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MARIA “TIPO” DELLA CHIESA

di Sr. M. Leonarda Innocente icms

Tra Maria e la Chiesa c’è un rapporto di profonda somiglianza. Maria è la figura ideale, la personificazione, l’archetipo della Chiesa. In Lei si effettua il passaggio dall’antico al nuovo popolo di Dio, da Israele alla Chiesa. Lei è la prima tra gli umili e i poveri rimasti fedeli; e Lei è ancora la prima tra i riscattati che, in umiltà e obbedienza, accolgono l’avvento del Redentore” (San Giovanni Paolo II, omelia a Efeso, 30.11.79)

Maria non è solamente membro della Chiesa, ma ne è anche il “tipo”. Questa parola, di origine greca (typos), è presente nel Nuovo Testamento e richiama il simbolismo, a differenza della parola “modello”, che fa invece riferimento a un confronto imitativo. Il Nuovo Testamento non La applica direttamente a Maria, ma è indirettamente possibile riconoscere dei tratti comuni sia a Lei che alla Chiesa, sebbene con le dovute distinzioni. La verginità, la maternità e la santità – con tutte le virtù annesse e connesse – le accomunano.

Come afferma anche il Concilio Vaticano II: “nel mistero della Chiesa, la quale pure è giustamente chiamata madre e vergine, la beata Vergine Maria è andata innanzi, presentandosi in modo eminente e singolare, quale vergine e quale madre. Poiché per la Sua fede e obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio di Dio, senza contatto con uomo, ma adombrata dallo Spirito Santo, quale novella Eva credendo non all’antico serpente ma, senza alcuna esitazione, al messaggero di Dio. Diede poi alla luce il Figlio, che Dio ha posto quale primogenito fra molti fratelli, cioè tra i fedeli, alla rigenerazione e formazione dei quali Essa coopera con amore di madre. Orbene, la Chiesa, la quale contempla l’arcana santità di Lei e ne imita la carità e adempie fedelmente la volontà del Padre, per mezzo della Parola di Dio accolta con fedeltà, diventa essa pure madre, poiché con la predicazione e il battesimo genera a una vita nuova e immortale i figlioli, concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio. Essa pure è vergine, che custodisce integra e pura la fede data allo Sposo, e a imitazione della Madre del Suo Signore, con la virtù dello Spirito Santo, conserva verginalmente integra la fede, solida la speranza, sincera la carità.” (Cfr. Lumen gentium, 63-65)

È bello, a questo proposito, notare come in Maria non solo tutto ciò sia fonte di “similitudine” con la Chiesa, ma come Ella ne sia persino l'archetipo, la figura di riferimento, prefigurazione che non ha, però, meno importanza rispetto a ciò che in Lei è prefigurato, vale a dire la Chiesa stessa. Queste due figure sono profondamente collegate fra di loro anche in ambito biblico: basti pensare al passo dell’Apocalisse riferito alla "donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle" (Ap 12, 1-18). Questa “donna” non corrisponde né semplicemente alla Madonna, né semplicemente alla Chiesa, bensì proprio a Maria Santissima come archetipo della Chiesa. II Figlio, infatti, che nascerà da questa donna guiderà le nazioni con scettro di ferro: ciò sta sicuramente a indicare il Cristo, perciò la “donna” è senza dubbio immagine della Madre del Verbo Incarnato, ma anche della maternità della Chiesa. Altro esempio biblico è quello costituito dal Magnificat, che "rappresenta ad un tempo il cantico della Madre di Dio e quello della Chiesa ... cantico di ringraziamento per la pienezza di grazie elargite nell'Economia della salvezza, cantico dei "poveri", la cui speranza si realizza mediante il compimento delle promesse fatte ai nostri padri ...".

La Chiesa, quindi, si specchia in Maria, in Lei trova il proprio compimento e l’ideale cui tendere in ciascuno dei suoi membri, per seguire con sincerità e fermezza il Suo Signore.

«Al Tuo Cuore Immacolato, o Maria, raccomandiamo infine l’intero genere umano; portalo alla vera conoscenza dell’unico e vero Salvatore Cristo Gesù, allontana da esso i flagelli provocati dal peccato, dona al mondo intero la pace nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell’amore. E fa’ che la Chiesa tutta possa elevare al Dio delle misericordie, maestoso, l’inno della lode e del ringraziamento, l’inno della gioia e dell’esultanza, perché grandi cose ha operato il Signore per mezzo Tuo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.» (San Paolo VI)

 

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