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NATALE DEL SIGNORE - SOLENNITÀ

di Padre Luigi Polvere icms

«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». (Lc 2,10-12)

È interessante notare che gli angeli annuncino ai pastori che Gesù sarà il Salvatore... sì, ma da che cosa dovrebbe salvarci Gesù? Tutti abbiamo paura della morte e per questo cerchiamo di salvarci da essa in tutti i modi (e non mi riferisco soltanto alla morte fisica, che è un dato di fatto, ma alle piccole o grandi morti, che una vita spesa per amore comporta). Credo, tuttavia, che ci sia qualcosa di ancor più terribile della morte: vivere una vita senza senso. Vivere senza aver lasciato una traccia, senza aver vissuto pienamente: arrivare alla morte e accorgersi che alla fine ci siamo accontentati di ben poco. Questo mette ancor più paura di morire. Ma, nel fondo del cuore, ogni uomo sa che la sua vita non è fatta per “sopravvivere”: ogni uomo si porta dentro una sete di bellezza, di verità, di bontà; e, mischiato a tutto ciò, ognuno avverte, purtroppo, anche la tendenza a perdersi, ad andare contro la verità, contro il bene che intuisce e, spesso, non riesce a raggiungere. Per questo San Paolo parlava di una “legge” che ci conduce alla morte e gridava: chi mi salverà? Ecco, il Natale viene a ricordaci anzitutto che questa salvezza è possibile, che la possibilità di una vita vera esiste. Dio si è fatto uomo per salvarmi da una vita senza senso e mostrarmi un altro modo di stare al mondo, proprio di coloro che amano profondamente Gesù Cristo. “Egli è venuto nel mondo per i suoi, ma i suoi figli non l’hanno accolto. Ma a quanti l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio. A quelli che credono nel suo nome” (Gv 1,11-12). È venuto tra noi per farci vivere da figli e non da schiavi, da uomini liberi, capaci di scelte autentiche, per quanto difficili; uomini che sappiano andare controcorrente, perché il male non abbia più l’ultima parola. È venuto in questo mondo per ricordarci che non siamo soli e che non è il caso a guidare questo universo e le nostre storie, ma un Padre Buono, che ci ama... e questo cambia tutto! Chi accoglie questo Figlio, riceve la sua vita eterna, pensa come Lui, gli assomiglia, lavora e vive come Lui; e, quindi, può compiere atti eterni che non passano e che cambiano la storia, perché a questo siamo chiamati: non per il possibile, ma per l’impossibile!

Ma, allora, il vero problema è questo: mi lascio salvare da Gesù? Mi lascio conquistare dalla tenerezza di quel Bambino? Mi lascio amare da Lui? Gesù può anche essere il Salvatore, ma finché continuiamo a dirigere la nostra vita secondo i nostri schemi, i nostri pensieri e le nostre forze; finché continueremo a volerci “salvare” da soli, con le nostre forze, non potremo mai veramente incontrarLo, né vivere pienamente. Il nostro peccato più grande è spesso un peccato contro la fede. La verità è che crediamo più nei nostri calcoli, nei nostri progetti, nei nostri giudizi, nelle nostre intuizioni che in Dio. Confidiamo nel nostro ragionamento più che nella Parola di Dio e nel suo Amore.

È assolutamente fondamentale, quindi, divenire anime di vera vita interiore, che facciano della vita sacramentale il loro nutrimento: solo così Dio potrà prendere possesso dei nostri cuori e donarci il Suo sguardo. Questo significa lasciarsi salvare da Lui! Senza una vita interiore tutto diventa difficile, perché manca un motivo, una ragione che faccia muovere i nostri passi... le nostre crisi esterne si risolvono soltanto entrando dentro di noi, imparando l’arte di mettersi silenziosamente davanti a Dio, perché Lui possa riempire di luce le nostre tenebre.

Sperimentiamo, allora, che non esiste luogo o condizione dove Dio non possa venire a visitarci. Quella povera Grotta, in cui Gesù è nato, assomiglia tanto al nostro cuore, dove è costantemente parcheggiato l’asino del nostro orgoglio, il bue dei nostri egoismi e la paglia umida e non molto confortante dei nostri propositi, spesso poveri e inconsistenti... per non parlare dell’odore, non sempre profumato, delle nostre azioni e dei nostri peccati... Ma è proprio in questo quadro, abbastanza desolante, che Gesù continua a nascere, per rivestire della Sua bellezza la nostra povera vita. Il suo amore è incondizionato, non dipende da noi; è sempre fedele, è sempre paziente. Nasce povero di tutto, come un bambino, per conquistarci con la tenerezza del suo amore e ricordarci una cosa che noi spesso dimentichiamo: la nostra preziosità. Il Natale, allora, è un inno alla vita, perché ogni anno ci ricorda che è esattamente il tuo cuore il luogo dove Egli vuole nascere; perché la fede è sempre una cosa molto concreta, che va presa sul serio e che ci è stata consegnata perché non la vivessimo superficialmente, lamentandoci e aspettando il “momento migliore”, che non esiste e mai esisterà: ma iniziando, piuttosto, ad amare oggi, con quello che abbiamo e che possediamo, che non è mai poco. La fede ci porta ad amare le cose che viviamo e a scoprire che Dio vuole nascere proprio lì, dentro la nostra vita fragile – povera e piccola – ma tanto benedetta, quando ci lasciamo salvare da Lui.

Ieri, come oggi, il segno è sempre lo stesso. Oggi, quella mangiatoia è il Tabernacolo di ogni chiesa, è ogni altare dove si celebra una Messa. Verrebbe da pensare: beati loro! Ma, in realtà, queste cose non sono beate: pur contenendo Dio, non possono amarlo. È solo da noi che Gesù può ricevere un po’ di amore: e come lo aspetta! Il Dio Onnipotente e Creatore continua a umiliarsi, per lasciarsi incontrare da noi; nasconde la sua grandezza dietro le apparenze del pane e del vino e si dona totalmente, per insegnarci ancora una volta che è solo perdendo la vita per amore, lasciandosi spezzare con pazienza che si diventa dono per tutti e ci si salva davvero! Che il Signore ci conceda la grazia di accorgerci che tutte le volte che amiamo veramente è Natale, perché quest’amore diventa un segno della Sua Presenza e Lui può continuare a nascere in questa terra!

 

 

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