alla disperazione, non rende vuoto quel dolore: in Lei, la sofferenza diventa occasione di offerta per tutti quei figli che, sotto la Croce, ha accettato. Per loro soffre e offre a Dio la sua preghiera, affinché si convertano, affinché “Non offendano più Dio, che è già molto offeso” (come la Vergine disse a Fatima, ai tre Pastorelli, nell’ultima Apparizione).
Il silenzio che vive Maria nel Sabato Santo non è vano né sterile, ma è fede indistruttibile nelle promesse di Gesù; è dolore profondo, ma aperto alla speranza vigilante, che attende l’adempimento delle parole del Figlio.
Maria Santissima è stata la prima e più fedele discepola di Gesù, Colei che serbava e meditava tutto nel suo Cuore e che comprendeva, più di chiunque altro, la promessa del Suo Figlio: “Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà” (Mc 9,31).
Il Sabato Santo viene spesso chiamato “l’ora della Madre”, l’ora in cui Maria fu l’unica a mantenere accesa la fiamma della speranza, in attesa della Risurrezione di Gesù.
Maria Santissima fu l’unica testimone che mantenne viva la fede, nell’attesa sicura dell’ora del trionfo: il suo profondo silenzio fu un’attesa – quieta ma attiva – come una “colonna irremovibile” di speranza, che sostenne anche tutti i discepoli in quei momenti di grande sconforto per la perdita del loro Maestro.
Per tutti gli altri discepoli non fu così. In quel Sabato Santo, infatti, ciascuno pensò a salvare la propria vita; vi fu il rinnegamento di Pietro che però, dopo il pentimento, pianse amaramente; gli altri Apostoli erano fuggiti, per timore di essere catturati e uccisi. Nel cuore di tutti non c’era più speranza: tutto era finito!
Nessuno ricordava che, dopo quella “fine” apparente, dopo quel Sangue Versato per noi, tutto stava per ricominciare. Nessuno ricordava più le parole del Maestro, e, per tutti, la Risurrezione fu grande sorpresa, accolta, al primo annuncio della Maddalena, con incredulità.
Maria Santissima, nella sua solitudine e nel suo silenzio, in quel giorno santo faceva memoria di ogni parola di Gesù, custodita nel Suo Cuore; meditava su tutto ciò che era accaduto, e, nel suo intimo, si accese una grande luce. Ripensando all’enorme dolore vissuto ai piedi della Croce, associata a Gesù nel martirio, Ella avrebbe forse voluto morire insieme al Figlio. Ma, proprio lì, sul Calvario, Gesù le affidava la Sua nuova missione di Madre nostra; e Lei, ancora una volta, ripeteva il Suo Fiat.
Nell’attesa fiduciosa della Risurrezione, la Vergine Maria offre ai suoi nuovi figli proprio la sua fede incrollabile: Lei sola crede a ciò a cui nessun altro in quel momento nemmeno pensava. Gesù tante volte aveva ripetuto: “Risusciterò il terzo giorno”, ma solo in Lei quelle parole si fanno certezza e attesa di ciò che sta per accadere e che stravolgerà per sempre la vita dell’umanità.
Quel profondo silenzio, che ha vissuto Maria dopo la morte del Figlio, e che si riempie poi di luce e di gioia nell’incontro con Gesù Risorto, è l’apice di tutta la Sua vita, vissuta sempre in unione con Dio. Questo atteggiamento di Maria è un grande invito per tutti noi – presi da tanta frenesia; da tante cose che richiamano la nostra attenzione – a fermarci, staccare e riflettere. La Pasqua deve diventare, anche per noi, un vero passaggio dalla morte – fatta di tante abitudini sbagliate – alla vita nuova, in cui dobbiamo saper cercare la profondità di una vita interiore unita a Dio, e saper vivere ogni cosa, ogni avvenimento, con serenità e pazienza, con quella fiducia “di risorti” con Cristo.
Maria Santissima, che contempliamo come Vergine del Silenzio, ci insegni a saper ascoltare sempre la voce di Dio, a saper scorgere la Sua mano paterna in ogni avvenimento e a vivere nella speranza che, dopo ogni dolore, arriva sempre l’alba della Risurrezione.
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