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MARIA SS.MA E LA CHIESA

di Sr. M. Leonarda Innocente icms

La Mamma Celeste, a Fatima, è venuta ancora una volta ad aprire il proprio Cuore, manifestandoci il Suo desiderio che ogni Suo figlio sia salvo e che, come fratelli, cooperiamo gli uni alla salvezza degli altri. La comunione vera è nel Bene, per il bene eterno delle anime nostre e di quelle che ci stanno accanto. Questo costruisce la Chiesa, di cui Maria è Madre. Il profondo legame che le unisce è per noi un tesoro immenso cui attingere per crescere nella fede e nell’amore a Maria Santissima.

 

La Madre, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero. Premurosa guida della Chiesa nascente, Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14)”. (Decreto sulla celebrazione della B. V. Maria Madre della Chiesa, 11.02.2018)

Maria Santissima è stata considerata, sin dalle origini, un punto di riferimento per la comunità cristiana, a cominciare dagli Apostoli che si riunivano attorno a Lei in preghiera, in attesa di ricevere il dono dello Spirito Santo. Via via, lungo i secoli, i cristiani di ogni tempo hanno fatto ricorso a Lei come Madre e come modello e guida, per giungere a possedere la vita in Cristo. Il rapporto fra la Chiesa e questo suo insigne membro nel corso della storia si è andato delineando sempre meglio.

Il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium, ha descritto la Chiesa per mezzo di diverse immagini: poiché essa possiede allo stesso tempo una natura divina e umana, è perciò una realtà complessa e semplice allo stesso tempo, che è difficile da spiegare con una definizione univoca. Gesù stesso, nel corso della Sua vita terrena, si servì di varie immagini, tratte dalla vita dei suoi ascoltatori e dal loro contesto culturale, per comunicare quei particolari concetti che riteneva essenziali per una vita piena, secondo la logica delle Beatitudini.

Proprio rifacendosi alle immagini evangeliche – e a quelle legate alla Tradizione – il Concilio Vaticano II definisce la Chiesa come ovile, podere o campo di Dio, edificio di Dio, Sua famiglia e tempio santo, Gerusalemme celeste, madre nostra e sposa dell’agnello, evidenziandone, attraverso ciascuna immagine, un tratto particolare.

Il documento descrive la vita della Chiesa e di coloro che vi appartengono, a vario titolo, e sottolinea la chiamata di tutti e di ciascuno alla santità. Conclude dedicando un intero capitolo, l’ottavo, alla “beata Maria vergine Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa”. La Madonna è stata unita al Figlio, e alla Sua missione redentrice, sin dalla Sua Immacolata Concezione, partecipando in maniera sempre più consapevole alla nostra salvezza.

Fra Maria Santissima e la Chiesa vi è, allora, un rapporto strettissimo, come quello tra una madre e un figlio; o, meglio, tra una madre e una figlia che, a sua volta, diviene madre, e guarda a Lei come modello e guida.

Non tutto ciò che si dice di Maria Santissima si può dire allo stesso modo anche in riferimento alla Chiesa; sono tre, in particolare, le caratteristiche ritenute comuni a entrambe: la verginità, la maternità e la santità. Come Maria, anche la Chiesa è pienamente vergine, sposa di Cristo, purificata e santificata da Lui e a Lui promessa come vergine casta (2Cor 11, 2). Nondimeno la Chiesa è anche madre, poiché ogni giorno genera nuovi figli alla vita in Cristo, come Maria che Lo genera nel grembo solo dopo averlo generato nella fede, per mezzo del Suo “sì”. Infine, la Chiesa è anche mistero, non solo per la maternità verginale, ma per il fatto che, essendo unita al Figlio di Dio, partecipa della Sua stessa realtà di “mistero di salvezza”.

Un’immagine particolarmente suggestiva, attribuita sia a Maria Santissima che alla Chiesa, è quella della luna. Entrambe, infatti, come la luna, non brillano di luce propria, ma riflettono la luce della Grazia del Sole divino: vale a dire che sono grandi solo in virtù della Grazia e dei doni ricevuti. Vi hanno corrisposto, ma anche il corrispondervi in pienezza è stato dono della Misericordia di Dio.

Vi è, poi, una profonda differenza: mentre Maria è stata redenta in anticipo, per cui è una creatura umana santificata fin dal grembo materno, la Chiesa è stata purificata solo in seguito, nel lavacro del Sangue di Cristo, ed è formata da Santi e peccatori. La Madonna testimonia la grandezza di Dio che l’ha preservata; la Chiesa la testimonia essendo stata purificata.

La Chiesa sarà allora come la luna: proprio con i suoi poveri sassi essa è capace di riflettere la luce divina, che accompagna i nostri passi incerti verso la piena comunione con Dio e fra gli uomini'”.

 

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