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Maria Santissima, prototipo genuino della femminilità

Edith Stein e la necessità di “modellare” la donna fino a farne una copia della Santa Vergine. Anche su questo deve puntare l’educazione delle bambine e delle ragazze.

di Suor Caterina Gatti icms

“Ognuno è chiamato alla sequela di Cristo. E più ciascuno avanza su questa via, più diventerà simile a Cristo e poiché Cristo personifica l’ideale della perfezione umana libera da ogni difetto e unilateralità, ricca dei tratti caratteristici sia maschili che femminili, libera da ogni limitazione terrena, i suoi seguaci fedeli vengono sempre più elevati al di sopra dei confini della natura. Per questo vediamo in uomini santi una bontà e una tenerezza femminili, una cura veramente materna per le anime loro affidate; e in donne sante un’audacia, una prontezza e decisione veramente maschili. Così la sequela di Cristo porta a sviluppare in pieno l’originaria vocazione umana: essere vera immagine di Dio” (E. Stein, tratto da La donna). A tal proposito occorre anche ricordare che l’uomo e la donna devono esprimere l’immagine di Dio, ma questo è concesso loro in un modo specifico, distinto appunto per l’essere maschile e per quello femminile. Una delle differenze più evidenti sta nel fatto che mentre la donna è immagine di Dio quando porta a sviluppo armonico tutte le energie, l’uomo lo è nel forte dispiegamento di alcune, senza tralasciare quanto già detto negli scorsi articoli: uomo e donna sono pienamente a immagine di Dio se e solo se “esseri in relazione”, e questa è la cosa fondamentale per entrambi.

 

Modellarsi a immagine di Maria SS.ma

Essere immagine di Dio per la donna si realizza anche, in particolare, “ricopiando” la figura di Maria Santissima. Essa viene messa dalla Stein come “il fine dell’educazione femminile”, quasi a voler dire che è necessario “modellare” la donna fino a farne una copia della Santa Vergine, e a questo deve puntare anche l’educazione delle bambine e delle ragazze. Anzi, la Stein indica nella verginità di Maria SS.ma il “genuino prototipo della femminilità”, proprio perché la Madonna sta al fianco di Colui che è prototipo dell’umanità intera. E in questa femminilità della Santa Vergine, che è servizievole, c’è anche qualcosa che in modo particolare imita la divinità: l’amore servizievole è soccorritore. E, osserva la Stein, questo titolo è proprio quello che viene dato allo Spirito Santo, la terza Persona Divina. La filosofa conclude: “Perciò proprio nello Spirito Santo, effuso su tutte le creature, potremmo vedere il prototipo dell’essere femminile. Questo trova la sua rappresentazione perfetta nella Vergine purissima, sposa di Dio e madre di tutti gli uomini”. In conclusione, l’imitazione di Maria Santissima deve essere lo scopo dell’educazione femminile proprio perché Ella è il prototipo della genuina femminilità. Anche nella figura della Madre di Dio, comunque, notiamo il suo essere “persona in relazione” e quindi pienamente a immagine di Dio anche sotto questo punto di vista: si relaziona col Figlio, si relaziona con gli Apostoli e i discepoli, si relaziona con i servi alle nozze di Cana sempre in vista del bene personale, quello degli sposi.

 

Maria SS.ma a fianco di ogni donna che adempie la sua vocazione femminile

La Madonna è nostra Madre, e lo è realmente, “in senso reale ed eminente”, cioè in un senso che trascende la maternità terrena, in quanto Ella ci ha generati alla vita della grazia (cfr. Lumen Gentium, cap. VIII, n. 61). Come Madre ci ama e ci conosce, cerca di fare di noi ciò che dobbiamo essere e di portarci all’unione con Dio. Se è vero che questo vale per ogni persona, in modo particolare nella donna assume una fondamentale importanza, perché nella maternità – naturale o spirituale che sia – così come nella sua sponsalità verso Dio, la donna in qualche modo continua la maternità e la sponsalità della Santa Vergine. Anzi, la Stein asserisce che similmente a come in tutta l’attività della Chiesa è presente la cooperazione della Madonna, “possiamo credere che vi sia la cooperazione di Maria ovunque una donna adempie la sua missione femminile”. Ma occorre ricordare che come la grazia santificante agisce solo se l’anima non oppone resistenza, similmente la Madonna non può realizzare in pieno la sua maternità nei confronti dell’umanità se non trova in essa un abbandonarsi a Lei. Ecco dunque che “le donne che desiderano corrispondere in pieno alla loro vocazione femminile, nei diversi modi possibili, raggiungeranno nel modo più sicuro il loro fine se non solo terranno davanti agli occhi l’immagine viva della Virgo-Mater e cercheranno di imitarla nel lavoro della loro formazione, ma si affideranno alla sua direzione, si porranno tutte sotto la sua guida. Ella può formare a propria immagine coloro che le appartengono” (tratto da La donna).

 

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