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Invito alla Lettura

di Teresa Ales

P. Enzo Vitale icms ci aiuta a comprendere come la sessualità non è “fare sesso”, ma espressione dell’Amore che ci ha generati. La sessualità può essere vissuta in pienezza solo se l’uomo realizza l’importanza di sentimenti come tenerezza, dolcezza e compassione accompagnati dall’esperienza di una vera Amicizia. E il punto di vista per riflettere sul tema è quello della persona disabile.

 

Non nascondo che, sin dal titolo, sono rimasta alquanto colpita. Sapete quando arricci il naso perché una cosa non ti convince? Ecco, la sensazione fu proprio questa quando ho letto il titolo la prima volta chiedendomi “ma cosa è un assistente sessuale?”.
Lo stesso autore mi ha condiviso che più volte gli è stato chiesto: «Ma di cosa si tratta? E tu cosa pensi di questo argomento?... sei a favore o contro?». Posso subito dire – senza spoilerare il finale – che conviene leggere il testo fino in fondo: quanto meno servirà a capire che dietro un argomento apparentemente “di nicchia”, di secondo piano, ci sono risvolti che interessano ognuno di noi, le nostre famiglie e i nostri figli… e non solo le persone disabili!

 

UN ARGOMENTO DELICATO E COMPLESSO

A parte le prime pagine dedicate alla presentazione del contenuto dei progetti di legge (non immaginavo che ci fosse tutta questa attenzione su questo tema a livello legislativo!), l’autore, padre Enzo Vitale, religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, cerca di presentare un argomento delicato e al tempo stesso complesso, con linguaggio semplice e accessibile a tutti. È vero che, leggere in copertina “profili bioetici” un pochino spaventa. Ma poi, scendendo nel dettaglio, leggi di desiderio, amicizia, sguardo verso l’altro, pudore, sessualità, disabilità, prostituzione. In fondo la parolina “bioetica”, per l’appunto, rimanda ad una realtà quotidiana che ci interessa direttamente.

 

UNA CONCEZIONE ERRATA DELLA SESSUALITÀ UMANA

Il testo spiega, ovviamente, cosa si intenda con “assistente sessuale”, presenta la problematicità e la discussione relativa a tale figura, riporta l’attenzione che la tematica merita e nei confronti della quale, spesso, si è avuto un approccio sbrigativo, errato ed equivoco.

Spiega come, a differenza di alcuni paesi europei, come Olanda, Germania e Svizzera, in cui tale figura è riconosciuta, in Italia il dibattito, a intermittenza, si ripresenta grazie alla “sollecitudine” di alcune associazioni del settore che ne parlano in modo poco adeguato. Per molti, il tema è considerato un tabù.

Non vi è dubbio che una delle cause per cui si ha difficoltà a trattare del tema sta nella distorta e falsata concezione della sessualità umana. Non si tratta, in pratica, di “soddisfare esclusivamente un bisogno fisico”. È necessario aver chiaro cosa sia la sessualità che (come chiarisce l’autore a pag. 37) non va considerata nel suo solo esercizio fisico. Se si riducesse la sessualità al solo esercizio fisico, allora si rischierebbe di svilire l’essere umano, significherebbe trasformare la persona ad un animale che vive solo di istinti. Ma, la sessualità, va ben oltre, essa investe tutti gli aspetti psicologici, sociali e morali dell’essere umano, deve essere sempre considerata sotto la triplice visione fisica, psichica e spirituale.

 

LA PERSONA, INNANZITUTTO TUTTO

L’autore sottolinea l’importanza di guardare alla persona disabile sempre come una “Persona”, capace di provare ed esprimere sentimenti ed emozioni: va accolta, ascoltata e aiutata nella sua totalità e complessità, senza escludere la sfera affettiva, nel suo essere unica e irripetibile, fatta non solo di carne ma di anima e spirito. Questo significa evitare ogni forma di pietismo! Pur vivendo dei grossi disagi, resta sempre una “Persona”. Chi pensa che sia solo necessario assecondare dei bisogni fisici, apre la strada alla tremenda piaga della prostituzione. La persona disabile, invece, va aiutata a comprendere sé stessa: e questo significa andare fino in fondo nella comprensione dei propri desideri e bisogni.

Si tratta di accompagnare la persona disabile verso una sessualità vera, piena, non limitata al suo solo esercizio, ma che fiorisce all’interno di una Amicizia che educa all’amore verso sé stessi e gli altri.

Paradossalmente, la persona segnata dalla disabilità non solo ha maggiore predisposizione ad accogliere la preziosità del dono della sessualità vivendolo nella sua pienezza ma ha anche maggiori risorse per realizzare un bellissimo progetto di vita. Alla grandezza spirituale e alle specifiche competenze di un buon assistente sessuale è lasciata la capacità di generare una autentica relazione di aiuto in questo specifico ambito.      

 

L’ASSISTENTE SESSUALE PER LE PERSONE DISABILI. Analisi dei profili bioetici
Prefazione di Renzo Pegoraro, Cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita
Enzo Vitale, Armando Editore, Roma 2022 (pp. 128, € 12)
(nella collana medico-psico-pedagogica, acquistabile con il Bonus 18app o la Carta del docente)

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