Pillole di SpiritualiTà
Il digiuno non germoglia se non è innaffiato dalla misericordia. (San Pietro Crisologo)
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Lourdes: Casa della Vergine, luogo dello Spirito
di padre Mario icms
Lo sguardo di Gesù abbraccia la folla che, sfinita, lo segue, come “pecore senza pastore”. Di fronte alle tante ferite, provocate dal peccato, alla fatica quotidiana, alla croce che grava sulle nostre spalle, Gesù si pone come il Buon Samaritano della parabola, come il Buon Pastore, che si prende cura, con infinita tenerezza, dei suoi discepoli. Le immagini, che il Vangelo ci ripropone, ci offrono il quadro, colorito e vivace, della gente che incessantemente accorre e si stringe attorno al Maestro, animata dal desiderio di essere guarita, di ritrovare la salute del corpo e la pace dello spirito.
Sua Madre è compenetrata della medesima compassione, del medesimo desiderio di restituire coraggio, forza, speranza ai suoi figli. Fin dalle origini della Chiesa si attestano le sue apparizioni, prove frequenti e tangibili della sua sollecitudine per l’uomo. Ella coinvolge, nella premura misericordiosa di cui è colma, alcune anime predilette, perché siano – con Lei – offerta purissima e gradita al Cielo.
I suoi occhi si volgono alla Chiesa, al mondo, a ogni cuore che cerca la Verità, seppure spesso inconsapevolmente. Anche nei “luoghi mariani”, nei grandi Santuari a Lei dedicati, confluisce, da sempre, l’umanità, afflitta da ogni sorta di prova: i malati, gli infermi, con il loro carico di pena e di sofferenza, affluiscono, accompagnati da chi si rende strumento vivo di solidarietà, di amicizia e di fraterna vicinanza nel dolore.
Come per le vie della Palestina, così a Lourdes, a Fatima, a Loreto si rinnova questo incontro tra la misericordia di Dio e la umana debolezza, tra la condiscendenza dell’Altissimo e le profondità del nostro male.
Nuova e santa Arca dell'Alleanza, la Vergine porta in sé il Figlio stesso di Dio, di cui si fa tabernacolo e ostensorio di Grazia. Per tutti Gesù ebbe, negli anni della sua vita terrena, un gesto e una parola di consolazione; ridiede la vista ai ciechi, ai sordi l’udito, la possibilità di camminare agli infermi. La sua Croce redime e illumina l’insondabile mistero della sofferenza e le dona una inattesa forza redentrice, unita all’infinito valore della Eucaristia. Il nostro patire diviene patire di Cristo, la nostra croce trova sempre, ai suoi piedi, una Madre.
Al mondo protestante, ai nostri fratelli separati, siamo certamente debitori di una riscoperta più profonda della Parola di Dio, ormai letta diffusamente, proclamata, conosciuta, meditata, amata, fatta oggetto di “Lectio”, di approfondimenti teologici, pastorali ed esistenziali. Anche i passaggi “oscuri” dell’Antica Alleanza non spaventano più; inducono anzi a un approccio più attento e più maturo, meno improvvisato. In una varietà di forme, di esperienze e di “approdi” alla Bibbia si manifesta ormai il generale rinnovato interesse per il testo sacro. Esso risuona anzitutto nella Liturgia e poi nella catechesi ordinaria, nel cuore delle nostre Comunità e nella preghiera personale.
Paradossalmente, proprio la figura di Maria Santissima – talora contestata per la sua presunta pervasiva “invadenza” nel panorama della Fede – ha permesso e permette al Popolo di Dio di penetrare sempre più profondamente nel mistero di Dio, di accogliere interiormente la sua Parola, superando il rischio di una conoscenza arida e fredda e di un vuoto ritualismo. Questo popolo – dice il Signore – mi onora con le labbra, ma il suo cuore è distante da me.
La vera devozione alla Madre di Cristo riporta il cuore dell’uomo al suo Dio, riconduce il credente alle sorgenti della Grazia, con una adesione santa, tenera, cordiale e filiale al suo Creatore. La Madonna ci aiuta a far fluire la forza della Parola di Dio nella quotidianità, rileggendo la vita, le occupazioni, le umili e semplici realtà di tutti i giorni attraverso la forza inesauribile del Vangelo, attraverso la sapienza dell’Antico Testamento, la bellezza inarrivabile dei Salmi.
Il suo Cuore, unito in tutto al Signore, ci educa a riordinare l’esistenza intorno al suo centro vitale, a non disperderci nella distrazione delle cose, ma a ricomporre l’unità di affetti, di sentimenti, di parole e di azioni intorno all'essenziale, che è il Signore.
Tutto questo è Lourdes: luogo dello Spirito, luogo della Parola proclamata e vissuta; luogo della sofferenza santificata, accolta e amata, perché illuminata dalla Croce di Cristo e dalla fraterna vicinanza della Chiesa. Tutto questo è il Cuore di una Madre, che non finisce mai di sorprendere per la profondità del suo Amore, della sua “passione” per la vita e della sua interiore bellezza.
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