Pillole di SpiritualiTà
Colui che possiede la carità in Cristo mette in pratica i comandamenti di Cristo. (san Clemente)
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"Contempliamo la tua bellezza, vergine di Cristo"
di sr. M. Leonarda Innocente icms
In queste ultime settimane, abbiamo potuto gustare la bellezza della neve, caduta abbondante in diverse zone d’Italia. Scendendo lieve, ma incessante, ha trasformato completamente il paesaggio, coprendo ogni cosa col suo candore. Contemplandola, la prima reazione è di stupore, davanti a qualcosa di così semplice eppure straordinario. L’unica cosa che verrebbe da dire è: “Bella!”. Bellissima e bianca quando cade: ma, rimanendo ai bordi delle strade, pestata dai passanti e dalle ruote delle macchine, ammucchiata per permettere un passaggio sicuro, diventa davvero brutta, perché, perdendo il suo candore, si mescola alla terra, a detriti vari e… si sporca! Lì finisce la sua bellezza. Credo che quest’immagine ci possa aiutare a comprendere la bellezza di Sant’Agnese, che la Chiesa festeggia il 21 gennaio. “Contempliamo la tua bellezza, vergine di Cristo: hai ricevuto dal Signore una splendida corona. Non ti sarà tolto l’onore della verginità, non sarai più separata dall’amore del Figlio di Dio.” (dalla liturgia) Lei, bimba di 12 anni, vergine e martire, ha conservato per il Cielo il candore della sua purezza. Non una purezza fredda, fatta di ghiaccio, come quella della neve, ma una purezza fatta di fedeltà eroica, di coraggio virile, di dolce fortezza, di coerenza immortale. Quasi una “neve ardente”.
La bellezza di questa Santa può essere anche la nostra, deve essere anche la nostra, perché non ci sono infinite bellezze, ma una soltanto: quella divina. Dice di Dio San Francesco, in una sua celebre preghiera: “Tu sei bellezza.” Dio è LA bellezza; sicché va da sé che, per partecipare di questa bellezza, si debba assomigliare a Lui, e assomigliare il più possibile a quel progetto che ha fatto su di noi, sulla creatura umana. Quando Dio ha desiderato la neve, l’ha creata bianca, pura, soffice. Noi la conosciamo così: se fosse verde e pelosa o arancione e lucida non sarebbe neve. Così la persona umana, per essere bella, ha bisogno necessariamente di essere pura, senza sporcarsi col peccato, con la doppiezza, la falsità, la sensualità, l’orgoglio. Una purezza fatta di sincerità, di onestà, di pudore, di consapevolezza della propria altissima dignità, di rettitudine, di lealtà. Quando incontriamo persone così, ci viene proprio da dire: “Che bella persona!”, indipendentemente dal colore dei capelli, dal peso forma, dalle rughe. Madre Teresa di Calcutta non rientrava certamente nei canoni della bellezza classica, eppure nessuno potrebbe dire di lei che non fosse “bella”, di una bellezza che va al di là dell’estetica e che vale molto di più.
Ognuno di noi, come persona, figlio/a di Dio, ha un valore grandissimo, che lo impegna a volersi bene e a prendersi cura di sé, con tenerezza, con serena premura, con delicata attenzione: siamo preziosi! Ma se questa cura diventasse eccessiva, rischieremmo di fare la fine della matrigna di Biancaneve: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del Reame?” Desiderava essere la più bella. Era così forte questo suo desiderio da spingerla a eliminare ogni contendente. Eppure, paradossalmente, nel tentativo di essere la più bella, divenne davvero brutta. Ma questa bruttezza non era altro che il riflesso di ciò che era realmente.
Spesso “bellezza”, anziché fare rima con purezza, fa rima con “sconcezza”. Nel mondo dello spettacolo e dei social, le più belle sono anche di facili costumi. Ostentano una bellezza che è meramente esteriore: apparire belle senza preoccuparsi di essere belle. È una forma di bellezza che sicuramente attira gli occhi degli uomini, ma non ne attira il cuore. La filosofia ci insegna, invece, che la bellezza è la contemplazione della verità. Bello è ciò che è vero. La bellezza creata dall’intelligenza artificiale non sarà altro che una bellezza finta, irreale, capace di affascinare, ma senza riempire.
Contemplare la bellezza è, quindi, riconoscere la verità di ciò che ci sta davanti, ammirare con stupore l’essenza più profonda delle cose, che è di per sé necessariamente buona, perché viene da Dio stesso. Non ci può essere vera bellezza senza un cammino che ci mostra la verità di noi stessi e ci conserva puri davanti a Dio, così da poter riflettere la sua stessa bellezza, come specchi cristallini.
Questa è stata la vita di Maria Santissima: “Tutta bella sei, Maria, tutta candida.”
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